Denis Decrès

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Denis Decrès
Denis Decrès.jpg

Ministro della Marina del Consolato
In carica
Inizio mandato 3 ottobre 1801

Ministro della Marina del Primo Impero Francese
Durata mandato 18 maggio 1804 –
11 aprile 1814
Predecessore Pierre-Alexandre-Laurent Forfait
Successore Pierre-Victor Malouet

Ministro della Marina del Primo Impero Francese
Durata mandato 20 marzo 1815 –
22 luglio 1815
Predecessore Jacques Claude Beugnot
Successore François de Jaucourt

Membro della Camera dei Pari del Primo Impero Francese
Durata mandato 2 giugno 1815 –
7 dicembre 1820
Denis Decrès
Nato Chaumont
18 giugno 1761
Morto Parigi
7 dicembre 1820
Dati militari
Forza armata Marina
Grado Viceammiraglio
Guerre Guerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
Battaglie battaglia delle Saintes
Battaglia del Nilo

[senza fonte]

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Denis Decrès (Chaumont (Alta Marna), 18 giugno 1761Parigi, 7 dicembre 1820) è stato vice-ammiraglio della Marina militare francese. Ministro della Marina tra il 1801 ed il 1814, e durante il periodo dei Cento giorni.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La gavetta[modifica | modifica sorgente]

Dennis Decrès nasce a Chaumont[2] il 18 giugno 1761,[2] figlio di un ufficiale di cavalleria. Effettua studi speciali, dimostrando una forte propensione per il servizio in Marina. Viene ammesso nella Marine royale come aspirante guardiamarina il 17 aprile 1779.[1] Il suo zelo in servizio e la sua intelligenza precoce lo fanno nominare guardiamarina nel luglio 1780.[3] Imbarcato sulla fregata le Richemond,[3] che faceva parte della squadra dell'ammiraglio François Joseph Paul de Grasse, si segnala in diversi combattimenti che la squadra navale sostiene nel mare delle Antille. Dà prova di raro coraggio durante la giornata del 12 aprile 1782, quando al comando di una scialuppa, e sotto il fuoco inglese, prende a rimorchio il vascello Le Glorieux gravemente danneggiato portandolo al sicuro.[3] Partecipa poi al combattimento delle Saintes,[1] ed il comportamento mantenuto durante tale battaglia gli vale la promozione a sottotenente di vascello.[1] Il 18 febbraio 1783[4] si fa particolarmente notare quando, al comando della goletta la Nymphe, e di concerto con altre due fregate francesi,[5] si impadronisce del vascello inglese Argo.[4] Il suo talento, il suo stato di servizio, le missioni a cui ha partecipato con zelo e successo gli valgono, il 25 marzo 1786, la promozione a tenente di vascello,[1] ed il comando della fregata l'Alouette.[4] Si reimbarca ben presto sulla goletta la Nymphe, sotto gli ordini del capitano di vascello Guy Pierre de Kersaint, per andare a constatare la realtà dei giacimenti di bitume[4] nell'isola di Trinidad,[4] allora colonia spagnola. Decrès inviò al maresciallo Charles Eugène Gabriel de La Croix de Castries, allora sottosegretario di stato alla Marina, il giornale delle operazioni da lui redatto, e relativo alla spedizione, ricevendo un encomio.[4] Di ritorno in Francia, nel momento in cui la Rivoluzione francese era appena esplosa, ricevette quasi subito l'ordine di recarsi a Brest, dove si imbarcò sulla fregata Cybèle,[1] come maggior generale[4] della divisione fregate[4] facente parte della squadra navale che il contrammiraglio Armand de Saint-Félix[4] doveva condurre nei mari dell'India.[4]

La rivoluzione francese[modifica | modifica sorgente]

Il 6 febbraio 1792 la squadra francese, incrociando davanti alla costa di Malabar, si imbatte in una nave commerciale francese, catturata dai pirati Maratti, ancorata sotto la protezione di Fort Coulabo.[4] Decrès propone all'ammiraglio di riprenderla, abbordandola. Al comando di tre canotti si avvicinò nottetempo alla nave, abbordandola e gettando in mare una cinquantina di pirati Maratti.[4] Levò quindi le ancore e riporto la nave francese sotto la protezione della squadra navale.[4] Nel gennaio 1793 venne dichiarata la guerra contro l'Inghilterra, ma le colonie erano in preda alle stesse convulsioni della madrepatria. Nell'ottobre[4] di quell'anno l'ammiraglio Saint-Félix incaricò Decrès di recarsi in Francia[4] per rendere conto al governo della situazione sull'Ile de France, sollecitando il pronto invio di soccorsi. Salpato a bordo della fregata l'Atalante arrivò a Lorient il 14 febbraio 1794,[4] apprese tutto in una sola volta che, promosso al grado di capitano di vascello nel gennaio 1793,[1] era stato destituito per misura generale. Inoltre, in quanto nobile, fu immediatamente arrestato.[6]

Condotto a Parigi dalla gendarmeria, riuscì a sfuggire all'accusa di tradimento da cui era minacciato, e fu messo agli arresti domiciliari presso la sua famiglia,[6] residente nel dipartimento dell'Alta Marna. dove visse in isolamento fino al giugno del 1795, quando venne reintegrato nel suo grado di capitano di vascello. Nel mese di ottobre assunse il comando del vascello da 80 cannoni le Formidable che trasferì da Tolone a Brest, per partecipare alla spedizione per l'invasione dell'Irlanda. Assiste al fallimento della spedizione dell'Irlanda del 1796. Nel marzo 1797 viene promosso capo divisione.[6] Non essendo riuscito il tentativo di invasione dell'Irlanda, l'armata navale venne posta in disarmo e Decrès rimase inoperoso fino al momento in cui i preparativi della spedizione in Egitto gli offrirono l'opportunità di associarsi ai conquistatori.

La spedizione in Egitto e l'assedio di Malta[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile 1798[6] viene elevato al grado di contrammiraglio.[1] In questa qualità comanda le fregate[6] della squadra navale incaricata di proteggere la spedizione in Egitto, innalzando la sua insegna sulla fregata Diane.[6] Serve sotto agli ordini dell'ammiraglio Brueys. Decrès, durante all'attacco all'isola di Malta, viene incaricato di proteggere lo sbarco delle truppe, sostenendo nel contempo il combattimento contro le galere dei Cavalieri di Malta. Durante il combattimento di La Valletta la sua nave viene gravemente danneggiata, ed egli trasferisce la sua insegna dapprima sul vascello Mercure e poi sull'Heureux.[6] Partecipa marginalmente alla battaglia di Aboukir, dimostrando comunque il solito zelo e coraggio. Durante la notte, al seguito dei due vascelli del contrammiraglio Villeneuve, salpa con le due rimanenti fregate, allontanandosi dalla battaglia e rifugiandosi a Malta.[6] Le forze britanniche non tardano a riunirsi davanti all'isola, bloccando ogni accesso. Decrès assume il comando degli avamposti. Durante i diciassette mesi dell'assedio le truppe francesi, al comando del generale Vaubois,[6] devono sostenere i reiterati assalti del nemico. Ogni giorno che trascorre, la posizione francese diventa sempre più critica: una parte dell'isola era ormai caduta in mano ai britannici, i viveri sempre più scarsi ed il numero dei malati che si moltiplicava con rapidità. Nel marzo del 1800 le truppe francesi si trovavano trincerate nella città di La Valletta, mentre il resto dell'isola era ormai caduto nelle mani del nemico.[7] Al comando del vascello da 80 cannoni Guillaume Tell[1] viene attaccato da una fregata e due vascelli britannici[8] mentre prova a forzare il blocco per raggiungere Tolone. La sua nave salpò il 12 marzo,[9] avendo a bordo 200 malati e 1.000 soldati.[9] Dopo nove ore di combattimento Decrès viene obbligato ad arrendersi dopo avere messo fuori combattimento due dei suoi tre avversari[10] e perso la metà del suo equipaggio.[11] egli stesso, così come il capitano di vascello Saunier e molti ufficiali rimasero feriti durante la battaglia,[11] che ebbe l'onore di venire riportata sul Naval Chronicle dell'epoca.[11] Per impedire la cattura della sua nave egli giunse al punto di voler appiccare personalmente il fuoco alla santabarbara del vascello, così da farlo saltare in aria, ma ne venne dissuaso dai suoi subordinati.[2] Giunto prigioniero a Palermo incontra Lord Nelson, che lo tratta con riguardo. Scambiato con prigionieri inglesi, nell'agosto del 1800, è onorato con una sciabola che gli consegna personalmente il Primo Console.[11]

Gli anni al Ministero[modifica | modifica sorgente]

Al suo ritorno in Francia, Bonaparte lo nomina Prefetto marittimo di Lorient[11] il 30 settembre 1800,[12] e poi comandante della squadra di Rochefort[11] nel giugno 1801. Il 2 ottobre 1801 viene nominato Ministro della Marina e delle Colonie[11] al posto dell'ingegnere Pierre Alexandre Forfait. Questo incarico era particolarmente difficile vista la deplorevole situazione in cui si trovavano le forze navali francesi. Decrès sostenne un considerevole ruolo nella riorganizzazione della marina sebbene la sua gelosia l'abbia portato a scegliere mediocri collaboratori[senza fonte]. Il nuovo ministro toglie d'un colpo tutte le calamità che pesano sulla marina francese. Il primo Console, soddisfatto dell'attività di Decrès, lo incoraggia e lo rassicura sulle macchinazioni di cui teme di diventare la vittima. I rapporti tra i due, tuttavia, non furono sempre idilliaci.[13] Quando assunse la carica di Ministro la marina francese contava cinquantacinque vascelli di linea e quarantun fregate,[14] e nel corso dei tredici anni seguenti furono realizzati 83 vascelli e sessantacinque fregate,[15] oltre alle navi minori ed alla flottiglia preparata a Boulogne.[14] per l'invasione dell'Inghilterra.

Fu promosso al grado di viceammiraglio il 30 maggio 1804,[1] lo stesso giorno di Pierre Charles Silvestre de Villeneuve e Honoré-Joseph-Antoine Ganteaume. Uno dei primi atti di Decrès fu quello di dare il via agli immensi lavori di potenziamento degli arsenali di Venezia,[11] Niewdep,[11] Flessingue,[11] Anversa,[14] e soprattutto Cherbourg.[11] Il 14 giugno 1804 venne nominato Grande Ufficiale e comandante della 10ª coorte della Legion d'Onore. Il 1º febbraio 1805 divenne Ispettore Generale delle Coste del Mediterraneo, e Gran Croce della Legion d'Onore.[16] Napoleone stava elaborando il piano di invasione della Gran Bretagna, riunendo un'armata[17] sulle coste francesi, e Decrès si mise alacremente al lavoro per la riuscita dell'impresa. La realizzazione della parte navale del piano d'invasione, atta ad assicurarsi la temporanea superiorità navale nel Canale della Manica, viene affidato dal Ministro al viceammiraglio Pierre Charles Silvestre de Villeneuve, vecchio amico di Decrès. Tale superiorità doveva permettere alla flottiglia da sbarco di attraversare indenne la Manica e sbarcare l'armata d'invasione sulle coste inglesi. L'invasione non ebbe mai luogo: la squadra franco-spagnola di Villeneuve non riuscì nell'intento, venendo poi bloccata da una squadra navale inglese a Cadice. L'ammiraglio Villeneuve, malgrado gli ordini contrari del Ministro della Marina,[18] uscì da Cadice per affrontare in combattimento la squadra britannica comandata da Lord Horatio Nelson. La battaglia di Trafalgar terminò con un disastro navale senza precedenti, con pesanti perdite subite dalle flotte francese e spagnola.[19] Decrès rimase profondamente colpito da questa catastrofe. Non riuscì nell'intento di far perdonare dall'Imperatore il suo vecchio amico, l'ammiraglio Villeneuve, che si suicidò,[20] o fu ucciso,[21] a Rennes nel 1805, dopo essere stato liberato sulla parola dagli inglesi.

Il 4 luglio 1808 gli viene conferito il titolo di Conte dell'Impero diventando successivamente Duca dell'Impero in data 28 aprile 1813. Ricoprì l'incarico di Ministro della Marina fino alla caduta di Napoleone, avvenuta il 14 aprile 1814. Il 3 giugno dello stesso anno divenne Cavaliere di San Luigi. Rimase sempre fedele a Napoleone, e ritrovò il suo portafoglio durante i cento giorni,[15] dal 20 marzo al 22 giugno 1815. Fu la speranza di vendicare la Francia dell'umiliazione patita nel 1814, a farlo ritornare al comando del suo vecchio ministero. Viene nominato Pari di Francia il 2 giugno 1815. Dopo la seconda restaurazione si ritirò a vita privata. Il 15 novembre 1815 prese come sua sposa Rosine Anthoine de Saint-Joseph, vedova del generale de Saligny, e sorella del Maresciallo Louis Gabriel Suchet.

La sua morte[modifica | modifica sorgente]

"Il combattimento sostenuto dal vascello Guillaume Tell a Malta il 30 marzo 1800"; tomba di Denis Decrès al Cimitero del Père-Lachaise.

Il suo valletto di camera,[1] Tasca, dopo averlo derubato di somme considerevoli, provò a coprire definitivamente tali crimini.[15] Il 22 novembre 1820 l'ammiraglio si recò ad una rappresentazione del teatro francese. Il suo valletto[15] pose dei pacchetti di polvere da sparo tra i materassi del suo padrone, che al rientro da teatro andò a letto senza attendere i suoi servigi. Verso la mezzanotte Tasca diede loro fuoco per mezzo di una ciocca di capelli.[15] L'esplosione gettò Decrès fuori dal suo letto e gli procurò gravi ustioni e ferite. Il suo primo gesto fu quello di chiamare in suo soccorso il suo assassino.[15] Ma questi gli rispose solamente con un grido di spavento e, precipitandosi nella corte del palazzo, cadde sul lastricato con una tale violenza da morire alcune ore dopo.[15] Questo episodio provò così profondamente il duca Decrès che morì pochi giorni dopo, il 7 dicembre 1820.[1] Il suo corpo è sepolto al cimitero monumentale del Père-Lachaise. In quanto marinaio dell'Impero, il suo nome figura sull'Arco di trionfo a Parigi, 33ª colonna pilone ovest.

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
Grand officier dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand officier dell'Ordine della Legion d'Onore

Onorificenze estere[modifica | modifica sorgente]

Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
«Almanacco Imperiale - ordres etrangers»

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Wilson 2004, p. 106
  2. ^ a b c Lardier 1829, p. 252
  3. ^ a b c Hannequin 1835, p. 279
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Hannequin 1835, p. 280
  5. ^ Si trattava della la Cybèle e della l'Amphitrite.
  6. ^ a b c d e f g h i Hannequin 1835, p. 281
  7. ^ Hannequin 1835, p. 282
  8. ^ Si trattava della fregata Penelope e dei vascelli Lion e Foudroyant.
  9. ^ a b Donolo 2012, p. 187
  10. ^ Hannequin 1835, p. 283
  11. ^ a b c d e f g h i j k Hannequin 1835, p. 284
  12. ^ Incarico mantenuto fino al 22 giugno 1801
  13. ^ Secondo Napoleone il Ministro era un buon organizzatore, ma troppo cortigiano e poco marinaio, con la mania di voler creare una flotta da guerra limitandosi ad "impilare e a mettere in valore" cannoni, pennoni e scafi. Un pignolo che, a quel ritmo, affermerà Napoleone, nel 1803 avrebbe realizzato si una Marina in grado di competere con quella britannica, ma solo nel giro di dieci anni. Giuliano da Frè. Il vallo di legno. Rid-Rivista Italiana Difesa. ottobre 2005. pp.82-97.
  14. ^ a b c Hannequin 1835, p. 285
  15. ^ a b c d e f g Hannequin 1835, p. 286
  16. ^ Legata a tale onorificenza vi era una rendita di 80.000 franchi annui.
  17. ^ La cosiddette Armée d'Angleterre.
  18. ^ Essi prevedevano che la squadra franco-spagnola prendesse il mare per trasferire alcune migliaia di soldati a Napoli.
  19. ^ Quest'ultima al comando dell'ammiraglio Federico Carlos de Gravina y Napoli.
  20. ^ Donolo 2012, p. 251
  21. ^ Donolo 2012, p. 252

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • « Denis Decrès », a cura di Charles Mullié, in "Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer de 1789 à 1850", 1852
  • (IT) David G. Chandler, Le Campagne di Napoleone. Vol. 1, Milano, R.C.S. Libri S.p.A.., 1998. ISBN 88-17-11577-0.
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  • (EN) Sir Julian Stafford Corbett, The campaign of Trafalgar, London, Longmans Green & Co., 1910.
  • (IT) Luigi Donolo, Il Mediterraneo nell'Età delle rivoluzioni 1789-1849, Pisa, Pisa University Press, 2012. ISBN 978-88-6741-004-0.
  • (IT) Francesco Frasca, Il potere marittimo in età moderna, da Lepanto a Trafalgar, Londra, Lulu Enterprises Ltd, 2008. ISBN 978-1-84799-550-6.
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  • (EN) Laura Foreman, Ellen Blue Phillips, Napoleon's Lost Fleet: Bonaparte, Nelson and the Battle of the Nile, London, Discovery Books, 1999.
  • (FR) Joseph Francois Gabriel Hannequin, Biographie Maritime ou notice historiques sur la vie et les campagnes des Marins celébrès françaie et étrangers. Vol.1, Paris, Regnault Éditeur, 1835.
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Periodici[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Giuliano da Frè, Il vallo di legno in RID-Rivista Italiana Difesa, n. No.10, Chiavari, Giornalistica Riviera Soc. Coop. a.r.l., ottobre 2005, pp. 82-97.

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