Desertum fecerunt et pacem appellaverunt
Desertum fecerunt et pacem appellaverunt, alla lettera fecero un deserto e la chiamarono pace, è un'espressione tradizionale che ricalca, molto liberamente, quella tratta dal discorso di Calgaco, re dei Caledoni, nell De Agricola di Tacito, e riferita alla posizione dei Britanni nei confronti dei Romani: Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant.
Fu largamente usata dal Movimento studentesco per contestare la guerra in Vietnam e poi contro i rettori che si opponevano alle occupazioni degli atenei. Si usa ancora adesso in tutti i casi in cui chi detiene il potere desidera soffocare ogni tipo di reazione o di critica.
Durante il movimento del Sessantotto, al Politecnico di Milano, la frase, prendendo lo spunto da un manifesto dove si vedeva un elmetto abbandonato in un deserto, fu tramutata, graffita sulla superficie di un tavolo da disegno, nella meno famosa, ma molto evocativa: "M'han fatto il mazzo e l'han chiamato esame", la cui paternità è da attribuire certamente a quella che veniva intesa come "ala creativa del movimento" e così resa in rima:
| « Un deserto ... deserto ed un elmetto: un manifesto contro la guerra ci ammoniva a non chiamare "superior verdetto" una pace spesso violenta e punitiva. Così al Poli su quel banco implorava questo graffito di tristezza immane, che all'ingiustizia silenzioso urlava: "m'han fatto il mazzo e l'han chiamato ... esame!" » |