Democrazia Cristiana (attuale)
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| cassato dal Consiglio di Stato Partito politico italiano |
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| Segretario | Giuseppe Pizza |
| Fondazione | 1994 |
| Sede | Piazza del Gesù 46, Roma |
| Ideologia | cristianesimo democratico |
| Organo ufficiale | Per l'Azione |
| Sito web | www.democraziacristiana.org |
Con il nome di Democrazia Cristiana è nota una formazione politica italiana che, sin dallo scioglimento della Democrazia Cristiana storica, ha continuato a rivendicarne il nome e il simbolo raffigurante lo Scudo Crociato. La sua legittimità è stata stabilita da una sentenza della Magistratura nel settembre 2006, con la quale si sostiene che la DC, in realtà, giuridicamente non sia stata mai sciolta, in quanto "una tale deliberazione non è mai stata assunta dal Congresso Nazionale del partito, unico organo statutario deputato a questo compito".
La rinata DC affonda le sue origini nei nuclei di Rinascita della Democrazia Cristiana portati avanti da Flaminio Piccoli e Giuseppe Alessi. Quest'ultimo fu, peraltro, l'ideatore del simbolo dello Scudo Crociato con la scritta "Libertas" che venne poi utilizzato storicamente dal partito guidato da Alcide De Gasperi.
Il segretario nazionale è Giuseppe Pizza, mentre l'ultra-centenario Giuseppe Alessi ne è presidente onorario. La DC è attualmente alleata con il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini: la Rinascita della DC
Nel 1994, coinvolta bruscamente negli scandali di Tangentopoli, la Democrazia Cristiana fronteggia un profondo periodo di crisi, anche alla luce dei mutamenti sociali e politici che interessano la vita pubblica italiana: il calo di fiducia dei cittadini nei confronti dei partiti, la scomparsa dei punti di riferimento tradizionali, la nascita di forze politiche nuove, il cambiamento della legge elettorale in senso maggioritario, la spinta verso il bipolarismo.
Così, il segretario in carica Mino Martinazzoli si fa promotore di una linea politica di rinnovamento proponendo di dichiarare conclusa l’esperienza della DC (a distanza di mezzo secolo dalla sua nascita), trovando con sè una larga maggioranza tra i militanti, e di dare vita ad un nuovo partito che si ispirasse ai valori del popolarismo professati originariamente da don Luigi Sturzo e dallo stesso De Gasperi. Sulla base di questa proposta nasce il Partito Popolare Italiano, che in un primo momento tenta di creare un polo centrista.
La decisione di sciogliere la DC e di trasformarla in un soggetto politico nuovo, però, non è condivisa da alcuni esponenti del partito, tra cui Flaminio Piccoli ed altri notabili democristiani come Giuseppe Alessi, che sostenevano la necessità di proseguire nell’esperienza della Balena Bianca e dello Scudo Crociato.
I primi tentativi di riorganizzazione, dopo una fase di osservazione su ciò che andava accadendo nella politica italiana e nei suoi nascenti schieramenti, trovano concretezza solo nel 1997 quando Piccoli fonda il movimento per la Rinascita della Democrazia Cristiana, intentando una requisitoria anche sul piano legale circa la presunta illegittimità dello scioglimento della DC, in quanto la decisione di scioglimento del partito rientrava tra le prerogative del Congresso che invece, nella fattispecie, non era stato convocato.
Tenendo sempre fissa la sua battaglia per la rinascita di un soggetto politico che porti il nome di “Democrazia Cristiana”, il movimento di Piccoli si organizza territorialmente e comincia a presentare proprie liste alle elezioni amministrative a partire dal 1998: i risultati più rappresentativi vengono conseguiti al Comune di Isernia (9,8% di consensi) ed alle provinciali nella Regione Siciliana ottenendo, in media, il 2,5%.
Il partito, tuttavia, è alle prese con ovvi problemi ad utilizzare ufficialmente il nome della DC. Per questa ragione, vengono creati simboli analoghi a quello dello Scudo Crociato (che, intanto, era stato trasferito di proprietà dal PPI al CDU di Rocco Buttiglione) con all’interno acronimi del tipo "pDC", "DC - Da sempre Ci siamo", eccetera.
[modifica] Dopo Piccoli: Sandri e Pizza
In seguito alla morte di Piccoli, il già piccolo movimento si divide in vari e irrintracciabili tronconi, ciascuno dei quali tenta di portare avanti la causa della rinascita della DC: tra di essi, a richiamarsi esplicitamente all’iniziativa politica di Piccoli rimangono Giuseppe Pizza e Angelo Sandri. Essi fondano un movimento politico denominato “Democrazia Cristiana”, che continua a celebrare i congressi nell’ordine numerale della storica DC, professandosi come gli unici veri eredi legittimi.
A giugno del 2002, il titolo di Segretario Politico passa a Sandri. A dicembre del 2003 si svolge il XIX congresso che, invece, elegge, all'unanimità, Pizza Segretario Politico, mentre Sandri diventa Segretario Organizzativo.
[modifica] La rottura Pizza-Sandri
Sotto la guida del segretario Giuseppe Pizza, la DC si presenta alle elezioni europee del 2004 attuando una linea politica di polemica col centrodestra – nel frattempo al Governo – e in particolare con l’UDC, attuale detentore dello Scudo Crociato.
Il partito, sempre impossibilitato dal fare riferimento alle insegne storiche, si presenta con il simbolo di Paese Nuovo: una bandiera bianca situata su uno scudo rosso. Non presente, tra l’altro, in maniera omogenea sul territorio nazionale (per difficoltà nella raccolta delle firme necessarie alla presentazione), il risultato è, come prevedibile, negativo: solo poche migliaia di voti in tutta Italia, con una percentuale inferiore allo 0,2% dei voti.
Su questo episodio si consuma una drastica rottura, da parte di Angelo Sandri, rispetto alla linea del partito: Sandri giudica sbagliata la scelta effettuata dal segretario Pizza nella presentazione alle Europee, dimostrata – a suo dire – dagli esiti elettorali, e contesta la scelta di una linea politica di progressivo avvicinamento al centrosinistra che infatti la dirigenza vuole intraprendere.
A luglio del 2004, un mese dopo le elezioni, Sandri A Bologna con un gruppo a lui fedele decide di lasciare Pizza e fonda un nuovo piccolo soggetto denominato Democrazia Cristiana - Scudo Crociato - Libertas.
[modifica] La scelta di campo con il centro-sinistra
In occasione delle elezioni politiche del 2006, la DC, coerentemente con la linea avanzata dal segretario Pizza, sceglie di aderire all’Unione, la coalizione di centro-sinistra guidata da Romano Prodi, che poi vincerà le elezioni.
Il partito si presenta in una lista unitaria con la Lista Consumatori e il movimento “Doveri Civici”, ricevendo anche l’appoggio del Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e del Partito Democratico Cristiano di Gianni Prandini: la lista si presenta nella competizione per la Camera e per il Senato ma non in tutte le circoscrizioni, a causa dei problemi di raccolta delle firme.
Tale lista unitaria ottiene risultati significativi solo in Calabria, per il considerevole apporto del PDM, dove supera il 5% e riesce ad eleggere un senatore, Pietro Fuda, esponente, appunto, del PDM.
Nel frattempo, la componente che fa capo a Sandri si presenta nel centro-destra, schierando alcuni candidati indipendenti nelle liste dell’UDC, ma senza alcun successo.
[modifica] Gli obiettivi di riunificazione
In seguito alle elezioni politiche e alla luce del comune impegno a favore del “No” al referendum sulla riforma costituzionale varata dal centrodestra, il gruppo di Sandri si riavvicina alla DC di Pizza, evidenziando la necessità di creare un’alternativa centrista.
Le due DC celebrano il loro accordo a giugno del 2006, dopo un incontro nella storica sede di Piazza del Gesù, deliberando la costituzione di una commissione paritetica per elaborare una piattaforma politica comune, per individuare un regolamento condiviso, dare avvio a un tesseramento comune e arrivare, entro il 2006, a un congresso unitario. I due soggetti, inoltre, decidono di considerarsi "un unico soggetto politico" di fronte alle pendenze giudiziarie sulla tutela del nome e del simbolo della DC.
In un primo momento, dunque, si stabilisce un duumvirato nella guida del partito tra Pizza e Sandri. L’accordo, tuttavia, svanisce a novembre del 2006, quando si verifica l’episodio-culmine per la DC: il suo riconoscimento quale legittima erede, a livello politico ed anche sul piano patrimoniale, della DC storica.
[modifica] La sentenza e il congresso
Si tratta della sentenza n. 19381 del 2006, che condanna l’originario CDU di Buttiglione (poi scioltosi nell'UDC) a cessare ogni molestia nei confronti dell’attore (la DC di Pizza, ndr) in ordine all’uso in qualunque sede del nome “Democrazia Cristiana” e del simbolo costituito da uno Scudo Crociato con la scritta Libertas.
Nella sentenza si ordina altresì l’estromissione dal riconoscimento giuridico del Partito della Democrazia Cristiana (quello di Angelo Sandri). Forte di tale riconoscimento, la DC di Pizza supera le esigenze di unità e riprende un atteggiamento di scontro, reciproco, con Sandri, che rimane ufficialmente fuori dal soggetto politico dotato di riconoscimento giuridico quale prosecuzione della DC storica.
Il XX congresso si svolge il 18 e 19 novembre 2006 a Roma, dove i delegati rieleggono, all'unanimità, Giuseppe Pizza alla carica di segretario. Alla convention partecipano, tra l’altro, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e vari esponenti di entrambi gli schieramenti.
Tema centrale del congresso è il rilancio della DC, che da questo momento può utilizzare i simboli e le insegne che appartengono alla sua storia, e le sue prospettive future. Il segretario Pizza coglie l’occasione per parlare del vero e proprio ritorno di "un partito grande, libero e forte", rimarcando il contributo determinante della DC per la vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche del 2006.
Il congresso conferma la collocazione del partito nella coalizione di centrosinistra, anche se il segretario Pizza ribadisce che "l’adesione al Governo non è priva di critiche: quel che temiamo è lo schiacciamento sulle posizioni della sinistra radicale". Il congresso apre inoltre la prospettiva di un nuovo Centro, lanciando la proposta di utilizzare il contrassegno della DC come simbolo di una lista unica che raggruppi i partiti centristi e neo-democristiani in occasione delle elezioni europee del 2009.
Lo svolgimento del congresso, tuttavia, viene contestato con diffida extragiudiziale da Angelo Sandri, nel frattempo leader di una DC "parallela". Il tribunale però conferma la precedente sentenza, assegnando alla DC di Pizza il simbolo, confermando i risultati del XX congresso e condannando Sandri al pagamento delle spese processuali.
[modifica] Verso la federazione democristiana
Il 30 novembre 2006, il segretario Pizza sottoscrive con altri esponenti dell'area politica di centro un patto per la costituzione di una Federazione Democristiana. Soggetti privilegiati coinvolti in questo progetto sono i Popolari UDEUR di Clemente Mastella e il movimento Rifondazione DC di Publio Fiori, anche se il progetto guarda con interesse al Partito Democratico Cristiano di Gianni Prandini ed all'Udc di Pier Ferdinando Casini.
Pizza, Mastella e Fiori fissano la data del 17 marzo 2007 per la manifestazione costitutiva della federazione.
Intanto, in occasione del varo del disegno di legge del Governo Prodi sui DICO, la DC esprime la sua contrarietà in conformità all'appello della Conferenza Episcopale Italiana ed apre uno scontro con la più rappresentata Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi. Pizza scrive una lettera al cardinale Camillo Ruini, presidente della CEI, nella quale ribadisce che la Democrazia Cristiana è quella da lui stesso guidata, in contrapposizione al partito di Rotondi, favorevole al riconoscimento delle unioni di fatto.
Intanto il progetto della ricostituzione di una lista democristiana di centro che raccolga sotto lo scudo crociato buona parte delle espressioni della dispora democristiana viene portato avanti da Pizza.
Nel settembre 2007 entra nel partito il movimento centrista e moderato (nato da una scissione da Forza Italia) Veneto per il PPE di Giorgio Carollo e Raffaele Grazia, che divengono dirigenti veneti della Dc di Pizza. Successivamente, aderisce anche il segretario regionale uscente dell'UDC del Veneto, Settimo Gottardo.
Sempre nel settembre 2007 il segretario Pizza prende una dura posizione nei confronti degli esperimenti embrionali tenuti nel Regno Unito, nota che invia anche a tutti i Vescovi italiani per ribadire la ferma collocazione della DC all'interno dei principi del Magistero Sociale della Chiesa.
Nell'ottobre 2007 aderisce alla DC la Liga Fronte Veneto di Fabrizio Comencini.
[modifica] Le elezioni del 2008
A gennaio 2008 il partito rompe i legami con L'Unione, dopo aver verificato che non vi era più convergenza ideologica e annuncia più tardi di aver aperto un dialogo con il Popolo della Libertà di Berlusconi [1], che porterà all'apparentamento con il PdL in occasione delle elezioni politiche italiane del 2008.
Il partito, dapprima escluso dalle elezioni di Aprile dal Tar della Campania, viene riammesso dal Consiglio di Stato. Il segretario Pizza ha chiesto a 15 giorni dalle elezioni il rinvio delle stesse, consentendogli una campagna elettorale come prevista dalla legge (30 giorni), ipotesi non esclusa dal ministro Amato ma impraticabile per ragioni costituzionali (vedi art 61 Costituzione).
Lo stesso Pizza ha poi annunciato, in una intervista a Radio 24 del 3 aprile, di non voler chiedere il rinvio delle elezioni, accettando di partecipare alle elezioni con una campagna elettorale di soli dieci giorni da lui stesso quindi definita "di testimonianza". Questo per un "senso dello Stato" che, come da lui stesso dichiarato, ha sempre caratterizzato il suo partito.
La DC non rompe però i legami con il PdL e, in occasione della formazione del Governo Berlusconi IV, partecipa al nuovo esecutivo con un sottosegretario, quale il leader Giuseppe Pizza, nominato sottosegretario al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca. Il 14 novembre 2008, in una conferenza svoltasi nella sala stampa della Camera dei Deputati, Giuseppe Pizza e Francois Sauvadet, ufficializzano il patto di alleanza tra la Democrazia Cristiana ed il Nouveau Centre. Questo Partito fa parte della maggioranza di Nicolas Sarkozy ed esprime 4 ministri tra cui il ministro della Difesa Morin. L'obiettivo è quello di creare un coordinamento tra i partiti di centro e di ispirazione democratico-cristiana di tutta l'Europa. La riunione costitutiva si è svolta a Parigi il 19 gennaio 2009. La seconda riunione si è svolta a Praga il 20 marzo 2009 presieduta da Giuseppe Pizza, da Francois Sauvadet e dal ministro ceco Cyril Svoboda. Le prossime riunioni avranno luogo a Lisbona ed a Roma tra l'aprile ed il maggio 2009.
Contesa del simbolo alle provinciali di Milano e Monza e Brianza. In occasione delle elezioni amministrative 2009, l'UDC ha presentato ricorso contro la Dc, rivendicando a sè l'esclusiva dell'uso dello scudo crociato sulle schede elettorali in tutta Italia. Molte commissioni elettorali di tutta Italia non hanno accolto il ricorso del partito di Casini: una sentenza della Corte d'Appello di Roma ha, infatti, chiarito che sia l'UDC che la Dc possono usare lo scudo crociato, senza che nessuna delle due forze politiche possa inibirne l'utilizzo all'altra. Isolati i casi in cui il ricorso dell'UDC è stato accolto, causando la ricusazione del simbolo della Dc. In Lombardia, più precisamente per le elezioni provinciali di Milano e Monza e Brianza, il partito guidato dall'on.le Pizza era stato clamorosamente escluso dalla competizione per l'utilizzo dello scudo crociato. Un controricorso, poi accolto dal TAR della Lombardia, era stato presentato dalla Dc. Con una nota, invece, il Consiglio di Stato, senza entrare nel merito della contesa, ha sospeso la decisione del TAR che riammetteva alla competizione la lista con il proprio simbolo storico, costringendo la Dc a rimpicciolire il proprio simbolo scudo crociato per non creare confusione tra gli elettori e la Prefettura a far ristampare in sole 24 ore le schede elettorali.
[modifica] Bibliografia
- Tribunale di Roma (III sez.). Sentenza di riconoscimento della DC (PDF). 25 settembre 2006
[modifica] Note
- ^ http://www.democraziacristiana.org/DesktopModules/Articles/ArticlesView.aspx?TabID=0&Alias=Nebula&Lang=it-IT&ItemID=930&mid=24

