Dialogus de Scaccario

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Dialogus de Scaccario, o Dialogue concerning the Exchequer, è un trattato medievale sulla pratica dello "Scacchiere" (Exchequer) in Inghilterra scritto alla fine del XII secolo da Richard FitzNeal. Il Trattato, scritto in Latino,[1] e conosciuto da tre manoscritti del XIII secolo è impostato come una serie di domande e risposte, che riguarda la giurisdizione, la costituzione e la pratica dello Scacchiere. Un accademico ha detto che "Il valore di questo saggio per la prima storia dell'Inghilterra non può non essere sopravvalutato; in ogni ambito fa chiarezza sullo stato delle cose esistenti."[2] È stato ripubblicato e tradotto più volte, più recentemente nel 2007.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato fu probabilmente scritto da Richard FitzNeal, "Lord High Treasurer" (Primo Lord del Tesoro), Lord Tesoriere dello Scacchiere sotto Enrico II d'Inghilterra. La data del libro è discussa; esso descrive 6 distretti di giustizia territoriali; gli accademici sostengono per questo che esso deve essere stato scritto prima del 1179, quando il numero di distretti di giustizia è stato ridotto a 4; ciò richiederebbe tuttavia che le modifiche ai distretti fossero entrate in vigore immediatamente, e Richardson sostiene che non c'è nulla scritto nei Pipe Rolls a sostegno di questa ipotesi.[3] Altri studiosi suggeriscono 1181 o 1188 come possibili anni.[2] Diviso in due libri, scritti come una serie di domande e risposte tra un avvocato dotto e il suo allievo,[4] il trattato per prima cosa tratta della costituzione dello Scacchiere, analizzando individualmente gli Upper Exchequer (« Scacchiere superiore ») e i Lower Exchequer (« Scacchiere inferiore ») dell'erario[5] e dando le descrizioni dei loro funzionari e giurisdizione.[6] Il secondo libro descrive l'Erario "in pratica", dando disposizioni del modo corretto per perorare le cause e il calendario (scadenzario) che occorreva per una causa.[7]

Versioni e traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Così come la sua pubblicazione iniziale e ulteriori versioni durante il XVIII e XIX secolo, il libro fu pubblicato nuovamente nel 1902 da Clarendon Press; questo è andato presto esaurito, e una seconda edizione con un commentario è stata pubblicata nel 1950, a cura di Charles Johnson.[8] Anche questo nuovo è andato esaurito, necessitando di una nuova edizione pubblicata dalla Oxford University Press nel 1983.[9] L'edizione del 1952 è stata favorevolmente recensita, con K.R. Potter che scriveva che era "una guida molto utile per chi non conosce la finanza medievale".[4] Ernest Henderson ha scritto che era "uno dei pochi trattati realmente del Medioevo. È il saggio più dotto concernente tutto ciò che è andato alle riunioni semestrali dei funzionari dello scacchiere, e spazia fuori in una descrizione di tutte le fonti di reddito della Corona inglese e dei loro metodi di raccolta. Il valore di questo saggio per la prima storia dell'Inghilterra non può non essere sopravvalutato; in ogni ambito fa chiarezza sullo stato delle cose esistenti".[2]

L'edizione più recente è stata pubblicata nel 2007, anche dalla Oxford University Press, redatta e tradotta da Emilie Amt e S. D. Church— e descritta come una "...preziosa nuova edizione e traduzione che merita un ragguardevole utilizzo..."[10]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Institute of Historical Research logo and home page link review by The Institute of Historical Research
  2. ^ a b c The Avalon Project: The Dialogue Concerning the Exchequer. circa 1180, Avalon Project. URL consultato il 4 febbraio 2010.
  3. ^ Richardson (April 1928) p.167
  4. ^ a b Potter (1952) p.238
  5. ^ L'Exchequer sotto Enrico II d'Inghilterra era diviso tra un Upper Exchequer (« Scacchiere superiore »), facente ufficio di "Chambre des comptes" (Camera dei Conti), e un Lower Exchequer (« Scacchiere inferiore »), incaricato dell'ordinaria amministrazione.
  6. ^ Johnson (1983) p.lvi
  7. ^ Johnson (1983) p.lx
  8. ^ Johnson (1983) p.ix
  9. ^ Johnson (1983) p.viii
  10. ^ Review by The Institute of Historical Research