Deterioramento cognitivo lieve

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Deterioramento Cognitivo Lieve
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 331.83
ICD-10 (EN) F06.7
Eponimi
Mild Cognitive Impairment

Il deterioramento cognitivo lieve, conosciuto anche con l'acronimo MCI (dall'inglese: mild cognitive impairment), noto anche come demenza incipiente, oppure deterioramento isolato della memoria è una diagnosi che viene fatta agli individui che hanno deficit cognitivi che sono maggiori rispetto a quelli che statisticamente si possono aspettare per la loro età e istruzione, ma che non interferiscono significativamente con le loro attività giornaliere.[1] Lo si considera come la frontiera o stato di transizione tra l'invecchiamento normale e la demenza. Anche se la MCI si può presentare con una grande varietà di sintomi, quando la perdita di memoria diventa il sintomo predominante spesso la si definisce "MCI amnestica" e viene vista frequentemente come un fattore di rischio per la malattia di Alzheimer.[2]

Alcune ricerche suggeriscono che questi individui tendano a progredire verso una probabile malattia di Alzheimer con un tasso di circa il 10% al 15% per anno.[2] Inoltre, quando i pazienti hanno deficit in altre funzioni mentali oltre alla memoria, il disturbo viene classificato come MCI non-amnestico a singolo o multiplo dominio e si crede che questi individui possano andare incontro più frequentemente alla conversione in altre forme di demenza (ad es. demenza a corpi di Lewy).[3]

Diagnosi[modifica | modifica sorgente]

La diagnosi di MCI richiede un giudizio clinico molto ponderato,[2] e di questo giudizio clinico complessivo formano parte l'osservazione clinica, il neuroimaging, test ematici (misurazione del ferro, della glicemia, delle vitamine B12, folati, ecc.) e prove neuropsicologiche che sono le migliori procedure per escludere una diagnosi alternativa. Una valutazione complessiva simile la si esegue anche per diagnosticare la malattia di Alzheimer.

La diagnosi di deterioramento cognitivo lieve si esegue quando:[4]

  1. Esiste evidenza di un consistente deficit di memoria
  2. Le funzioni cognitive generali e le abilità funzionali sono preservate
  3. Non si può far diagnosi di qualche altro tipo di demenza (Arteriosclerotica, Korsakoff, Wernikcke)

Neuropatologia[modifica | modifica sorgente]

Esiste una crescente evidenza che suggerisce che anche se i pazienti amnesici con MCI possono non soddisfare i criteri neuropatologici per la malattia di Alzheimer, i pazienti potrebbero trovarsi in uno stato di transizione di una malattia di Alzheimer in evoluzione; i pazienti in questo stato di transizione ipotetico presentavano placche diffuse di amiloide nella neocorteccia e frequenti ammassi neurofibrillari nel lobo temporale mediale.[5]

Si hanno crescenti dimostrazioni di come la risonanza magnetica possa osservare il deterioramento cerebrale, includendo la perdita progressiva di materia grigia nel cervello, dal "mild cognitive impairment" fino alla malattia di Alzheimer conclamata.[6]

Una tecnica nota come la PET con l'aggiunta del contrasto PiB viene utilizzata per mostrare i siti e le forme dei depositi di beta-amiloide nel soggetto vivente utilizzando un marker radioattivo, il carbonio-11 che si lega selettivamente a questo tipo di depositi.[7] Queste tecniche possono aiutare grandemente nell'assistenza alla ricerca clinica per ottenere e perfezionare nuove terapie.

Esiste crescente evidenza che una delle aree soggetta per prima alla degenerazione che porta alla malattia di Alzheimer è la corteccia entorinale.[8]

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Non esiste alcun trattamento o terapia che si sia dimostrata efficace e/o poco pericoloso per il deterioramento cognitivo lieve (anche se nella pratica clinica si usa prescrivere alte dosi di vitamine del gruppo B: acido folico, cianocobalamina, piridossina, ecc.[9], che però soprattutto nel caso dell'acido folico, potrebbero causare il cancro [10]).

Dal momento che la MCI potrebbe rappresentare una sindrome prodromica verso la malattia di Alzheimer clinicamente conclamata, i trattamenti proposti per la malattia di Alzheimer, come gli antiossidanti e gli inibitori dell'acetilcolinesterasi, potrebbero rivelarsi utili. Comunque, alcune potenziali terapie farmacologiche sono ancora sotto indagine.[2] Due farmaci utilizzati nel trattamento della malattia di Alzheimer sono state studiate per la loro capacità di migliorare la MCI oppure di prevenire il progresso verso l'Alzheimer conclamato.

Oggi si conosce che la rivastigmina non si è dimostrata capace di arrestare o rallentare la progressione verso la malattia di Alzheimer oppure di migliorare la memoria in individui con deficit cognitivo lieve,[11] e il donepezil ha mostrato dei benefici minori a corto termine, che però si associavano a significativi effetti collaterali del farmaco.[12]

Bexarotene (terapia sperimentale)[modifica | modifica sorgente]

Eliminazione delle placche amiloidi (nei topi)[modifica | modifica sorgente]

Una ricerca presso la Case Western Reserve University School of Medicine di Cleveland ha rivelato che il bexarotene ha dimostrato efficacia nel modello murino nella cura dell'Alzheimer, causando nei topi una drammatica riduzione delle placche amiloidi e un miglioramento delle funzioni cognitive. Il farmaco si è rivelato efficace nel ridurre le placche ad una velocità mai raggiunta precedentemente. I primi risultati evidenti si sono verificati fin dalle 6 ore successive alla somministrazione del farmaco. Nelle successive 72 ore dalla somministrazione si era rilevata la cancellazione del 50% delle placche, e la ripresa di certi comportamenti sani e operosi da parte dei topi, come riprendere a costruirsi il nido con dei pezzi di carta. [13][14]

Terapia dell'Alzheimer (negli umani)[modifica | modifica sorgente]

Essendo il farmaco già testato per l'uso umano si prevede entro due mesi da febbraio 2012 l'inizio dei test su soggetti umani. [15]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Petersen RC, Smith GE, Waring SC, Ivnik RJ, Tangalos EG, Kokmen E, Mild cognitive impairment: clinical characterization and outcome in Arch. Neurol., vol. 56, nº 3, 1999, pp. 303–8, DOI:10.1001/archneur.56.3.303, PMID 10190820.
  2. ^ a b c d Grundman M, Petersen RC, Ferris SH, et al., Mild cognitive impairment can be distinguished from Alzheimer disease and normal aging for clinical trials in Arch. Neurol., vol. 61, nº 1, 2004, pp. 59–66, DOI:10.1001/archneur.61.1.59, PMID 14732621.
  3. ^ Tabert MH, Manly JJ, Liu X, et al., Neuropsychological prediction of conversion to Alzheimer disease in patients with mild cognitive impairment in Arch. Gen. Psychiatry, vol. 63, nº 8, 2006, pp. 916–24, DOI:10.1001/archpsyc.63.8.916, PMID 16894068.
  4. ^ Morris JC, Storandt M, Miller JP, et al., Mild cognitive impairment represents early-stage Alzheimer disease in Arch. Neurol., vol. 58, nº 3, 2001, pp. 397–405, DOI:10.1001/archneur.58.3.397, PMID 11255443.
  5. ^ Petersen RC, Parisi JE, Dickson DW, et al., Neuropathologic features of amnestic mild cognitive impairment in Arch. Neurol., vol. 63, nº 5, 2006, pp. 665–72, DOI:10.1001/archneur.63.5.665, PMID 16682536.
  6. ^ Whitwell JL, Shiung MM, Przybelski SA, et al., MRI patterns of atrophy associated with progression to AD in amnestic mild cognitive impairment in Neurology, vol. 70, nº 7, 2008, pp. 512–20, DOI:10.1212/01.wnl.0000280575.77437.a2, PMID 17898323.
  7. ^ Jack CR, Lowe VJ, Senjem ML, et al., 11C PiB and structural MRI provide complementary information in imaging of Alzheimer's disease and amnestic mild cognitive impairment (PDF) in Brain, vol. 131, Pt 3, 2008, pp. 665–80, DOI:10.1093/brain/awm336, PMID 18263627.
  8. ^ LE SCIENZE:Come l' Alzheimer invade il cervello
  9. ^ Neurologia VITAMINA B12 CONTRO L'ALZHEIMER notizie di salute su Neurologia
  10. ^ Combattere l'Alzheimer con la vitamina B? È solo uno studio. Sentite sempre il medico - Italia News - Notizie in Italia
  11. ^ Feldman HH, Ferris S, Winblad B, et al., Effect of rivastigmine on delay to diagnosis of Alzheimer's disease from mild cognitive impairment: the InDDEx study in Lancet Neurol, vol. 6, nº 6, 2007, pp. 501–12, DOI:10.1016/S1474-4422(07)70109-6, PMID 17509485.
  12. ^ Birks J, Flicker L, Donepezil for mild cognitive impairment in Cochrane Database Syst Rev, vol. 3, 2006, pp. CD006104, DOI:10.1002/14651858.CD006104, PMID 16856114.
  13. ^ Un farmaco contro l'Alzheimer porta rapidi miglioramenti nei topi. URL consultato il 10 febbraio 2012.
  14. ^ Alzheimer: un farmaco per il tumore lo fa regredire. URL consultato il 10 febbraio 2012.
  15. ^ CWRU researchers: Drug shows promise in reducing Alzheimer’s plaque in brain. URL consultato il 16 febbraio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]