Tiranno
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| « Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo. » | |
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(Vittorio Alfieri, Della Tirannide, Libro 1, Cap 2)
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Tiranno è il termine attribuito a colui che dapprima raggiunge e poi esercita in maniera egemonica il potere attraverso la violenza e il dispotismo, dando vita così ad una tirannide o ad una dittatura. Termini assimilabili o sinonimi di tiranno sono perciò despota e dittatore.
Indice |
[modifica] La nascita della tirannide
La tirannide come categoria politica e forma di governo viene trattata per la prima volta in maniera rigorosa nell'antichità classica ad opera di Platone ne "La Repubblica".
Nella Grecia antica tiranno era colui che si proclamava signore di una città, assumendone qualsiasi tipo di potere, sia civile che militare. Il termine "tiranno" è di origine microasiatica e significa letteralmente "signore", ma già nel IV secolo esso allude ad un potere esercitato senza il consenso dei cittadini. Si ricorse alla figura del tiranno a causa dei fraquenti contrasti tra le ricche famiglie aristocratiche dell'antica Grecia,che causavano di guerre civili ed erano il motivo principale della crisi, e della decadenza, dell'aristocrazia greca.La tirannide ebbe successo perché i suoi rappresentanti seppero sfruttare il desiderio di riscossa sociale del popolo e delle classi meno abbienti (che non venivano incluse nella ridistribuzione delle terre, ad esempio), che la nascente codificazione delle leggi non aveva epurato del tutto. Sfruttando i contrasti sociali e politici ancora esistenti, essi si misero a capo dei demos ed attuando una politica anti-aristocratica seppero ritagliarsi un sempre più influente ruolo personale: alcuni si limitarono a fare da mediatori di interessi diversi, altri invece mantennero il potere e si fecero tiranni.
Aristotele nel V capitolo della Politica individuò tre tipi di tiranno:
- Il capopopolo o demagogo, che acquisisce il potere ergendosi a difensore degli umili
- L'ex magistrato, che fonda il suo potere assoluto partendo da una base istituzionale
- Il monarca o l'oligarca degenerato, che non sopprime ed anzi aumenta i privilegi dell'aristocrazia
Le prime due tipologie di tiranno furono molto diffuse nella Grecia continentale; la terza invece, molto più rara, si sviluppò solo nelle città dell'Asia Minore, dove i tiranni divennero ben presto tributari e satrapi dell'Impero persiano (a partire, probabilmente, dal 546 a.C., anno in cui Ciro il Grande conquistò Sardi).
[modifica] Il caso ateniese
E dalla Grecia antica, la storia riporta il caso di quella che potrebbe essere definita una tirannia non intenzionale. Nel 404 a.C., infatti, accadde che, riunendosi in un governo di tipo oligarchico, trenta ateniesi dettero vita ad un regime chiamato - dei Trenta tiranni. L'intento primario era quello di elaborare, sotto l'occhio dei vincitori (Sparta, che di fatto aveva imposto quel regime), una nuova costituzione dopo la grave sconfitta nella battaglia di Egospotami, risolutiva per le sorti della guerra del Peloponneso: in realtà da quella esperienza presero le mosse invece tragiche vicende di terrore. Bisogna notare ad ogni modo che il termine "Trenta Tiranni" fu adottato solo in seguito, e fu coniato dagli avversari democratici del regime oligarchico: di per sè, i Trenta erano una commissione di oligarchi incaricata di definire una nuova costruzione per lo stato ateniese, che però forti del loro potere instaurarono un regime di terrore contro il demos e i suoi sostenitori.
L'esperienza dei Trenta Tiranni durò solo un anno, al seguito del quale l'Attica si ritrovò divisa in due parti, una democratica, con capitale Atene, ed una oligarchica, con capitale Eleusi. Anche la divisione dell'Attica ebbe vita brevissima: presto, una volta che gli Spartani ebbero capito l'impossibilità di mantenere un controllo diretto su Atene, permisero la riunificazione e la riappacificazione della polis attica, a patto che gli oligarchi fossero amnistiati.
La personalità più importante all'interno dei Trenta fu Crizia, uomo di cultura, allievo di Socrate, ricordato per la sua crudeltà, esponente dell'ala più radicale degli oligarchi ateniesi
[modifica] Giudizio storico sulla tirannia antica
La storiografia moderna tende a vedere un preciso schema nel riproporsi, nelle varie poleis, del fenomeno delle tirannidi: esse difatti nacquero e si svilupparono principalmente all'interno del VII secolo a.C., un periodo di forti trasformazioni sociali, quando vari fattori, tra cui importante il fenomeno dell'oplitismo, contribuivano al diffondersi di idee nuove e della crescita dello spazio pubblico nella gestione cittadina.
Tucidide (I, 13) considera la tirannide uno dei fattori di sviluppo della Grecia arcaica e fece l'esempio di Policrate: il celebre tiranno di Samo favorì il commercio marittimo a quello agricolo proprio per andare contro gli interessi dell'aristocrazia, che controllava stabilmente il mercato dei campi, ed in tal modo rese indirettamente Samo una delle più grandi potenze navali della Grecia.
Generalmente i tiranni si inserivano entro il contesto delle lotte per il potere delle varie aristocrazie cittadine, di cui facevano parte, ma dalla quale erano generalmente emarginati (basti ricordare la leggenda riguardo Cipselo di Corinto). I futuri tiranni così trovavano spesso appoggio nel ceto degli opliti, classe emergente che in quel periodo cominciava a richiedere per sè un ruolo nella gestione cittadina, e grazie ad essi riusciva ad instaurare un potere fortemente personale, che poteva o meno rientrare nel contesto delle istituzioni cittadine. Questo potere era però generalmente debole: sono rari i casi di tirannide ereditaria che supera le tre generazioni.
Generalmente i tiranni non influenzarono la politeia della polis ma si limitarono ad agire in un contesto sociale, includendo gli esclusi nella ridistribuzione delle ricchezze (come ad esempio i bottini di guerra) e nella partecipazione alla vita politica.
A volte, come nel caso di Pittaco a Mitilene (Lesbo), è la stessa cittadinanza che nomina un cittadino tiranno (o meglio esimneta), proprio per porre fine alle continue guerre tra fazioni aristocratiche.
Una volta caduto un tiranno la polis si ritrova nella necessità di riorganizzare le proprie istituzioni, e non è un caso che fu proprio il VII-VI sec. a conoscere le prime forme embrionali di democrazia, o meglio, come si preferiva chiamarla all'epoca, isonomia
Anche se non furono nè dei legislatori nè dei veri e propri riformatori, i tiranni favorirono l'isonomia (l'uguaglianza di fronte alle leggi) ed accelerarono la crisi dei regimi aristocratici ed oligarchici. Ciò non toglie, comunque, che alcuni tiranni diedero un taglio dispotico e crudele al loro regno, macchiandosi di efferatezze incredibili: fu il caso di Periandro a Corinto, che ad esempio condannò a morte sua moglie Melissa per poi fare necrofilia sul suo cadavere.
È difficile distinguere, per quel che riguarda i tiranni, tra realtà e mito, poiché è tipico della letteratura storiografica antica esasperare alcuni tratti caratteristici dei tiranni, come la ricchezza o la crudeltà, a scopi fondamentalmente politici. Non è sbagliato però affermare che molti dei tiranni delle varie poleis, primo fra tutti Pisistrato di Atene, ritennero molto importante portare avanti una politica di mecenatismo e di promozione di lavori pubblici. Alcune di queste opere furono destinate a rimanere per sempre nella storia, come il tempio di Hera a Samo, opera di Policrate
[modifica] Bibliografia
- Girolamo Savonarola
Trattato sul governo di Firenze in E-text - Vittorio Alfieri, Della Tirannide, [1]
- Marco Bettalli (a cura di), Storia Greca, Carocci Editore, 2006
[modifica] Voci correlate
- Anassilao di Reggio
- Dionisio I di Siracusa
- Cipselo di Corinto
- Policrate di Samo
- Pittaco a Mitilene
- Pisistrato ad Atene
- Grecia antica
- Tiranni di Gela e Siracusa
- Tiranni di Catania
- Tiranni di Agrigento
- Trenta tiranni
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