Dendrohyrax dorsalis

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Procavia occidentale
Beecroft'sTreeHyrax.JPG
Procavia occidentale
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Infraclasse Eutheria
Superordine Afrotheria
Ordine Hyracoidea
Famiglia Procaviidae
Genere Dendrohyrax
Specie D. dorsalis
Nomenclatura binomiale
Dendrohyrax dorsalis
Fraser, 1855

La procavia occidentale (Dendrohyrax dorsalis) è una delle quattro specie esistenti di iraci (ordine Hyracoidea), e una della due del genere Dendrohyrax (che include anche il D. arboreus).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Molto simile agli altri iraci, la procavia occidentale ha un peso medio di 3 kg, e proporzioni paragonabili a quelle di un grosso coniglio. Il pelo è folto e morbido, di colore variabile dal grigio al marrone con una macchia più chiara sul dorso che copre la zona della ghiandola dorsale.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffuso nell’Africa occidentale e centrale, dal Senegal e la Gambia fino all’Angola settentrionale, attraverso la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda settentrionale.

Vive nelle foreste tropicali e subtropicali e nella savana umida, sia in pianura che in montagna.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di foglie, erba, frutta e occasionalmente anche insetti. A differenza dell'irace del Capo, e similmente alla procavia arboricola, è prevalentemente notturna e solitaria. Di giorno dorme sugli alberi, prediligendo il fogliame fitto che la protegge dai predatori; di sera scende a terra a cercare cibo. Al tramonto e all'alba emette una serie di versi e grida molto intensi.

La gestazione dura circa 7 mesi, e in genere vengono partoriti uno o due piccoli, molto precoci.

Status e conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN la considera attualmente una specie a minimo rischio, anche perché è presente in molte aree protette, ma ritiene che lo status della specie dovrà essere seguito con attenzione a causa della distruzione del suo habitat.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda presso Animal Diversity Web
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