Diario postumo

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Diario postumo
Autore Eugenio Montale
1ª ed. originale 1996
Genere poesia
Lingua originale italiano

Diario postumo è l'ottava e ultima raccolta di poesie di Eugenio Montale. Si tratta di una raccolta di 66 poesie, tutte firmate e molte delle quali dedicate all'amica Annalisa Cima, che in parte le ispirò anche. Montale scrisse le poesie tra il 1969 ed il 1979, con l'intenzione di creare una sorta di prosecuzione della propria presenza oltre la scomparsa non priva di una sofisticata ironia. Raggiunto infatti il numero di 66 composizioni, il poeta suddivise le liriche in 11 buste, disponendo che le stesse venissero pubblicate a gruppi di sei ogni anno a partire da cinque anni dopo la sua morte, avvenuta il 12 settembre 1981.

Nel 1986 la Fondazione Schlesinger, di cui Montale era stato presidente ad honorem, si occupò di provvedere alla pubblicazione delle prime sei, alle quali vennero aggiunte altre 18 composizioni inedite trovate casualmente dalla stessa Annalisa Cima. La pubblicazione dell'intera raccolta (le 66 poesie contenute nelle buste più le altre 18 trovate casualmente) venne infine pubblicata da Mondadori nel 1996, in occasione del centenario della nascita del poeta.

Un dubbio di non autenticità dell'opera venne manifestato in particolare da Dante Isella e Giovanni Raboni,[1] e recentemente è stato nuovamente avanzato da un libro di Federico Condello, che riprende una analisi di Paola Italia e Paolo Canettieri. Tuttavia restano agli atti l'esplicita testimonianza di Maria Corti sul trasferimento da parte di Montale ad Annalisa Cima di numerosi inediti, e i riscontri positivi, fra altri, di Andrea Zanzotto, Rosanna Bettarini e Angelo Marchese [2], che furono in grado dopo la pubblicazione di "Diario postumo" di far chiudere le polemiche. Giuseppe Savoca ne pubblicò poi la "Concordanza", analisi dei testi in confronto con le altre opere di Montale e con le fonti ispiratrici del poeta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervento di Raboni sul Corriere della Sera, 16-10-98
  2. ^ vd. anche L'Universale-La grande enciclopedia tematica 4, Garzanti, Milano 2003, p.680

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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