Dellamorte Dellamore (film)

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Dellamorte Dellamore
DellaMorte DellAmore.jpg
Una scena del film
Paese di produzione Italia, Francia, Germania
Anno 1994
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, horror, grottesco
Regia Michele Soavi
Soggetto Tiziano Sclavi (romanzo)
Sceneggiatura Gianni Romoli
Produttore Tilde Corsi, Gianni Romoli, Michele Soavi, Conchita Airoldi, Dino Di Dionisio, Michele Ray Gavras
Produttore esecutivo Conchita Airoldi, Dino Di Dionisio
Casa di produzione Audifilm, Urania Film, K.G. Productions, Canal+, Silvio Berlusconi Communications, Bibo Productions, Eurimages
Fotografia Mauro Marchetti
Montaggio Franco Fraticelli
Effetti speciali Sergio Stivaletti
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Massimo Antonello Geleng
Costumi Maurizio Millenotti, Alfonsina Lettieri
Trucco Gino Zamprioli, Enrico Jacoponi
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Premi

Dellamorte Dellamore è un film del 1994 diretto da Michele Soavi.

È tratto dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi pubblicato nel 1991. La maggior parte delle scene è stata girata nel comune di Guardea, un piccolo paese nella provincia di Terni. Gli esterni del cimitero sono stati girati nel cimitero di Arsoli, piccolo paese nella provincia di Roma.[1]

Indice

Trama [modifica]

Francesco Dellamorte lavora come becchino nel cimitero della piccola cittadina di Buffalora, insieme al suo aiutante demente, Gnaghi. Da qualche tempo una strana epidemia si sta diffondendo nel cimitero: alcuni morti entro sette giorni dal decesso si risvegliano come zombie, denominati da lui «ritornanti». La vita di Francesco è monotona ed è costretto, ogni volta che i morti tornano in vita, a sparare o colpire alla testa quest'ultimi. Ama collezionare tombe, leggere gli elenchi del telefono e cancellare i nomi dei morti, collezionare necrologi e costruire un teschio. La sua vita viene radicalmente cambiata dall'incontro con una vedova insoddisfatta, con cui fa l'amore sulla tomba del marito, dove quest'ultimo ferisce lei, prima di essere definitivamente ucciso da Francesco con un colpo di croce alla testa.

Inizialmente Francesco crede che lei sia morta, quindi quando si sveglia la ritiene una ritornante e le spara in testa. Successivamente lei ritorna sotto forma di zombie e ferisce Dellamorte con un morso, per essere poi uccisa da Gnaghi. Tempo dopo, Francesco incontra la Morte in persona, la quale gli dice che se dopo il decesso ucciderà una persona, tanto vale ucciderla da viva, sparandole in testa. Dellamorte segue il consiglio della Morte, uccidendo per primi un gruppo di bulli che lo prendevano sempre in giro. Man mano Francesco perderà completamente il contatto con la realtà, non riuscendo più a distinguere la vita e la morte.

Poco tempo dopo, Dellamorte incontra la segretaria del nuovo sindaco della cittadina, Civardi, che si innamora di lui. Tuttavia, lei ha la fobia del sesso, quindi Dellamorte va dal medico della città e si fa iniettare tramite una siringa un medicinale per evitare l'erezione del suo pene. Nel frattempo lei ha però superato la sua fobia dopo essere stata violentata dal sindaco e lascia Dellamorte. Quello stesso giorno Francesco incontrerà Laura (interpretata come la vedova e la segretaria del sindaco nuovamente da Anna Falchi), una studentessa con cui passa la notte che si innamora di Francesco solamente per farsi pagare gli studi, così Francesco la uccide, dando fuoco alla sua stanza.

Il giorno dopo Francesco viene a sapere dal commissario Straniero che a commettere tutti gli omicidi avvenuti in città è stato un suo amico di nome Franco che adesso è in coma. Così Francesco, infuriato del fatto che Franco abbia rubato i suoi delitti, lo va a trovare in ospedale dove ucciderà una suora, un medico e un'infermiera. Francesco decide così di scappare via insieme a Gnaghi. Quindi, quella stessa mattina, si mettono in viaggio. Durante la guida Francesco attraversa una galleria, viene accecato dalla luce che si trova fuori da essa e frena bruscamente la macchina, ferendo Gnaghi alla testa. Sceso dalla macchina, Francesco si renderà conto che la strada è interrotta e che «il resto del mondo non esiste». Gnaghi, sceso anche lui, raggiunge Francesco, che cercherà di aiutarlo ma sarà troppo tardi; così Francesco decide di ucciderlo già in quel momento per evitare che Gnaghi diventi un ritornante, ma non riesce a premere il grilletto poiché troppo affezionato a quest'ultimo. Gnaghi si sveglia e getta la pistola giù dalla rupe, chiedendo a Francesco di riportarlo a casa, che risponde «Gna». Il film finisce con l'enigmatica scena di Francesco e Gnaghi insieme sulla rupe.

Critica [modifica]

Il regista Michele Soavi ha detto a proposito del suo film: «Era un film anomalo: non solo era un film di genere, poteva riuscire un fiasco micidiale per la sua stupidità; nel senso che, comunque, aveva come background un umorismo da fumetto... Puoi pure pensare di trasportarlo uguale nel cinema, quel tipo di umorismo, ma non è così: se lo rifai uguale fai una cazzata; e quindi il racconto doveva essere tutto giocato sul filo di un rasoio, senza scadere nella commedia, nella consapevolezza di far ridere - ma nello stesso tempo doveva far ridere, perché se non avesse fatto ridere sarebbe stato un fiasco - né nel film di paura, perché non voleva essere un film di paura o di effetti speciali: la gente o vuole ridere o vuole aver paura, in mezzo non c'è niente, se ci vai esplori una terra di nessuno».[2]

Citazioni in altre opere [modifica]

Francesco Dellamorte è menzionato in due albi di Dylan Dog. Quando Dylan è in un cimitero alle prese con una tomba, nel numero 94, esclama: «Se mi vedesse il mio amico Dellamorte... penserebbe che voglio rubargli il mestiere!»[3]; nel numero 205, mentre pedina un uomo che scopre essere un becchino, dice: «E allora? È un lavoro come un altro, dopotutto... su un mio amico italiano hanno fatto anche un film!».[4]

Compare invece personalmente nello speciale numero 3 Orrore nero.[5]

Note [modifica]

  1. ^ (EN) Luoghi delle riprese per Dellamorte Dellamore (1994). Internet Movie Database. URL consultato in data 29 agosto 2011.
  2. ^ Marco Giusti, Stracult. Dizionario dei film italiani, Roma, Frassinelli, 1999.
  3. ^ Claudio Chiaverotti (testi); Bruno Brindisi (disegni), La donna che uccide il passato, in Dylan Dog n. 94, p. 38.
  4. ^ Claudio Chiaverotti (testi); Roberto Rinaldi (disegni), Il compagno di scuola, in Dylan Dog n. 205.
  5. ^ Tiziano Sclavi e Luigi Mignacco (testi); Giovanni Freghieri (disegni), Orrore nero, in Dylan Dog n. 3 Speciale Dylan Dog.

Voci correlate [modifica]

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