Delta-9-tetraidrocannabinolo

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Delta-9-tetraidrocannabinolo
Struttura del Tetraidrocannabinolo
Modello 3D della molecola
Nome IUPAC
Tetraidro-6,6,9-trimetil-3-pentil-6H-dibenzo[b,d]piran-1-olo
Abbreviazioni
THC
Nomi alternativi
Tetraidrocannabinolo
delta-9-THC
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C21H30O2
Massa molecolare (u) 314.47
Aspetto olio viscoso marroncino
Numero CAS [1972-08-3]
PubChem 16078
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua 2,8 g/l a 23 °C
Temperatura di fusione 180 °C (453,15 K)
Proprietà tossicologiche
LD50 (mg/kg) 1270
Indicazioni di sicurezza

Il delta-9-tetraidrocannabinolo (detto comunemente THC, delta-9-THC o tetraidrocannabinolo) è uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis, e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.

È una sostanza psicotropa solo se ingerita o sottoposta a combustione e inalata, con proprietà antidolorifiche (farmaci a base di THC come il Sativex o il Dronabinol sono usati per il trattamento del dolore), euforizzante, antinausea, antiemetiche, anticinetosico, stimolante l'appetito, che abbassa la pressione endooculare, ed in certi soggetti può abbassare l'aggressività.[1]

È stato isolato da Raphael Mechoulam, Yechiel Gaoni, e Habib Edery dall'istituto Weizmann, Israele, nel 1964. In forma pura, a temperature più fredde, è un solido vetroso, diventa viscoso e appiccicoso, se riscaldato. Il THC ha una bassissima solubilità in acqua, ma buona solubilità nella maggior parte dei solventi organici.

Biosintesi nella cannabis[modifica | modifica sorgente]

Nella cannabis il THC si verifica principalmente come acido carbossilico tetraidrocannabinolo (THC-COOH). La condensazione enzimatica del geranil pirofosfato e dell'acido olivetolico genera tetraidrocannabivarina, il quale è ciclizzato dall'enzima acido sintasi THC per dare THC-COOH. Il calore decarbossila l'acido in THC.

Biosintesi del THC

La modificazione principale è l'ossidazione dell'anello cicloesanico che trasforma il THC in cannabidiolo (CBD). Gli acidi cannabinoidici subiscono decarbossilazione in seguito a riscaldamento e quindi quando la Cannabis viene fumata i livelli di cannabinoidi attivi aumentano, per esempio l'acido tetraidrocannabinolico viene convertito in tetraidrocannabinolo.

Farmacologia[modifica | modifica sorgente]

Le azioni farmacologiche del THC risultano dal suo legame con i recettori cannabinoidi CB1, e CB2, che si trovano principalmente nel sistema nervoso centrale, e nel sistema immunitario. Esso agisce come un parziale ligando agonista su entrambi i recettori, cioè, li attiva ma non per intero. La presenza di questi recettori specializzati nel cervello fece presupporre agli scienziati che cannabinoidi endogeni vengono prodotti naturalmente dal corpo umano, si scoprirono infatti numerosi endocannabinoidi tra cui l'Anandamide, l'Arachidonoilglicerolo(2-AG) la Virodamina e molti altri.

Tricomi di Cannabis, si notano le goccie di resina contenenti cannabinoidi, in particolare THC.

Meccanismo d'azione[modifica | modifica sorgente]

Il THC stimola il rilascio di dopamina dal nucleus accumbens, può provocare nella persona sensazioni di euforia, rilassamento, percezione spazio-temporale alterata; alterazioni uditive, olfattive e visive, ansia, disorientamento, stanchezza, e stimolazione dell'appetito. Il legame dei cannabinoidi ai recettori CB1 causa una inibizione presinaptica del rilascio di vari neurotrasmettitori (in particolare dopamina e glutammato), ed una stimolazione delle aree della sostanza grigia periacqueduttale (PAG) e del midollo rostrale ventromediale (RVM), che a loro volta inibiscono le vie nervose ascendenti del dolore. A livello del midollo spinale il legame dei cannabinoidi ai recettori CB1 causa una inibizione delle fibre afferenti a livello del corno dorsale, ed a livello periferico il legame dei cannabinoidi con i recettori CB1 e CB2 causa una riduzione della secrezione di vari prostanoidi e citochine proinfiammatorie, l'inibizione della sostanza P e pertanto del segnale doloroso. Il meccanismo per la stimolazione dell'appetito si crede sia il risultato di attività del THC nell'asse ipotalamico-gastroenterico. L'attività del CB1 nei centri della fame dell'ipotalamo aumenta l'appetibilità del cibo quando i livelli dell'ormone della fame grelina aumentano in seguito all'entrata di cibo nello stomaco.

Aspetti tossicologici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Effetti della cannabis sulla salute.

Fino ad oggi, non vi è mai stata una fatalità umana documentata da overdose di tetraidrocannabinolo, o cannabis.[2] La valutazione della pericolosità del THC nei confronti dell'uomo è largo oggetto di dispute non solo scientifiche, ma anche politiche e ideologiche. Secondo il Merck[3], la LD50 del tetraidrocannabinolo è rispettivamente di 1270 mg/Kg di peso vivo somministrata per via orale (veicolato in olio di sesamo) nei ratti maschi è di 730 mg/Kg nei ratti femmine è di 482 mg/Kg di peso vivo per inalazione[4]. Tale valore è ritenuto molto alto, secondo le opinioni, tale da considerare la tossicità acuta del THC relativamente bassa rispetto ad altre sostanze psicotrope o farmaci. Per questo motivo le legislazioni dei diversi Paesi valutano i fitocannabinoidi con approcci differenti, con conseguenti divergenze in sede normativa. Alcuni studi condotti relativi all'assimilazione del THC convergono sulla conferma che la sostanza induca la perdita di neuroni nell'ippocampo, area del cervello responsabile della fissazione della memoria da breve a lungo termine[5]; molti altri[non chiaro] sostengono che invece favorisca la neurogenesi ippocampale e che abbia spiccate proprietà neuroprotettive[senza fonte].

A favore della prima tesi (cioè quella che sostiene provochi danni all'ipotalamo), in uno studio in vivo[6] ratti esposti a THC ogni giorno per 8 mesi (approssimativamente 30% della loro aspettativa di vita), esaminati a 11 o 12 mesi di età, dimostravano una perdita di cellule nervose equivalente ad animali con il doppio della loro età.[7]

Vi sono inoltre numerosi studi clinici che dimostrano la presenza di significativi danni cerebrali e cognitivi nei consumatori abituali di cannabis.[5][8][9][10][11][12]

A favore della seconda tesi (neurogenesi ippocampale) un singolo studio in vitro effettuato su neuroni di ratto ha mostrato che il cannabinoide HU210 è immunoreattivo col recettore CB1 per i cannabinoidi, portando gli autori ad ipotizzare che possa avere un ruolo nella proliferazione neuronale. Tale ipotesi è supportata dall'osservazione che il cannabinoide HU210 stimola la proliferazione (ma non la differenziazione) di cellule neuronali embrionali di ratto in vitro.[13]

Utilizzo terapeutico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Uso medico della cannabis.
Sciroppo alla cannabis per uso curativo (U.S.A)
Logo di distributore U.S.A.(1917)

Al di là delle accese discussioni e controversie sociali e politiche sull'uso della canapa come stupefacente, va considerato che essa è stata per migliaia di anni un'importante pianta medicinale, fino all'arrivo del proibizionismo.[14] Sono oggi in commercio in diversi paesi farmaci a base di THC, di altri fitocannabinoidi o di cannabinoidi sintetici.

Potenziali campi di utilizzo terapeutico dei derivati della cannabis:

Altre indicazioni potenziali:

Al contrario di quanto si pensava finora, una ricerca del Center for Translational Psychiatry del Feinstein Institute for Medical Research e del Zucker Hillside Hospital di New York, rivela che in realtà l'assunzione di cannabis ha effetti positivi sulle funzioni cognitive dei pazienti affetti da schizofrenia.[15] Inoltre, se prima era diffusa nell'ambiente medico l'opinione che la cannabis potesse portare alla schizofrenia, vi sono evidenze statistiche che difficilmente possono essere contraddette: l'uso della cannabis, negli ultimi decenni, è aumentato esponenzialmente, mentre l'incidenza della schizofrenia non ha subito sostanziali variazioni.[16] È opportuno puntualizzare, inoltre, che le percentuali di individui schizofrenici sono rimaste quasi le stesse nonostante la cannabis sia consumata principalmente da individui di giovani età.

Si stanno testando nel mondo farmaci che contengono una versione sintetica di alcuni dei principi attivi della cannabis (dronabinol, HU-210, levonantradolo, nabilone, SR 141716 A, Win 55212-2), ma questi per ora hanno mostrato molti più effetti collaterali e svantaggi rispetto alla pianta naturale. Il Canada, il 20 giugno 2005, è stato il primo paese ad autorizzare la messa in commercio di un estratto totale di Cannabis sotto forma di spray sublinguale Sativex standardizzato per THC e CBD, per il trattamento del dolore neuropatico dei malati di sclerosi multipla e cancro. Nel 2006 il Sativex è stato approvato negli Stati Uniti per essere sottoposto a studi clinici di Fase III per dolore intrattabile in pazienti con tumore.

Il Dronabinol è il termine registrato INN della variante stereochimica del THC. È un prodotto della Unimed Pharmaceuticals, Inc. ed è commercializzato negli USA come Marinol, ma è disponibile anche nell'Unione Europea come farmaco generico (Dronabinol). Il farmaco è registrato, a partire dal 1985, per il trattamento della nausea e del vomito nei pazienti in chemioterapia antitumorale e per la stimolazione dell'appetito nei pazienti con sindrome da deperimento da AIDS. Negli ultimi anni l'uso terapeutico dei derivati della cannabis sta vivendo un globale processo di rivalutazione. Lo sviluppo delle conoscenze sul sistema dei cannabinoidi endogeni progredisce di pari passo all'individuazione di nuovi potenziali campi di utilizzo terapeutico.

Nel 2010 il Senato ha concesso l'autorizzazione per una produzione italiana di farmaci a base di cannabinoidi. Fino ad allora tutti i farmaci a base di cannabis venivano comprati da stati esteri. L'Italia su questo terreno è molto indietro rispetto agli USA e alla gran parte dei paesi europei.[17][18][19]

Nel 2014, l'azienda Farmalabor è stata autorizzata dal Ministero della Salute al commercio all'ingrosso di preparazioni vegetali a base di cannabis. I prodotti sono venduti a farmacie private e ospedaliere per l'allestimento di preparazioni magistrali su prescrizione del medico[20].

Farmaci cannabinoidi[modifica | modifica sorgente]

  • Dronabinol, cannabinoide sintetico, variante stereochimica del THC
  • CP 47,497, cannabinoide sintetico
  • HU-210, cannabinoide sintetico
  • HU-308, cannabinoide sintetico

Presenza del THC[modifica | modifica sorgente]

Il contenuto di THC nella marijuana (Cannabis sativa) di "buona qualità" è nell'ordine di 0.5-1% nelle foglie grandi, 1-3% nelle foglie piccole, 3,7% nei fiori, 5-10% nelle brattee 14-25% nella resina ed oltre il 60% nell'olio. Quantità superiori di THC, nell'ordine comunque del 10-20%, nei fiori e nelle foglie si possono ottenere da specie selezionate appositamente.

Il contenuto di THC di hashish e marijuana tende a diminuire con il tempo, un processo accelerato dal calore e dalla luce. Le foglie e la resina di canapa conservate in condizioni normali perdono rapidamente la loro attività e possono diventare completamente inattive dopo 2 anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cannabis: Proprietà chimico-farmacologiche
  2. ^ Galileo - Giornale di Scienza | La cannabis? Un'erba benefica
  3. ^ (EN) ISBN 0-911910-12-3 S. Budavari, et al., The Merck Index. An Encyclopedia of Chemicals, Drugs, and Biologicals, Merck & Co., 1996.
  4. ^ (EN) Cannabis Chemistry in The Vaults of Erowid. URL consultato il 28 novembre 2007.
  5. ^ a b Ameri A, The effects of cannabinoids on the brain in Prog Neurobiol, vol. 58, nº 4, luglio 1999, pp. 315-48, DOI:10.1016/S0301-0082(98)00087-2, PMID 10368032.
  6. ^ Chen JP, Paredes W, Li J, Smith D, Lowinson J, Gardner EL, Delta 9-tetrahydrocannabinol produces naloxone-blockable enhancement of presynaptic basal dopamine efflux in nucleus accumbens of conscious, freely-moving rats as measured by intracerebral microdialysis. in Psychopharmacology, vol. 102, nº 2, 1990, pp. 156-62, PMID 2177204.
  7. ^ Dronet :: Approfondimenti Per Operatori
  8. ^ Heishman SJ, Arasteh K, Stitzer ML, Comparative effects of alcohol and marijuana on mood, memory, and performance in Pharmacol Biochem Behav, vol. 58, nº 1, settembre 1997, DOI:10.1016/S0091-3057(96)00456-X, PMID 9264076.
  9. ^ Fletcher JM, Page JB, Francis DJ, Copeland K, Naus MJ, Davis CM, Morris R, Krauskopf D, Satz P, Cognitive correlates of long-term cannabis use in Costa Rican men in Arch Gen Psychiatry, vol. 53, nº 11, novembre 1996, pp. 1051-7, DOI:10.1001/archpsyc.1996.01830110089011, PMID 8911228.
  10. ^ Block RI, Ghoneim MM, Effects of chronic marijuana use on human cognition in Psychopharmacology (Berl), vol. 110, 1-2, 1993, pp. 219-28, DOI:10.1007/BF02246977, PMID 7870889.
  11. ^ Patrick G, Straumanis JJ, Struve FA, Fitz-Gerald MJ, Leavitt J, Manno JE, Reduced P50 auditory gating response in psychiatrically normal chronic marihuana users: a pilot study in Biol Psychiatry, nº 10, maggio 1999, pp. 1307-12, DOI:10.1016/S0006-3223(98)00155-3, PMID 10349037.
  12. ^ Patrick G, Struve FA, Reduction of auditory P50 gating response in marihuana users: further supporting data in Clin Electroencephalogr, vol. 31, nº 2, aprile 2000, pp. 88-93, PMID 10840631.
  13. ^ Yun Zhang; Lan Xiao; Jamie Van Cleemput; Shao-Ping Ji; Guang Bai; Xia Zhang, Cannabinoids promote embryonic and adult hippocampus neurogenesis and produce anxiolytic- and antidepressant-like effects in Journal of Clinical Investigation, vol. 115, nº 11, 1º novembre 2005, DOI:10.1172/JCI25509. URL consultato il 7 marzo 2011.
  14. ^ ACT
  15. ^ ADUC - Droghe - Notizia - USA - Schizofrenia. Studio: la cannabis migliora 'in modo significativo' le funzioni cognitive dei pazienti
  16. ^ Domande frequenti
  17. ^ ADUC - Articolo - Cure palliative. Italia garantisca diritto dei malati a non soffrire
  18. ^ ADUC - Droghe - Articolo - Cannabis terapeutica. Da Rovigo e Firenze parte la produzione italiana? Approvato ordine del giorno in Senato
  19. ^ ADUC - Articolo - Cure palliative. Si ha paura della responsabilità del medico e della parola cannabis. Intervento al Senato
  20. ^ Cannabis in farmacia, Farmalabor riceve l'autorizzazione del Ministero della Salute.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]