Diafasia

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La diafasia è una variabile sociolinguistica determinata dal mutare della situazione nella quale il parlante si trova a comunicare: il contesto, gli interlocutori, le circostanze o le finalità della comunicazione. Il termine deriva dalla composizione delle due parole greche dia, "attraverso, mediante", e phasis, "voce".

Gradi[modifica | modifica wikitesto]

La variazione diafasica si articola lungo un asse ideale che va dalla massima formalità (registro aulico o sostenuto) alla massima informalità (registro familiare o trascurato): il parlante seleziona il registro linguistico in funzione dell'ascoltatore a cui si rivolge.

Appartengono alla diafasia anche sottocodici interni alla lingua quali, per esempio, il registro sportivo, gastronomico ecc., e i gerghi. Uno stesso sottocodice può fare uso di registri diversi: ad esempio, un medico illustrerà una data patologia in modi diversi a seconda che si rivolga ad un congresso di specialisti, ai lettori di un articolo di divulgazione su un giornale o ad un paziente che ne soffre.

Altre variabili sociolinguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli altri parametri che determinano la variazione linguistica sono:

  • la diacronia, in rapporto al tempo;
  • la diatopia, in rapporto allo spazio;
  • la diamesia, in rapporto al mezzo;
  • la diastratia, in rapporto alla condizione sociale dei parlanti.

Diastratia e diatopia sono variabili sociolinguistiche introdotte dal linguista norvegese Leiv Flydal nel 1952 e poi assunti, ridefiniti e sistematizzati dal linguista rumeno Eugen Coșeriu, che li integrò con la diafasia[1][2]. Questi concetti sono mutuati sulla base della diacronia saussuriana[3]. Il concetto di diamesia è stato invece coniato da Alberto Mioni[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vincenzo Orioles, Variabilità diastratica.
  2. ^ Vincenzo Orioles, Variazione diatopica.
  3. ^ Beccaria, Dizionario, 2004, cit., alle voci diastratico, diafasico e diatopico.
  4. ^ «Italiano tendenziale: osservazioni su alcuni aspetti della standardizzazione», in Scritti linguistici in onore di Giovan Battista Pellegrini, Pacini, Pisa, pp. 495-517.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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