Democratici Rinnovatori e Coraggiosi

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I Rutelliani, detti in precedenza anche Democratici Rinnovatori o Coraggiosi o anche Liberi Democratici[1] [2][3], erano una corrente di orientamento centrista e liberale guidata da Francesco Rutelli, Paolo Gentiloni e Linda Lanzillotta, Renzo Lusetti e Rino Piscitello. Alle primarie del 2008 i centristi rutelliani hanno eletto più di 230 membri nell'Assemblea Costituente, candidati nelle liste Democratici con Veltroni[4].

Al Manifesto dei Coraggiosi hanno aderito, tra gli altri, il gruppo dei Teodem, Tiziano Treu, Luigi Zanda, Antonio Polito, Ermete Realacci, Antonio Maccanico, Sergio Chiamparino, Massimo Cacciari, Filippo Penati, Enrico Gasbarra e Andrea Olivero (presidente delle ACLI)[3]. Al gruppo di Rutelli fanno riferimento anche i Socialisti Democratici per il Partito Democratico e alcuni politici vicini a Lamberto Dini che però hanno deciso di non seguirlo nei Liberaldemocratici.

Il gruppo ha manifestato insofferenza verso la cosiddetta "sinistra radicale", area politica corrispondente a La Sinistra - l'Arcobaleno alleata al PD fino al 2008. Alla corrente fanno riferimento molti laici, liberali e socialdemocratici (molti dei quali provenienti dalla componente rutelliana de La Margherita), così come molti cattolici d'ispirazione moderata che non si riconoscono né nel gruppo dei Popolari né degli Ulivisti né dei Cristiano Sociali, tutti percepiti come troppo a sinistra.

La corrente si presenta come rappresentanza della fazione di stampo liberal-democratica specialmente in campo economico e della concezione dello stato e si era battuta per l'entrata del Partito Democratico nel Partito Democratico Europeo affermandolo come partito di stampo riformista e blairiana oltre all'adesione come già citato di gruppi cattolici centristi.

Lo sfaldamento del gruppo e l'Alleanza per l'Italia[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo risente subito difficoltà e incomprensioni. Diversi firmatari del Manifesto dei Coraggiosi hanno infatti firmato, nel gennaio 2008, anche il manifesto per la costituzione della corrente detta Liberal PD, altri sono tra gli animatori degli Ecologisti Democratici. Sebbene molti membri del gruppo abbiano sostenuto Veltroni, una delle principali battaglie della corrente è quella riguardo alla collocazione europea del PD, fatta in alleanza con I Popolari: i Rutelliani sono nettamente contrari al suo eventuale ingresso nel Partito del Socialismo Europeo, come caldeggiato dalla sinistra interna e dai Dalemiani. Infine alcuni esponenti cattolici rutelliani, tra i quali Renzo Lusetti, si sono uniti ai Teodem per dare vita a una nuova associazione denominata Persone e Reti (PeR). Già nel 2008, inoltre, Rino Piscitello decide di abbandonare il partito per aderire al Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo e a seguito delle primarie del 25 ottobre 2009 il leader e fondatore del gruppo Rutelli lascia il partito ritendolo troppo ancorato a sinistra e quindi non rispettoso dell'idea originale per cui era stato fondato il partito[5]. Lo seguono anche Linda Lanzillotta, Gianni Vernetti, Donato Mosella, Pino Bicchielli e gran parte della corrente, mentre Paolo Gentiloni sceglie di restare e di avvicinarsi a Dario Franceschini. A seguito di questa evoluzione la corrente si è disarticolata e ciò che ne è rimasto è confluito nella nuova creatura politica rutelliana, Alleanza per l'Italia, con l'obiettivo di costruire un nuovo centro popolare, moderato e liberale e di perseguire un'alleanza con l'Unione di Centro (a cui sceglie di aderire direttamente, invece, Renzo Lusetti).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riunione dei Liberi democratici | Partito Democratico
  2. ^ http://www.dsmilano.eu/home/index.php/partito_democratico/2007/06/26
  3. ^ a b http://www.margheritaonline.it/dipartimenti/attachments/copy_1_manifesto__per_il_coraggio_delle__riforme.pdf
  4. ^ http://www.partitodemocratico.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&doc=102785&sid=14
  5. ^ Rutelli lascia e guarda all'UDC