Democrazia Cristiana (nuova)

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Democrazia Cristiana
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Segretario Giuseppe Pizza
Presidente Alessandro Nasti
Vicesegretario Aniello Di Vuolo
Vicepresidente Leone Manti
Stato Italia Italia
Fondazione 15 dicembre 1942 (autoproclamata)
Sede Piazza del Gesù, 46 - Roma
Ideologia Cristianesimo democratico
Collocazione Centro
Coalizione L'Unione (2006-2008)
Centro-destra (dal 2008)
Seggi Camera
2 / 630
(in FI)
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
0 / 1019
Testata Per l'Azione
Iscritti 9.556
Sito web democraziacristianaperlitalia.it

La Democrazia Cristiana è un partito politico italiano che, sin dallo scioglimento della Democrazia Cristiana storica, ha continuato a rivendicarne il nome e il simbolo raffigurante lo Scudo Crociato.

La sua legittimità è stata stabilita nel 2006 da una sentenza della magistratura, che ha rilevato che una deliberazione di scioglimento della DC "non è mai stata assunta dal Congresso Nazionale del partito, unico organo statutario deputato a questo compito".

L'attuale DC affonda le sue origini nei nuclei di Rinascita della Democrazia Cristiana portati avanti dagli ex parlamentari Flaminio Piccoli e Giuseppe Alessi.

Il segretario nazionale è Giuseppe Pizza, mentre l'ultracentenario Giuseppe Alessi ne è stato presidente onorario fino alla morte.

La DC è attualmente alleata con Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini: la Rinascita della DC[modifica | modifica sorgente]

Nel 1994, coinvolta bruscamente negli scandali di Tangentopoli, la Democrazia Cristiana fronteggia un profondo periodo di crisi, anche alla luce dei mutamenti sociali e politici che interessano la vita pubblica italiana: il calo di fiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, la scomparsa dei punti di riferimento tradizionali, la nascita di forze politiche nuove, il cambiamento della legge elettorale in senso maggioritario, la spinta verso il bipolarismo.

Il segretario in carica Mino Martinazzoli sceglie in tal modo di perseguire una linea di rinnovamento proponendo di dichiarare conclusa l’esperienza della DC (a distanza di mezzo secolo dalla sua nascita), trovando con sé una larga maggioranza tra i militanti, e di dare vita ad un nuovo partito che si ispirasse con maggiore chiarezza ai valori del popolarismo professati originariamente da don Luigi Sturzo e dal medesimo De Gasperi.

Sulla base di questa proposta nasce (usurpando il nome al Nuovo Partito Popolare di Mario Foligni) il Partito Popolare Italiano, che in un primo momento tenta di creare un polo centrista.

La decisione di sciogliere la DC e di trasformarla in un soggetto politico nuovo, però, non è condivisa da alcuni esponenti del partito, tra i quali Flaminio Piccoli ed altri notabili democristiani come Giuseppe Alessi, che sostenevano la necessità di mantenere inalterata quell'esperienza.

I primi tentativi di riorganizzazione, al termine di una prudente una fase di valutazione riguardante i nuovi schieramenti, trovano concretezza solamente nel 1997 quando Piccoli fonda il movimento per la Rinascita della Democrazia Cristiana, intentando una requisitoria anche sul piano legale circa la presunta illegittimità dello scioglimento della DC, in quanto la decisione di scioglimento del partito rientrava tra le prerogative del Congresso che invece non era stato effettivamente convocato.

Continuando a condurre la sua battaglia per la rinascita della Democrazia Cristiana, il movimento di Piccoli si organizza territorialmente e comincia a presentare proprie liste alle elezioni amministrative a partire dal 1998: i risultati più rappresentativi vengono conseguiti al Comune di Isernia (9,8% di consensi) ed alle provinciali nella Regione Siciliana ottenendo, in media, il 2,5%.

Permangono tuttavia delle difficoltà derivanti dall'utilizzo ufficiale dell'acronimo DC. Per questa ragione, vengono creati simboli analoghi a quello dello Scudo Crociato (che, nel frattempo, era stato trasferito di proprietà dal PPI al CDU di Rocco Buttiglione).

Dopo Piccoli: Sandri e Pizza[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe Pizza

In seguito alla morte di Piccoli, il già piccolo movimento si divide in vari e irrintracciabili tronconi, ciascuno dei quali tenta di portare avanti la causa della rinascita della DC: tra di essi, a richiamarsi esplicitamente all’iniziativa politica di Piccoli rimangono Alessandro Duce (ultimo segretario amministrativo della DC), Angelo Sandri (coordinatore nazionale della RDC) e Carlo Senaldi (presidente nazionale della RDC). Essi operano nel movimento politico denominato Democrazia Cristiana, che continuerà a celebrare i congressi nell’ordine numerale della storica DC, professandosi come gli unici veri eredi legittimi. Il 19 dicembre 2001 un provvedimento del Tribunale di Roma dichiara ancora in vita la Democrazia Cristiana, sancendo così la nullità della decisione del Consiglio nazionale della D.C. del gennaio 1994 circa lo scioglimento del partito[1]. Viene così avviato il tesseramento alla DC per l'anno 2002. Nel giugno 2002 viene convocata un'assemblea nazionale degli iscritti che nomina Carlo Senaldi e Angelo Sandri rispettivamente presidente e segretario della DC. Nel febbraio 2003 Giuseppe Pizza diventa responsabile degli Enti Locali, e, nel novembre dello stesso anno, Aniello Di Vuolo viene eletto Segretario Regionale della Campania.

Il 5-7 dicembre del 2003 si svolge il XIX congresso della Democrazia Cristiana. Giuseppe Pizza viene eletto segretario politico a larga maggioranza mentre Angelo Sandri diventa segreatrio organizzativo. Giuseppe Alessi viene invece nominato Presidente onorario della DC, carica che manterrà fino alla sua morte, avvenuta nel 2009.

La rottura Pizza-Sandri[modifica | modifica sorgente]

Sotto la guida del segretario Giuseppe Pizza, la DC si presenta alle elezioni europee del 2004 attuando una linea politica di polemica col centrodestra, nel frattempo al Governo, e in particolare con l’UDC, attuale detentore dello Scudo Crociato.

Il partito, al momento impossibilitato a sfoggiare alle insegne storiche, si presenta con il simbolo di Paese Nuovo: una bandiera bianca situata su uno scudo rosso. Non presente, tra l’altro, in maniera omogenea sul territorio nazionale (per difficoltà nella raccolta delle firme necessarie alla presentazione) il risultato è, come prevedibile, negativo: solo poche migliaia di voti in tutta Italia, con una percentuale inferiore allo 0,2% dei voti.

Su questo episodio si consuma una drastica rottura, da parte di Angelo Sandri, rispetto alla linea del partito: Sandri, pur candidandosi egli stesso, giudica sbagliata la scelta effettuata dal segretario Pizza di presentare la DC alle Europee con il simbolo di Paese Nuovo, inoltre contesta la scelta di una linea politica di progressivo avvicinamento al centrosinistra che infatti la dirigenza vuole intraprendere.

Il 24 luglio del 2004, un mese dopo le elezioni, l'Assemblea degli iscritti sfiducia Pizza e nomina Sandri coordinatore nazionale della DC. Pizza tuttavia non ritiene valida tale sfiducia, continuando a ritenersi segretario del partito, ed espelle Sandri per aver compiuto e continuato a compiere gravi violazioni dei doveri morali e politici. Sandri fonda così la Democrazia Cristiana-Scudo Crociato-Libertas.[2]

Politiche 2006 con L'Unione[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle elezioni politiche del 2006, la DC, coerentemente con la linea avanzata dal segretario Pizza, sceglie di aderire all’Unione, la coalizione di centro-sinistra guidata da Romano Prodi, che poi vincerà le elezioni.

Il partito si presenta in una lista unitaria con la Lista Consumatori e il movimento Doveri Civici, ricevendo anche l’appoggio del Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e del Partito Democratico Cristiano di Gianni Prandini: la lista si presenta nella competizione per la Camera e per il Senato, ma non in tutte le circoscrizioni, a causa dei problemi di raccolta delle firme.

Tale lista unitaria ottiene risultati significativi solo in Calabria, per il significativo apporto del PDM, dove supera il 5% e riesce ad eleggere un senatore, Pietro Fuda.

Progetti di riunificazione, successivamente mancata[modifica | modifica sorgente]

In seguito alle elezioni politiche e alla luce del comune impegno a favore del No al referendum sulla riforma costituzionale varata dal centrodestra, il gruppo di Sandri, per intercessione del Vice Segretario politico Aniello Di Vuolo e del pavese Achille Abbiati, si riavvicina alla DC di Pizza, evidenziando la necessità di creare un’alternativa inequivocabilmente moderata.

Le due DC celebrano il loro accordo a giugno del 2006, dopo un incontro nella storica sede di Piazza del Gesù, deliberando la costituzione di una commissione paritetica per elaborare una piattaforma politica comune, per individuare un regolamento condiviso, dare avvio a un tesseramento comune e arrivare, entro il 2006, a un congresso unitario. I due soggetti, inoltre, decidono di considerarsi un unico soggetto politico di fronte alle pendenze giudiziarie sulla tutela del nome e del simbolo della DC.

In un primo momento, dunque, si stabilisce un duumvirato nella guida del partito tra Pizza e Sandri. L’accordo, tuttavia, svanisce a novembre del 2006, quando si verifica l’episodio-culmine per la DC: il suo riconoscimento quale legittima erede, a livello politico ed anche sul piano patrimoniale, della DC storica e l'estromissione di Angelo Sandri dalla vicenda democristiana.

La "sentenza Manzo" e il XX Congresso[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006, il Tribunale di Roma, dovendo esprimersi su un ricorso presentato dall'UDC nel 2003 contro la DC, estromette la DC di Sandri dal contenzioso e ritiene che DC di Pizza sia «unico soggetto legittimato per parte attrice» (sentenza n. 19381 del 2006, cd. "sentenza Manzo"), considerando di fatto l’atteggiamento di Sandri e di chi lo ha eletto coordinatore nazionale e poi segretario al pari di una scissione.[3] La sentenza condanna inoltre l’originario CDU di Buttiglione (che nel frattempo era confluito nell'UDC) a cessare ogni molestia nei confronti dell’attore (la "DC" di Pizza) in ordine all’uso in qualunque sede del nome “Democrazia Cristiana” e del simbolo costituito da uno Scudo Crociato con la scritta Libertas.

Forte di tale riconoscimento, la DC di Pizza supera le esigenze di unità e riprende un atteggiamento di scontro, reciproco, con Sandri, che rimane ufficialmente fuori dal soggetto politico dotato di riconoscimento giuridico quale prosecuzione della DC storica.

Il XX Congresso si svolge il 18 e 19 novembre 2006 a Roma, dove i delegati rieleggono, all'unanimità, Giuseppe Pizza alla carica di Segretario politico nazionale e Aniello Di Vuolo a Vice-Segretario politico nazionale. Alla convention partecipano, tra l’altro, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e vari esponenti di entrambi gli schieramenti.

Tema centrale del congresso è il rilancio della DC, che da questo momento può utilizzare i simboli e le insegne che appartengono alla sua storia, e le sue prospettive future. Il segretario Pizza coglie l’occasione per parlare del vero e proprio ritorno di "un partito grande, libero e forte", rimarcando il contributo determinante della DC per la vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche del 2006.

Il congresso conferma la collocazione del partito nella coalizione di centrosinistra, anche se il segretario Pizza ribadisce che "l’adesione al Governo non è priva di critiche: quel che temiamo è lo schiacciamento sulle posizioni della sinistra radicale". Il congresso apre inoltre la prospettiva di un nuovo Centro, lanciando la proposta di utilizzare il contrassegno della DC come simbolo di una lista unica che raggruppi i partiti centristi e neo-democristiani in occasione delle elezioni europee del 2009.

Lo svolgimento del congresso, tuttavia, viene contestato con diffida extragiudiziale da Angelo Sandri, leader di una DC "parallela". Il tribunale però conferma la precedente sentenza, assegnando alla DC di Pizza il simbolo, confermando i risultati del XX congresso e condannando Sandri al pagamento delle spese processuali.

Verso la federazione democristiana[modifica | modifica sorgente]

Il 30 novembre 2006, il segretario Pizza sottoscrive con altri esponenti dell'area politica di centro un patto per la costituzione di una Federazione Democristiana. Soggetti privilegiati coinvolti in questo progetto sono i Popolari UDEUR di Clemente Mastella e il movimento Rifondazione DC di Publio Fiori, anche se il progetto guarda con interesse al Partito Democratico Cristiano di Gianni Prandini ed all'UDC di Pier Ferdinando Casini.

Pizza, Mastella e Fiori fissano la data del 17 marzo 2007 per la manifestazione costitutiva della federazione.

Intanto, in occasione del varo del disegno di legge del Governo Prodi sui DICO, la DC esprime la sua contrarietà in conformità all'appello della Conferenza Episcopale Italiana ed apre uno scontro con la più rappresentata Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi. Pizza scrive una lettera al cardinale Camillo Ruini, presidente della CEI, nella quale ribadisce che la Democrazia Cristiana è quella da lui stesso guidata, in contrapposizione al partito di Rotondi, favorevole al riconoscimento delle unioni di fatto.

Intanto il progetto della ricostituzione di una lista democristiana di centro che raccolga sotto lo scudo crociato buona parte delle espressioni della diaspora democristiana viene portato avanti da Pizza.

Nel settembre 2007 entra nel partito il movimento centrista e moderato Veneto per il PPE di Giorgio Carollo e Raffaele Grazia (nato da una scissione da Forza Italia), che divengono dirigenti veneti della Dc di Pizza. Successivamente, aderisce anche il segretario regionale uscente dell'UDC del Veneto, Settimo Gottardo.

Sempre nel settembre 2007 il segretario Pizza prende una dura posizione nei confronti degli esperimenti embrionali tenuti nel Regno Unito, nota che invia anche a tutti i Vescovi italiani per ribadire la ferma collocazione della DC all'interno dei principi del Magistero Sociale della Chiesa.

Nell'ottobre 2007 aderisce alla DC la Liga Fronte Veneto di Fabrizio Comencini.

Politiche 2008 ed europee 2009 col PDL[modifica | modifica sorgente]

A gennaio 2008 il partito rompe i legami con L'Unione, dopo aver verificato che non vi era più convergenza ideologica, e annuncia più tardi di aver aperto un dialogo con il Popolo della Libertà di Berlusconi, che porterà all'apparentamento con il PdL in occasione delle elezioni politiche italiane del 2008.

Il partito, dapprima escluso dalle elezioni di aprile dal Tar della Campania, viene riammesso dal Consiglio di Stato. Il segretario Pizza ha chiesto a 15 giorni dalle elezioni il rinvio delle stesse, consentendogli una campagna elettorale come prevista dalla legge (30 giorni), ipotesi non esclusa dal ministro Amato ma impraticabile per ragioni costituzionali (vedi art 61 Costituzione).

Lo stesso Pizza ha poi annunciato, in una intervista a Radio 24 del 3 aprile, di non voler chiedere il rinvio delle elezioni, accettando di partecipare alle elezioni con una campagna elettorale di soli dieci giorni da lui stesso quindi definita "di testimonianza". Questo per un "senso dello Stato" che, come da lui stesso dichiarato, ha sempre caratterizzato il suo partito.

La DC non rompe tuttavia i legami con il PdL e, in occasione della formazione del Governo Berlusconi IV, partecipa al nuovo esecutivo con un sottosegretario, quale il leader Giuseppe Pizza, nominato sottosegretario al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Il 14 novembre 2008, in una conferenza svoltasi nella sala stampa della Camera dei deputati, Giuseppe Pizza e Francois Sauvadet, ufficializzano il patto di alleanza tra la Democrazia Cristiana ed il Nouveau Centre, partito facente parte della maggioranza di Nicolas Sarkozy con 4 ministri nel governo francese, tra cui il Ministro della Difesa Morin. L'obiettivo è quello di creare un coordinamento tra i partiti di centro e di ispirazione democratico-cristiana di tutta l'Europa. La riunione costitutiva si è svolta a Parigi il 19 gennaio 2009. La seconda riunione si è svolta a Praga il 20 marzo 2009 presieduta da Giuseppe Pizza, da Francois Sauvadet e dal ministro ceco Cyril Svoboda. Le riunioni successive hanno avuto luogo a Lisbona e a Roma tra l'aprile ed il maggio 2009.

Elezioni Regionali e Amministrative del 2010[modifica | modifica sorgente]

In vista delle Regionali del 2010 il Coordinatore della Democrazia Cristiana del Centro-Nord Achille Abbiati raggiunse un accordo con il segretario della Democrazia Cristiana - Terzo Polo di Centro Angelo Sandri per presentare liste uniche nelle otto regioni del Centro-Nord Italia[4][5].

Il partito si presentò poi in alleanza con il PdL in una lista unica con l'Alleanza di Centro in Piemonte, in Veneto, in Campania e in Puglia. Alle elezioni provinciali di Cagliari, nell'ambito delle Elezioni amministrative italiane del 2010, la DC appoggia il candidato presidente Piergiorgio Massidda, senatore del PdL ma presentatosi in alternativa al candidato di partito Giuseppe Farris. In quest'occasione, la Democrazia Cristiana si ritrova alleata con la Lega Nord (presentatasi per la prima volta in Sardegna), la Fiamma Tricolore, il Nuovo MSI, il partito regionalista Fortza Paris e la lista civica Massidda Presidente.

Elezioni Amministrative del 2011[modifica | modifica sorgente]

A Cagliari, in occasione delle elezioni amministrative del 2011, si allea con Futuro e Libertà per l'Italia e con la lista civica Movimento Civico Sardo, sostenendo la candidatura a sindaco di Ignazio Artizzu del FLI. A Taurianova, invece, la DC si allea con Noi Sud, Alleanza per l'Italia, Alleanza di Centro e la lista civica Forza Taurianova, sostenendo la candidatura a sindaco di Giuseppe Rigoli.

XXI Congresso Nazionale[modifica | modifica sorgente]

In occasione del XXI Congresso Nazionale del partito, che si è tenuto a Roma presso l'Hotel Ergife il 13 e 14 marzo 2010, la leadership è stata riconosciuta ancora una volta a Giuseppe Pizza. Fautore di un Congresso unitario, lo stesso Pizza è stato rieletto, per la terza volta consecutiva ed all'unanimità dell'Assemblea Nazionale, Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana. Contemporaneamente viene eletto Vice Segretario politico nazionale Aniello Di Vuolo. Preziosa la testimonianza del segretario politico della Democrazia Cristiana della Moldavia (Partidul Popular Creştin Democrat), On. Iurie Roşca, che, augurando un buon lavoro al rieletto segretario Pizza, ha portato il saluto dei democristiani moldavi all'Assemblea, profilando un gemellaggio tra le due formazioni democratico-cristiane. Confermata, inoltre, l'alleanza programmatica e di Governo con il Popolo della Libertà.

Nasce la Fondazione "Democratici Cristiani"[modifica | modifica sorgente]

In data 15 luglio 2010 la Democrazia Cristiana del sottosegretario Giuseppe Pizza, i Popolari Liberali del sottosegretario Carlo Giovanardi, l'Alleanza di Centro per la Libertà dell'On. Francesco Pionati e la Democrazia Cristiana per le Autonomie del Ministro Gianfranco Rotondi hanno lanciato una fondazione, chiamata "Democratici Cristiani", che mira a raccogliere tutti i movimenti d'ispirazione democristiana che si rivedono nel progetto politico del presidente Silvio Berlusconi e del centro-destra, con l'obiettivo di presentare liste comuni già dalle prossime elezioni amministrative della primavera 2011. Hanno dato la propria adesione al nuovo progetto politico anche i parlamentari nazionali Emerenzio Barbieri, Tomaso Zanoletti, Luigi Compagna, Francesco De Luca e il vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo.

Elezioni politiche 2013[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle elezioni politiche del 2013 la DC candida tre suoi esponenti alla Camera dei Deputati nelle liste del PdL: il segretario Giuseppe Pizza nel collegio Lazio 2, Antonio Marotta nel collegio Campania 1 e Riccardo Gallo nel collegio Sicilia 1[6]. Di questi tre candidati Marotta e Gallo verranno infine eletti, mentre il segretario Pizza rimarrà escluso dal Parlamento[7].

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

I suoi riferimenti ideali e valoriali sono ovviamente riconducibili al Cristianesimo democratico e alle figure di Don Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Amintore Fanfani e Mariano Rumor.

Organigramma[modifica | modifica sorgente]

  • Segretario Politico: On. Giuseppe Pizza
  • Vice Segretario Politico: Aniello Di Vuolo
  • Presidente Onorario: Sen. Giuseppe Alessi (fino alla morte nel 2009)
  • Presidente del Consiglio Nazionale: Alessandro Nasti
  • Vice Presidente del Consiglio Nazionale: On. Leone Manti
  • Segretario Amministrativo: Gino Capponi

Esponenti della vecchia DC iscritti[modifica | modifica sorgente]

Congressi Nazionali[modifica | modifica sorgente]

La numerazione ordinale congressuale prosegue quella della DC storica interrottasi col XVIII Congresso nel 1989.

  • XIX Congresso Nazionale - Roma, 5-7 dicembre 2003
  • XX Congresso Nazionale - Roma, 18-19 novembre 2006
  • XXI Congresso Nazionale - Roma, 13-14 marzo 2010

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Anno Lista Voti % Seggi
Europee 2004 Paese Nuovo 78.003 0,24 0
Politiche 2006 Camera Lista Consumatori-Doveri Civici-DC 73.751 0,193 0
Senato Lista Consumatori-Doveri Civici-DC 72.139 0,211 1[8]
Politiche 2013 Camera nel Popolo della Libertà - - 2

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ BENTORNATA DEMOCRAZIA CRISTIANA !
  2. ^ Torna il simbolo dello scudo crociato. La Dc di Pizza fa concorrenza a Casini
  3. ^ Le sentenze "Rizzo" e Manzo del 2006: verdetti quasi opposti
  4. ^ STORICO ACCORDO SANDRI-ABBIATI PER UNA DEMOCRAZIA CRISTIANA UNITA NELLE REGIONI DEL CENTRO-NORD
  5. ^ Elezioni regionali, scende in campo la Democrazia Cristiana
  6. ^ La Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza riparte da tre
  7. ^ Pizza: Berlusconi Uber Alles
  8. ^ Pietro Fuda del Partito Democratico Meridionale

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]