Lingua sassarese
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, si è deciso di usare nella nomenclatura delle voci il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 o ISO 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
| Sassarese o Turritano (Sassaresu o Turritanu) |
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|---|---|
| Parlato in | |
| Regioni | (nord della |
| Persone | ≈ 100.000 |
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Tipo | SVO |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Italiche Romanze Italo-occidentali Italo-dalmate Corso-toscane Sassarese |
| Statuto ufficiale | |
| Nazioni | riconosciuta da: |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-1 | co |
| ISO 639-2 | cos |
| SIL | SDC (EN) |
| Estratto in lingua | |
| Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1 Tutti l'ommini nascini libbari e uguari in digniddai e diritti. Eddi so dutaddi di rasgioni e di cussenzia e debini agì l'uni cun l'althri cun ippiritu di fraterniddai. |
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Distribuzione geografica del Sassarese e della variante castellanese, in arancione. |
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Il sassarese o turritano (sassaresu o turritanu) è una lingua romanza nata come lingua franca[1][2][3] intorno al XII secolo da una base corso-toscana, evolutasi poi autonomamente con influenze liguri, iberiche e soprattutto sardo logudoresi.[4]
È parlata in una piccola ma popolata fascia della Sardegna nord-occidentale, nei centri del Golfo dell'Asinara, della Nurra e dell'Anglona, ovvero nei Comuni di Sassari, Porto Torres, Sorso, Castelsardo, Sedini, Stintino e Tergu, e nella frazione La Muddizza di Valledoria, tutti facenti parte della Provincia di Sassari.
Indice |
[modifica] Caratteristiche e diffusione
Il sassarese viene considerato una lingua essendo difficilmente ascrivibile a un singolo gruppo linguistico: pur essendo evidente la sua base toscano-corsa ha avuto un'evoluzione autonoma con esiti distintivi, e ha subito notevoli influenze esterne, in particolare fonetiche e lessicali: alcune più limitate come quelle liguri e iberiche, altre più marcate come dal sardo logudorese, parlato in origine nella zona. Data la sua collocazione linguistica e geografica viene descritta anche come lingua di transizione, lingua di confine, lingua di contatto o lingua ponte fra il corso-toscano e il logudorese, e in questo viene spesso associata al gallurese, data la somiglianza linguistica e vicinanza geografica (essendo parlato nel restante settentrione dell'isola) ma avente una diversa origine, sia geografica che temporale, e un'evoluzione storica differente.
Comprende inoltre[5] i dialetti castellanesi (casthiddanu) di transizione con il gallurese del nord dell'Anglona, parlati a Castelsardo, Tergu, Sedini e a La Muddizza di Valledoria sul corso del Coghinas. Il castellanese presenta molti tratti lessicali e fonetici galluresi, come il caratteristico trittongo, e possiede delle proprie specificità fonetiche e lessicali dovute all'antico ruolo mercantile del paese, come testimoniato dalla maggiore presenza di vocaboli di origine iberica rispetto al sassarese e al gallurese e dai numerosi contributi del ligure arcaico. È verosimile che tutti i centri del sassarese siano uniti dagli eventi del XII-XIII secolo che portarono alla loro nascita o consolidamento, forse comuni anche alla città di Alghero prima dell'avvicendarsi della popolazione originaria con immigrati catalani.
Nelle città di Sassari e Porto Torres, il sardo logudorese è diffuso per via dell'immigrazione dai paesi sardofoni, ma anche in passato era parlato e conosciuto come lingua colta dalla classe agiata insieme a italiano e spagnolo, e quasi un millennio fa, prima della nascita del sassarese, era la lingua comune del territorio. Negli ultimi due secoli nella zona da un lato è andata aumentando l'influenza del sardo dovuta all'immigrazione dal resto dell'isola, dall'altro è aumentata anche l'immigrazione dal resto d'Italia e l'uso dell'italiano in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana.


| « Nell’area del sassarese [...] coloro che hanno meno di trentacinque anni dichiarano un uso del sassarese più frequente che negli adulti e negli anziani. Tra l’altro, disaggregando i dati, risulta che sono proprio i giovanissimi a dichiarare di parlare più spesso la lingua locale: all’interno della classe di età che comprende i ragazzi tra i 15 e i 24 anni un individuo su due si dichiara competente attivo del sassarese.[6] » |
[modifica] Produzione artistica
La produzione artistica in sassarese trova massima espressione nei campi della poesia, della commedia teatrale e della musica folcloristica. Nella letteratura riveste notevole importanza storica la poetica di autori come Salvator Ruju, Pompeo Calvia, Gian Paolo Bazzoni e Giuseppe Tirotto. Nel teatro esiste un'importante tradizione di recitazione in vernacolo, con decine di spettacoli in cartellone ogni anno e diverse compagnie attive, fra cui Paco Mustela, La Quinta, La Frumentaria, Teatro Sassari. Importante è anche la produzione musicale, dove fra i principali cantanti e cantautori folk troviamo Ginetto Ruzzetta, Tony Del Drò, Giovannino Giordo, Franco Russu e i gruppi Trio Latte Dolce, Trio Folk Sassari in carthurina, La cumpagnia.
[modifica] Storia e filologia
Il sassarese nasce intorno al XII-XIII secolo, con l'affermarsi di Sassari in libero Comune alleato con Pisa e poi Genova, e la fondazione di centri vicini come Castelsardo o Alghero. Le varie lingue parlate nel territorio iniziano a trasformarsi in senso mercantile, diventando facilmente comprensibili agli abitanti toscani, corsi, sardi, liguri e iberici. Nel 1316 gli Statuti Sassaresi vengono redatti in latino e sardo logudorese, essendo considerate le lingue colte dell'isola, ma già allora la popolazione parlava prevalentemente una sorta di dialetto toscano.
Nel 1943 il linguista tedesco Max Leopold Wagner propose questa interpretazione delle origini del Sassarese, riprendendo la tesi di Vittorio Angius, ampiamente screditata, sull'esistenza di un morbo letale in base alla lingua parlata:[7]
| « ... un dialetto plebeo che, secondo tutti gli indizi, si stava formando a poco a poco a partire dal sec. XVI, dopo che varie pestilenze mortalissime avevano decimato la popolazione della città; dei superstiti la massima parte era di origine pisana e còrsa, e non mancavano neanche i genovesi. Così nacque quel dialetto ibrido che oggi si parla a Sassari, a Porto Torres ed a Sorso, la cui base è un toscano corrotto con qualche traccia genovese, e con non pochi vocaboli sardi. » | |
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(Max Leopold Wagner, "La questione del posto da assegnare al gallurese e al sassarese" in "Cultura Neolatina 3", 1943, pp. 243-267)
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Pasquale Tola ne descrisse la nascita con queste parole:
| « Dirò adunque, che il dialetto sassarese derivò primamente dal sardo volgare frammisto al dialetto corso e al pisano, col quale tuttavia si riscontra nelle sue locuzioni; che cominciò ad essere adoperato [...] nei rozzi parlari del volgo [...]; che poco per volta s’incarnò nel popolo per mezzo dei traffichi e dei commerci, sicché divenne il linguaggio della moltitudine negli usi più frequenti della vita; che il suo propagarsi fu lento, ma sempre costante, per la lunga dimora ed influenza dei pisani e dei corsi, e segnatamente dei primi, nella città di Sassari, e nel suo territorio; che da Sassari si estese eziandio alle borgate a lei vicine, o da lei dipendenti; e che, senza fissarne con precisione il tempo, si può ritenere come assi probabile, che ciò accadesse dalla metà del secolo XII fino a tutto il 1300 dell’era volgare. » | |
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(Pasquale Tola, Prefazione al "Codice degli Statuti della Repubblica di Sassari"[8])
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Più studiosi rintracciano la componente primaria nel dialetto pisano, come lo storico sassarese Enrico Costa e lo studioso Mario Pompeo Coradduzza, dove entrambi non sembrano propendere per una influenza più rilevante del sardo rispetto ad altri apporti linguistici.
| « Ai Pisani dobbiamo anche il nostro dialetto, che per la maggior parte è quasi lo stesso che vi si parla oggi - una specie di toscano del secolo XIII - corrotto più tardi da un po' di corso e da molto spagnuolo » | |
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(Enrico Costa, "Sassari"[9])
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| « Il sassarese deriva dalla lingua italiana e, più precisamente, dal toscano antico, poi trasformatosi lentamente in dialetto popolare fin dal secolo XII, quando ancora i borghesi e i nobili parlavano in sardo logudorese. Durante l'età del Libero Comune (1294 - 1323), il dialetto sassarese non era altro che un pisano contaminato, al quale si aggiungevano espressioni sarde, corse e spagnole; non è quindi un dialetto autoctono, ma continentale e, meglio determinandolo, un sotto - dialetto toscano misto, con caratteri propri, diverso dal gallurese di importazione corsa » | |
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(Mario Pompeo Coradduzza, "''Il sistema del dialetto", 2004[10])
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Alcune lettere di funzionari e religiosi spagnoli datate al 1561 già evidenziano il contesto poliglotta cittadino e l'affermazione del sassarese fra i vari idiomi:
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Al fine di una maggiore tutela della lingua, il comune di Sassari ha in corso l'istituzione di un "Centro di studi linguistici, storici e culturali" sul sassarese.
Nel 1997 è arrivato il riconoscimento ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna, se non come lingua di pari dignità almeno come dialetto distinto dal sardo e dal gallurese:
| « La medesima valenza attribuita alla cultura ed alla lingua sarda è riconosciuta con riferimento al territorio interessato, alla cultura ed alla lingua catalana di Alghero, al tabarchino delle isole del Sulcis, al dialetto sassarese e a quello gallurese. » | |
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(Regione Autonoma della Sardegna. Art. 2 comma 4, L.R. 15-10-1997 della , sulla Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna.)
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[modifica] Elementi costitutivi tipici
Rispetto al gallurese, con cui presenta forti analogie, il sassarese ha subito maggiori influenze da parte del sardo nella sua variante logudorese, sia nella pronuncia che nel lessico, pur mantenendo le caratteristiche grammaticali generali del corso-toscano. Secondo Ethnologue il sassarese ha somiglianza lessicale con il gallurese all'81%, con l'italiano per il 76% e col sardo logudorese al 73%.
[modifica] Tratti comuni all'area italoromanza
- Grammatica e struttura dei verbi tipicamente simile al gallurese, al còrso e all'italiano;
- Caduta delle consonanti finali, ampiamente presenti in sardo;
- Formazione del plurale dal nominativo latino, come in gallurese, còrso e italiano, anziché dall'accusativo, come in sardo e nelle lingue romanze occidentali in genere (esempio: sass. occi dal nominativo 'oculi', log. ogros dall'accusativo 'oculos');
- Articoli determinativi lu, la, li (a Sassari pronunciati "ru", "ra", "ri", in posizione postvocalica), derivati, come in gallurese, còrso e italiano antico, dal lat. 'illum', 'illam' (per quanto riguarda il maschile e femminile singolari) e da 'illi', 'illaæ' (per quanto riguarda il maschile e femminile plurali); invece gli articoli determinativi del sardo logudorese, sono su, sa, sos, sas, derivati, rispettivamente, dal lat. 'ipsum', 'ipsam', 'ipsos', 'ipsas';
- Trattamento di -gn- e -ng- come nei dialetti còrsi e toscani: castagna (castagna), Saldhigna (Sardegna), linga (lingua); il fenomeno -gn- si presenta sporadicamente anche in sardo (ad es. Sardigna/Sardinnia).
[modifica] Tratti comuni all'area romanza meridionale / insulare
- Presenza della doppia -dd- cacuminale /ɖ:/ al posto del gruppo -ll- (es. castheddu, beddu, nieddu, [castello, bello, nero]), come nel gallurese/còrso meridionale; lo stesso suono è presente anche in sardo, benché meno diffuso (anche rispetto al gallurese), nel siciliano e in alcuni paesi delle Alpi Apuane;
- Conservazione del finale in -u atona, caratteristica comune al còrso e al sardo;
[modifica] Tratti peculiari
- c- viene pronunciato g- in iniziale di parola: garru per il gall. carru;
- Raddoppio della -g- velare, che prende il posto anche della -c- gallurese:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| trigu | triggu | triggu | tricu | grano, frumento |
| logu | loggu | loggu | locu | luogo |
| deo so | eu soggu | eu soggu | eu socu | io sono |
| agabbare | aggabbà | agabbà | agabbà | smettere, finire |
| antigu | antiggu | antiggu | anticu | antico |
- Utilizzo della g e della c palatale (il suono còrso/gallurese è però presente nei dialetti castellanesi di transizione):
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| bugiu, buju | buggiu | bugghju | bugghju | buio |
| aggiudu, azzudu, ajutoriu | aggiuddu | ajuddu | agghjutu | aiuto |
| betzu, beju, becciu | vecciu | becchjiu | vecchjiu | vecchio |
| abbaidande | figgiurendi,abbaiddendi | abbaiddendi,figghjiulendi | figghjulendi | osservando |
| bennarzu, gennargiu, ghennarzu | ginnaggiu | ghjinnagghjiu | ghjinnagghjiu | gennaio |
| ogios, ojos | occi | occhji | occhji | occhi |
| cheja, clesia, cresia | gesgia | jesgia, ghjesgia | ghjesgia | chiesa |
- Inversione in alcuni casi del gruppo -tr-: predda (pietra) a Sassari per il castell. pedra, il gall. petra e il sardo logudorese pedra (ma in nuorese e campidanese anche preda/perda);
- Passaggio da -u- a -o- all'interno di una parola (in sardo prevale la "u", ma occasionalmente si può trovare anche la "o"):
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| chibudda, cibudda | ziodda | ciodda | ciudda | cipolla |
| turre, turri | torri | torri | turri | torre |
| furru, forru | forru | forru | furru | forno |
- Formazione del futuro, che in sassarese è particolare. Infatti il futuro si può formare in due modi: 1) per il verbo avere si forma come in còrso e in gallurese: es. abaraggiu (eu abaraggiu, io avrò); 2) per tutti i restanti verbi, il futuro si forma nella particolare forma sardo-còrsa: es. il sardo appo a bidere (vedrò) in sassarese si trasforma in abaraggiu a vidè (e non: aggiu a vidè). Quindi il sassarese tiene la forma arcaica del sardo, creando il futuro col verbo avere che però ha già una forma in futuro essendosi incontrata col còrso.
[modifica] Influenze corse
- Mantenimento della -e- come nel còrso centrale di transizione:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| issos | eddi | eddi | iddi | essi |
| nie | nebi | nebi | nii | neve |
| deo | eu | eu | eu | io |
- Mantenimento del gruppo -gl- come nel còrso centrale:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| fizu | figlioru | figliolu | fiddolu | figlio |
| pigare, picare | piglià, pischà | piglià, pigà | piddà | prendere |
| menzus | megliu | megliu, mezu | meddu | meglio |
- Il plurale non varia nel genere maschile e femminile, come nel còrso meridionale e nel gallurese, a differenza del sardo (sa terra → sas terras, sa femina → sas feminas, su campu → sos campos) e del còrso cismontano o settentrionale (a terra → e terre, a donna → e donne, u campu → i campi);
- Terminazione di vocaboli in -ai (ziddai [città], triniddai [trinità]), come in gallurese e còrso antico (ma ancora in uso in alcune varietà, come il sartinese) - in sardo tzitade e trinidade.
[modifica] Influenze toscane
- Presenza, unica fra tutte le lingue romanze, della laterale fricativa alveolare sorda /ɬ:/. Parziale lambdacismo e pronuncia -lsht- (per i gruppi -lth-, -sth-, -rth-) o -lshc- (per i gruppi -lch-, -sch-, -rch-); lo stesso fenomeno si verifica nelle confinanti versioni del sardo logudorese (ad es. Ploaghe). Un fenomeno simile era tipico nel medioevo dei dialetti dell'area pisana meridionale e del livornese (ad es. "alcoltare", "ilchiaffare", "reltare", "dilcrizione"):
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| àteru | althru (pron. alshtru) | althu (pron. alshtu) | altru | altro |
| posta | postha (pron. polshta) | postha (pron. polshta) | posta | posta |
| casteddu | castheddu (pron. calshteddu) | castheddu (pron. calshteddu) | casteddu | castello |
| partire, mòvere | parthì (pron. palshtì) | parthì (pron. palshtì) | paltì | partire |
| Portu Turres | Porthu Torra (pron. Polshtudorra) | Porthu Torra (pron. Polshtudorra) | Poltu Turri | Porto Torres |
| carcanzu | calchagnu (pron. calshcagnu) | calchagnu (pron. calshcagnu) | calcagnu | calcagno |
| iscala | ischara (pron. ilshcara) | ischala (pron. ilshcala) | scala | scala |
| barca | barcha (pron. balshca) | barcha (pron. balshca) | balca | barca |
| porcu | porchu (pron. polshcu) | porchu (pron. polshcu) | polcu | porco |
[modifica] Influenze liguri
- Rotacismo di -l- a -r-. Questa caratteristica non è presente nel castellanese ma è comune con il vicino catalano algherese (cfr. algh. "scora", "ara"); al di fuori della Sardegna questa caratteristica è presente nel ligure.
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| su | lu (pron. ru) | lu | lu | il |
| calore | carori | calori | calori | calore |
| sole | sori | soli | soli | sole |
| iscola | ischora | schola, ischola | scola | scuola |
| ala | ara | ala | ala | ala |
| mela | mera | mela | mela | mela |
- Passaggio di c- a z-. Questo fenomeno è comune anche alla varietà occidentale del gallurese (aggese); al di fuori della Sardegna anche questa caratteristica è presente nei dialetti liguri più conservativi (ad es. valle dell'Orba).
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| chentu | zentu | centu | centu | cento |
| a nos bidere | avvidezzi | avvidecci | avvidecci | arrivederci |
| chimbe | zincu | cincu | cincu | cinque |
| chelu | zeru | celu | celu | cielo |
| chircare | zirchà | cilcà | cilcà | cercare |
| detzìdere | dizzidì | dizzidì | dicidì | decidere |
[modifica] Influenze sardo logudoresi
- v- diventa b-. Il fenomeno è tipico dell'area sardofona logudorese (cfr. binu, nibe, boghe) e dell'area còrsofona settentrionale (cfr. la pronuncia bentu, binu, nebe, nobu, boce, dove la "b" viene tuttavia convenzionalmente trascritta come "v"). Il mantenimento della -v- intervocalica come presente nel còrso centro-meridionale è solo nel castellanese.
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| bentu | bentu | ventu | ventu | vento |
| binu | binu | vinu | vinu, 'inu | vino |
| abba | eba | eba | ea | acqua |
| como | abà | avà | abà | adesso, ora |
| balisia | barisgia | valisgia | valisgia | valigia |
| àere, tennere | abè | abè | aè | avere |
| nie | nebi | nebi | nii | neve |
| nou | nobu | nou | nou | nuovo |
| boghe | bozi | boci | voci | voce |
| ua, àghina | uba | ua | ùa | uva |
- Passaggio di -t- in -dd- per influsso del sardo logudorese:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| saludu | saruddu | saluddu | salutu | saluto |
| aghedu | azeddu | ageddu | acetu | aceto |
| criadura | criaddura | criaddura | criatura | creatura |
| tzidade | ziddai | ciddai | citai | città |
- Presenza di una i- eufonica davanti ai suoni sth- o sch-: isthranu (strano), ischala (scala), isthradoni (strada principale), ecc. Questo fenomeno è assente nel còrso e nel gallurese, dove si dice scala, stradoni, ecc., ma è presente in sardo loguodorese e nuorese (iscala, istradone), oltre che in spagnolo, portoghese e catalano, dove però invece della "i" viene inserita una "e": escalera/escala (spagn.), escala (cat.), "escada/escala" (port.).
- Mantenimento della -t- in alcune parole, tipico del sardo logudorese, dove il gallurese, così come il sardo campidanese, presenta "z":
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| tilipirche, tilibische | triribiccu | tilibriccu | zilibriccu, ziribriccu | cavalletta |
| tiribriccu, tilibriu | ziribrincu | ziribitula | ziribitula | gheppio |
| tilighelta, tiligherta, tilicherta (nuor.), tzilighetta | tirighetta | zirighetta | zirichelta, fataredda | lucertola |
| taffaranu, tanfaranu | tanfaranu | tanfaranu | zanfaranu | zafferano |
- Pronuncia di -dor- al posto di -tor-: imperadori (imperatore) per il còrso imperadori/imperatore, analogamente alla pronuncia sarda imperadore;
- Passaggio a -ss- del gruppo -rs- (cossu [còrso], videssi [vedersi]); il fenomeno è assente in còrso (cfr. corsu), mentre è presente in sardo (cfr. cossu) e gallurese.
- Passaggio a -rr- del gruppo -rn- (turrà [tornare], carri [carne]), come nel gallurese, nel còrso meridionale e nel sardo (torrare, carre (carne umana));
- Terminazione del gerundio presente in -endi, come anche in gallurese, similmente a quanto avviene con -ende nel sardo (mentre in còrso è -endu/-andu);
- La consonante -z- pronunciata come in sardo -tz- in ziu (signore), zilleri (locale, circolo), azzemmu (saliamo), zi vidimmu (ci vediamo), e non -z- come in italiano; ad esempio zìnzura (zanzara);
- L'aspirata -th-, come in isthiu (estate), uguale a quella di altri paesi sardo logudoresi (Ploaghe, Ozieri, Nulvi, etc.)
- Presenza di un gran numero di termini logudoresi adattati, non presenti nel gallurese:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Italiano |
|---|---|---|---|---|
| inoghe | inogghi | inogga,inoghi | chici | qui |
| pitzinnu | pizzinnu | piccinnu | steddu | ragazzo |
| igue | inghìbi | inghì | culà,chindi | là |
| jaju | giàiu | minnannu | minnannu | nonno |
| mesa | banca, mesa | mesa, banca | banca | tavolo |
- Parole, nomi di cose, di animali, termini botanici, spesso uguali a quelli sardi logudoresi.
[modifica] Influenze catalane
- La forma del verbo all'infinito descrive le due principali declinazioni in -à ed -ì (amà, partì); i pochi verbi in -é sono pochi e irregolari. Questa forma è mutata dalla desinenza muta in "-r" del catalano ("anar", "saber", "córrer", "fugir", pronunciati anà, sabé, corre, fugì), caratteristica comune anche al dialetto algherese, dov'è però presente qualche eccezione.[14]
- È inoltre presente qualche decina di vocaboli di origine catalana, spesso presenti anche nel logudorese e nel gallurese:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Catalano | Italiano |
|---|---|---|---|---|---|
| agabbare | aggabbà | agabbà | agabbà, micà | acabar | terminare |
| cagliare | caglià | caglià | caglià | callar | tacere |
| cara | cara | cara | cara | cara | viso |
| carrela, carrera | carrera | carrela | carrera | carrer | via, strada |
| gana | gana | gana | gana | gana | voglia |
| grogu | grogu | grogu | giallu, grogu | groc | giallo |
| matessi | matessi | matessi | matessi | mateix | stesso |
| mucadore, mucaloru | muncaroru, muccaroru | muccalori | miccalori | mocador | fazzoletto |
| presse, pressa | pressa | pressa | pressa | pressa | fretta, pressa |
| preguntare, pregontare | priguntà | priguntà | pricuntà | preguntar | chiedere |
| síndria | sindria | sindria | síndria | síndria | anguria |
| tambene | tambè | tambè | tambè | tambè | anche, infatti |
| cadrea,cadira | cadrea | cadrea | cadrea | cadira | sedia |
| portale | purthari | pultali | pultoni | portal (pron. pultal in algherese) | porta, portone |
| paraula | paràura | paraula | paraula | paraula | parola |
| firmare | fimmà, signà | filmà, signà | filmà | signar | firmare |
| trabagliare, traballare | trabaglià | trabaglià | trabaddà | treballar | lavorare |
| abbassiare | abbascià | abbascià | abbassà | baixar (pron. bascià) | abbassare |
| banduleri | banduleri, bildhureri | banduleri | banduleri | bandoler (pron. banduler) | vagabondo |
| barberi | barlberi | balberi | balberi | barber | barbiere |
| lamentu | chescia | chescia | lamentu, chescia | queixa (pron. chescia) | lamento |
[modifica] Influenze spagnole
- Sono relativamente rari i vocaboli inequivocabilmente ascrivibili alla lingua spagnola e che sono comunque usualmente presenti anche nel logudorese e nel gallurese:
| Sardo logudorese | Sassarese | Castellanese | Gallurese | Spagnolo | Italiano |
|---|---|---|---|---|---|
| apposentu | appusentu | apposentu | appusentu | aposento | camera da letto |
| feu | feu | feu | feu | feo | brutto |
| trigu | triggu | triggu | tricu | trigo | grano |
| ispitzèche | ipitzècuru | tzeccu | nancjosu | tecco | tirchio |
| mola | mola | mola | mola | muela | macina |
| orolozu, relòzu | ridòzu, rilòzu | riloggiu | rilógghju | relojo,reloj | orologio |
[modifica] Toponimi
Nell'uso quotidiano il sassarese può utilizzare indifferentemente toponimi italiani, sardi e galluresi.
Inoltre per diverse località esiste e viene impiegato un toponimo sassarese, fra le quali:
- Alghero: L'Aliera
- Cargeghe: Cagliègga [15]
- Castelsardo: Castheddu
- Chiaramonti: Ciaramònti [15]
- Martis: Màlti [15]
- Osilo: Ósili [15]
- Perfugas: Pèifigga [15]
- Porto Torres: Posthudorra
- Sassari: Sassari
- Sedini: Séddini
- Sorso: Sossu
- Stintino: Isthintini
- Tergu: Zélgu
- Sennori: Sènnari
- Valledoria: Codaruìna
[modifica] Note
- ^ Alessandro Ponzeletti, 3 - Sassari, la lingua in Sassari e i suoi toponimi nel tempo (PDF), Sassari, Comune di Sassari, 2010, pp. 20-23. URL consultato il 18-01-2012.
- ^ Antonio Sanna, Il dialetto di Sassari e altri saggi, Cagliari, Trois, 1975, pp. 12.
- ^ Considerata anche lingua creola. Leonardo Sole, Sassari e la sua lingua, Sassari, Stamperia Artistica, 1999, pp. 59-74.
- ^ "Mentre il còrso della colonia sassarese subiva il forte influsso logudorese, specialmente nella sintassi e nel lessico, ... " e "dopo il fortissimo influsso sardo subito dal còrso nel processo di sovrapposizione sull’originario logudorese" da Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, pp. 21 e 37
- ^ "Le innovazioni provenienti da Sassari, allora la maggiore città della Sardegna, conquistarono gradatamente le varietà còrse radicate in Anglona, che qui chiamiamo castellanese e sedinese, e questo processo continua tuttora con dinamiche che si colgono agevolmente sia in diacronia che in sincronia ..." da Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 22
- ^ Regione Sardegna, "Le lingue dei sardi. Una ricerca sociolinguistica"
- ^ Alessandro Ponzeletti, 3 - Sassari, la lingua in Sassari e i suoi toponimi nel tempo (PDF), Sassari, Comune di Sassari, 2010, pp. 19. URL consultato il 18-01-2012.
- «Imputare la nascita di una lingua al solo aspetto di rinnovamento demografico (con selezione, si badi, dei parlanti: i sardofoni morirono, gli italofoni furono immuni...) è fallimentare. Ben altre dinamiche, più intricate e su più piani, stanno dietro un lingua.».
- ^ L'idioma di Pasquale Tola in La Nuova Sardegna. 19-02-2008. URL consultato il 09-07-2008.
- ^ Enrico Costa, Sassari, vol.I, pag.51, Edizioni Gallizzi, Sassari, 1992
- ^ Mario Pompeo Coradduzza, Il sistema del dialetto, Prefazione, Sassari, 2004
- ^ Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 45-46.
- ^ Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 46.
- ^ Mauro Maxia, Studi storici sui dialetti del Sardegna settentrionale, p. 47.
- ^ Franziska Gostner, Alghero, da J. Armangué i Herrero, Estudis sobre la cultura catalana a Sardenya. Barcelona, Institut d’Estudis Catalans, 2001, p. 256
- ^ a b c d e Maxia, Mauro (giugno 2009). Per una fonetica storica delle varietà sardo-corse. INSULA (5): 42. ISSN: 978-88-96. URL consultato il 20-01-2012.
[modifica] Bibliografia
- Vito Lanza, Vocabolario italiano sassarese e sassarese italiano, Sassari, Carlo Delfino Editore [Tipografia Gallizzi, 1980], 1989.
- Giosuè Muzzo, Vocabolario del dialetto sassarese, Sassari, Carlo Delfino Editore, 1989.
- Giosuè Muzzo, Il sardo in tasca: minidizionario italiano - sassarese - italiano, Sassari, EDES - Editrice DEmocratica Sarda, 1997.
- Leonardo Sole, Sassari e la sua lingua, Sassari, Stamperia Artistica, 1999.
- Gian Paolo Bazzoni, Elementi di grammatica sassarese, Sassari, Magnum Edizioni, 1999.
- Antoninu Rubattu, Dizionario universale della lingua di Sardegna, Sassari, EDES - Editrice DEmocratica Sarda, 2001.
- Gian Paolo Bazzoni, Dizionario fraseologico Sassarese-Italiano, Sassari, Magnum Edizioni, 2001.
- Mauro Maxia, Tra sardo e corso. Studi sui dialetti del Nord Sardegna, Sassari, Magnum Edizioni [2001], 2003.
- Maxia, Mauro (2002). L’elemento corso nell’antroponimia sarda medioevale. Archivio Storico Sardo, Cagliari.
- Mauro Maxia, I cognomi sardo-corsi. Fonti, frequenze, etimologia, Cagliari, Condaghes, 2002.
- Gian Paolo Bazzoni, Pa modu di dì: detto, motti, modi di dire sassaresi, Sassari, Magnum Edizioni, 2003.
- Maxia, Mauro (2004). Il toponimo Billèllara e il blasone di Sorso. Rivista Italiana di Onomastica, Roma X (1): 39-53.
- Corrado Piana, Dizionario Enciclopedico della Letteratura di Sardegna, Cargeghe, Documenta Edizioni, 2006.
- Mauro Maxia, I Corsi in Sardegna, Cagliari, Edizioni Della Torre, 2006.
- Antonio Sanna, Il dialetto di Sassari (e altri saggi), Cagliari, Trois, 1975.
- Maxia, Mauro (2006). Verso una nuova consapevolezza sulla collocazione del sassarese e del gallurese tra sardo e corso. Studi Italiani di Linguistica Teorica e Applicata, Nuova Serie, Pisa-Roma XXXIV (3): 39-53.
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[modifica] Collegamenti esterni
- Gli antichi toponimi della città murata, Comune di Sassari
- Studii storici sui dialetti della Sardegna settentrionale, Mauro Maxia
- Dizionario Universale della Lingua di Sardegna, Antoninu Rubattu
- Vivaio acustico della Humboldt-Universität di Berlino
- Prosa e poesia in sassarese, Ignazio Sanna