Demetrio Salazar

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Demetrio Salazar (Reggio Calabria, 18221882) è stato un patriota italiano.

Dopo il fallimento dei moti liberali in Calabria del 1848, Salazar andò esule riparando prima a Parigi e poi in Lussemburgo, a Londra, in Irlanda ed in Belgio prima di ritornare a Napoli dove stabilì la propria sede.

Visse con entusiasmo e fede patriottica la liberazione della città partenopea da parte di Garibaldi. Invitato dai liberali del luogo ad incontrarlo, egli recò il tricolore che era stato interdetto in occasione dei funerali di Guglielmo Pepe e che veniva conservato come una reliquia. Il Generale Garibaldi commosso baciò la bandiera, lo abbracciò e volle che sedesse accanto a lui nella carrozza durante il tragitto per le vie della città di Napoli.

Salazar ricoprì importanti cariche pubbliche di quel comune che gli ha intitolato una sua piazza. Fu membro dell'Accademia Pontaniana, si interessò di arte, e Napoli infatti gli ha intitolato la piazzetta antistante l'Istituto industriale artistico. Durante una sua visita alla città natale, Reggio Calabria, egli propose la fondazione di un Museo per accogliere i reperti archeologici che numerosi venivano trovati durante gli scavi, tale proposta fu accolta dall'allora sindaco Fabrizio Plutino ed il Museo Civico, destinato a diventare successivamente il Museo Nazionale della Magna Grecia, fu inaugurato al pian terreno del palazzo Arcivescovile, nel giorno della festa dello Statuto nazionale, nel 1880. Primo direttore fu lo storico Domenico Spanò Bolani.

Salazar scrisse numerose opere di storia e di arte, tra cui:

  • L'arte nell'Italia meridionale, 1872
  • Studi di Monumenti, 1872
  • L'arte della miniatura, 1877
  • Sulla cultura artistica dell'Italia meridionale dal IV al XIII secolo, 1877

Benedetto Croce lodò le sue opere che parlavano dei monumenti dell'Italia meridionale nella "Critica", giornale da lui stesso fondato.

Dal matrimonio con la nobildonna pittrice Dora Macnamara Calcutt (incontrata a Lussemburgo, sorella d'un deputato inglese), nacque la figlia Fanny Salazar, sposata Zampini, che si distinse nella lotta d'emancipazione delle donne del primo Novecento, fu docente di lingua e letteratura inglese e autrice di numerosi libri. Salazar ebbe anche un altro figlio meno noto della sorella che fu giornalista, scrittrice, conferenziera, docente e traduttrice.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Minervini, Commemorazione di Demetrio Salazar, nell'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti, 13 giugno 1882
  • V. Visalli, I Calabresi nel Risorgimento italiano, Torino 1891-92
  • A. Romeo, Pensiero ed Azione - Profilo di Demetrio Salazar, Reggio Calabria, 1895
  • F. Caprì, Commemorazione di Demetrio Salazar, ne La Zagara, giugno 1882
  • L. Parpagliolo, Demetrio Salazar - Discorso commemorativo, Napoli, 1927
  • A. Monti, Demetrio Salazar, in Rassegna Storica del Risorgimento, Roma, 1936