Dendrohyrax arboreus

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Procavia arboricola
Tree-hyrax.jpg
Procavia arboricola
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Infraclasse Eutheria
Superordine Afrotheria
Ordine Hyracoidea
Famiglia Procaviidae
Genere Dendrohyrax
Specie D. arboreus
Nomenclatura binomiale
Dendrohyrax arboreus
A. Smith, 1827
Sinonimi

Dendrohyrax validus

Nomi comuni

procavia arboricola

La procavia arboricola (Dendrohyrax arboreus) è una delle quattro specie esistenti di iraci (ordine Hyracoidea), e una della due del genere Dendrohyrax (che include anche il D. dorsalis).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Molto simile agli altri iraci, la procavia arboricola ha una lunghezza di circa 50 cm, un peso di 4 kg, e proporzioni paragonabili a quelle di un grosso coniglio. Il pelo è folto e morbido, di colore variabile dal grigio al marrone con screziature bianche; il ventre e la zona della ghiandola dorsale sono bianchi.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

A differenza dell'irace del Capo, la procavia arboricola è prevalentemente notturna, e solitaria. Di giorno dorme sugli alberi, prediligendo il fogliame fitto che la protegge dai predatori; di sera scende a terra a cercare cibo. Al tramonto e all'alba emette una serie di versi e grida molto intensi. A terra ha movimenti abbastanza goffi, ma è un'ottima arrampicatrice.

Si nutre di foglie, erba, frutta e leguminose.

La gestazione dura 7 mesi, e in genere vengono partoriti uno o due piccoli, molto precoci.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffuso lungo la costa sudorientale dell'Africa dal Kenya al Sudafrica, e in alcune regioni del Congo e dello Zambia. In swahili si chiama perere (mentre altri iraci, come l'irace del Capo e l'irace delle steppe, sono detti pimbi).

Vive nelle foreste montane, ad altitudini fino ai 4500 m.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN red list classifica questa specie come a minimo rischio di estinzione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda presso Animal Diversity Web
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