Atto di notorietà

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L'atto di notorietà (o atto notorio) è l'atto pubblico[senza fonte] con il quale una persona (deponente) rende una dichiarazione, in presenza di più testimoni o altri deponenti, attorno a uno o più fatti giuridici notoriamente conosciuti da tali persone (ed eventualmente da una cerchia più vasta).

In quanto atto pubblico, l'atto di notorietà fa prova legale sulla provenienza dai deponenti e su quanto fatto o dichiarato davanti al funzionario pubblico o al privato esercente una funzione pubblica (come il notaio) che lo riceve. Non fa, invece, prova legale circa i contenuti delle dichiarazioni rese. In altre parole, non fa prova legale dell'esistenza di fatti giuridici ma solo della loro notorietà.

L'atto di notorietà è conosciuto da vari ordinamenti di civil law: Italia, Francia, Spagna ecc. Nei paesi di common law una funzione in parte simile è svolta dall'affidavit.

Ordinamento italiano[modifica | modifica sorgente]

Nell'ordinamento italiano l'atto di notorietà può essere ricevuto dal cancelliere (art. 5 del R.D. 9 ottobre 1922, n. 1366) oppure dal notaio (art. 1, n. 2, della legge 16 febbraio 1913, n. 89)[1] in presenza di almeno due testimoni; in alcuni casi, però, può essere ricevuto solo dal presidente del tribunale o, per delega di questo, dal cancelliere.

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà[modifica | modifica sorgente]

Già l'art. 7 del d.P.R. 2 agosto 1957, n. 678 aveva previsto la possibilità di rendere la dichiarazione anche dinanzi al segretario comunale o al funzionario competente a ricevere la documentazione, ogniqualvolta fosse richiesta la presentazione di un atto di notorietà a un organo della pubblica amministrazione.
Un'ulteriore agevolazione è stata introdotta dall'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, che ha previsto la possibilità di sostituirlo, negli stessi casi, con una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà.

Questa possibilità è stata in seguito ampliata ed è ora sancita dall'art. 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) laddove stabilisce che:

"1. L'atto di notorietà concernente stati, qualità personali o fatti che siano a diretta conoscenza dell'interessato è sostituito da dichiarazione resa e sottoscritta dal medesimo con la osservanza delle modalità di cui all’articolo 38

2. La dichiarazione resa nell'interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.

3. Fatte salve le eccezioni espressamente previste per legge, nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espressamente indicati nell'articolo 46 sono comprovati dall'interessato mediante la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Una parte minoritaria della dottrina ritiene che possa essere ricevuto anche dal sindaco o suo delegato, interpretando estensivamente l'art. 231 del D.Lgs 19 febbraio 1998, n. 51, secondo il quale "quando leggi o decreti prevedono l'obbligo di determinati soggetti di rendere giuramento innanzi al pretore per l'esercizio di attività, questo è reso innanzi al sindaco o a un suo delegato".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]