Dialetto potentino
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| Dialetto Potentino (Put'nzes) † | |
|---|---|
| Parlato in: | Italia (Potenza, in parte della Provincia di Potenza) |
| Persone: | ~100 mila |
| Classifica: | non nelle prime 100 |
| Filogenesi: |
Lingue indoeuropee |
| Statuto ufficiale | |
| Codici di classificazione | |
| Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica | |
Il Dialetto potentino (ù Put'nzes) è il dialetto parlato nella città di Potenza.
Indice |
[modifica] Storia
Al cadere dell'Impero Romano, in tutte le zone conquistate da Roma dove si parlava il latino, essa andava man mano decadendo, fino a venir meno del tutto. Così in Italia, si formarono dei dialetti, assumendo una propria fisionomia per ogni regione, a volte anche per città della stessa regione, variando da nord a sud. Esso, dunque, costituisce un fenomeno linguistico che trova in altri dialetti solo in minima parte variazioni analoghe.
[modifica] Caratteristiche
- La «e» in finale di parola viene soppressa foneticamente, e non forma alcuna sillaba con la lettera preceduta.
- Se la «e» in finale di parola è accentata si pronuncia.
- Nel modo infinito del verbo, le vocali presenti risultano essere quasi sempre accentate; lo stesso vale per alcune parole tronche quando non si passa al loro accrescimento.
- Nelle parole acquisite da lingue straniere l'accento cade sempre sull'ultima sillaba.
- La «o» in finale di parola rimane inalterata. Al massimo può degradare in un suono simile alla «u».
- La consonante «r» si trasforma quasi sempre in «t» o «v», e viene raddoppiata nei plurali delle parole.
- Nella particella pronominale «ci», la consonante «c» si trasforma in «n».
- La sillaba «ss» si trasforma nel suono «sci» (es. scienza).
- Anche la s impura, spesso viene trasformata nel suono «sci» di scienza.
- La sillaba «que» varia in «che».
- Il gruppo «gl» diventa spesso ma non sempre «gn».
Alcune parole non hanno il plurale, e quindi il numero viene determinato dall'articolo posto davanti il nome che diventa «d» seguita da apostrofo. Nell'Infinito dei verbi, il gruppo «are», a volte si trasforma in «ere» e spesso l'infinito viene a coincidere con il Participio Passato, a causa della variazione della «t» del participio, in «r». Nella maggior parte delle coniugazioni, la consonante centrale viene raddoppiata e al passato remoto la terza persona viene trasformata in «aze», con la «z» che ha il suono della «s».
- la 'c' viene pronunciata come 'g'...ad es -luCiana- è detto 'luGiana'
[modifica] Proverbi
- Addù sò tanta 'add a cantà nun fà mai giorn
Dove ci sono troppi galli,non vien mai il mattino.
- Chi addummanna nun fa error
Chi domanda non commette sbagli.
- Passar' lu sant, passar' la festa
Passato il Santo, passata la festa.
- Fà prim la femmena à truvà na scus, c'à no nu pir't a truvà nu pertus
Fa prima la donna a trovarsi una scusa, che non un peto a trovarsi un pertugio.
- U papp'l s'mbruscigna ind' a farina e dic' ca fa u' mulnar
L'insetto si sporca nella farina e dice che fa il mugnaio.
- Da chi nun ten' figl' nun s' va né p' favor ne' p' consigl'
Da chi non ha figli,non si va ne' per favore ne' per consigli.
- I uai' de la pignatta i sape u' cucchiar'
I guai della pentola li conosce solo il mestolo.
- La fatica si era bona la facienn li can'
Se il lavoro fosse stato divertente l'avrebbero fatto i cani.
- Si l'invidia foss cuglia, foss già arr'vat' mber li pier
Se l'invidia potesse parlare ne racconterebbe delle belle.
- U' sfil d'u' ciucc' é u'cardon
Dove c'è gusto non c'è perdenza.
- Sì trasut' d' sicc' e ti sì assettat d' chiatt'
Sei entrato magro e ti sei seduto grasso.
- Chi zappa, beve d'acqua, e chi pura beve lu vin
Chi zappa beve l'acqua,chi pota beve il vino.
- Si chiov' e mena viend', chiur l'usc' e statt' attiend!
Se piove e tira vento chiudi la porta e stai attento.
- Nu padr' campa cent figl' e cent figl' nun campan' nu' padr'
Un padre cura cento figli e cento figli non curano un padre.
[modifica] Potentini Minori
Nell'Area Metropolitana di Potenza, il dialetto è quasi tutto uguale a quello del capoluogo, con qualche piccola variazione, come quello di Avigliano, che cambia qualcosa nelle pronunce, come quello di Pignola.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Fonti e Bibliografia
- La Città delle Scale di Pino Gentile.

