Deimos (astronomia)

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Deimos
(Marte II)
Deimos-viking1.jpg
Scoperta 12 agosto 1877
Scopritore Asaph Hall
Parametri orbitali
(All'epoca J2000)
Semiasse maggiore 23 460 km
Circonf. orbitale 147 400 km
Periodo orbitale 1,262 giorni
Velocità orbitale

220 m/s (media)

Inclinazione orbitale 27,58°
Inclinazione rispetto
all'equat. di Marte
0,93°
Eccentricità 0,0002
Dati fisici
Dimensioni 15,0×12×10,4 km
Diametro medio 12,6 km
Massa
2,244 × 1015 kg
Densità media 2,2 × 103 kg/m³
Acceleraz. di gravità in superficie 0,0039 m/s²
(4×10-4 g)
Velocità di fuga 6,9 m/s
Periodo di rotazione Rotazione sincrona
Temperatura
superficiale
233 K (media)
Pressione atm. nulla
Albedo 0,07
Diametro
apparente
da Marte
2' (medio)
2,5' (max)

Deimos (Δείμος, in lingua greca) è il minore dei due satelliti naturali di Marte.

Nella mitologia greca, Deimos è uno dei figli di Ares (Marte) e Afrodite (Venere). I nomi di Deimos e Phobos significano rispettivamente terrore e paura, e furono assegnati su suggerimento del professore di scienze di Eton Henry Madan in onore dei due compagni del dio della guerra Marte citati nel XV libro dell'Iliade.

Indice

[modifica] Cenni storici

Deimos venne scoperto assieme a Fobos dall'astronomo statunitense Asaph Hall nel 1877. Essi, comunque, furono scoperti prima nel mondo della fantasia che in quello reale. Con un ragionamento tanto logico quanto assurdo, infatti, Keplero aveva detto che: "Venere non ha satelliti, la Terra ne ha uno e Giove ne ha quattro. Marte, perciò, non può che averne due" Il ragionamento piacque agli scrittori Jonathan Swift e Voltaire, che lo inserirono in alcuni loro libri[1]. Swift fece affermare agli scienziati di Laputa (l'isola galleggiante dei Viaggi di Gulliver) che Marte possedeva due piccoli satelliti; la stessa cosa affermarono l'abitante di Sirio e quello di Saturno nel libro Micromega di Voltaire. Al tempo di questi scrittori i telescopi non erano abbastanza potenti da poter individuare satelliti così piccoli come Phobos e Deimos, e si tratta quindi solo di licenze letterarie, perché la scoperta reale di Deimos risale alle ore 7:48 UTC del 12 agosto 1877, per mezzo dell'Osservatorio Navale di Washington, uno dei telescopi più nuovi e moderni dell'epoca.

[modifica] Formazione di Deimos

L'origine del satellite è ancora incerta. La stretta somiglianza tra Deimos e i tanti pianetini presenti nella fascia principale degli asteroidi suggerirebbe che un corpo celeste di quel tipo sarebbe stato catturato dalla gravità marziana ad opera di una perturbazione causata dal passaggio di Giove. Questa spiegazione risulta però molto improbabile, poiché la forma dell'orbita del satellite è troppo regolare e posta su un piano quasi coincidente con quello equatoriale del pianeta rosso. La spiegazione scientifica rimane un mistero ancora oggi.

[modifica] Superficie

La superficie di Deimos vista dalla Viking 2.

Deimos è composto da rocce ricche di carbonio, molto simili a quelle degli asteroidi di tipo C, e ghiaccio. La sua superficie è inoltre ricoperta da uno spesso strato di regolite, probabilmente più spesso di quello che ricopre Fobos, che riempie quasi completamente alcuni crateri.

[modifica] Crateri

I due crateri Swift e Voltaire.

Dei crateri di Deimos solo due hanno un nome, Swift e Voltaire, in onore agli scrittori Jonathan Swift e Voltaire; il primo ha un diametro di 1 km, il secondo di circa 2 km.

[modifica] Deimos e Marte

Video delle orbite di Deimos e Phobos. Da notare il veloce periodo di rivoluzione di Phobos

Visto da Deimos, Marte appare 1000 volte più grande e 400 volte più brillante della Luna piena vista dalla Terra, e riempie 1/11 della volta celeste.

Visto da Marte, Deimos ha un diametro angolare di non più di 2,5' e ad occhio nudo appare simile ad una stella; al massimo della sua luminosità (l'equivalente della Luna piena) appare brillante come Venere visto dalla Terra; al primo o al terzo quarto della sua fase è luminoso come Vega. Quando Deimos passa davanti al Sole il suo diametro angolare è solo pari a circa 2,5 volte il diametro angolare di Venere durante un transito visto da Terra.

Diversamente da Fobos, che sorge ad ovest e tramonta ad est nei cieli di Marte, Deimos sorge ad est e tramonta ad ovest. Il suo periodo orbitale, pari a circa 30,5 ore, è infatti superiore al giorno solare marziano, corrispondente a 24,5 ore.

Poiché l'orbita di Deimos è relativamente vicina a Marte ed è caratterizzata da una minima inclinazione equatoriale, il satellite non è osservabile da latitudini maggiori di 82,7°.

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[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Resoconti della scoperta

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[modifica] Note

  1. ^ Piero Angela e Alberto Angela, Viaggio nel cosmo, RAI-ERI Mondadori, 1997, ISBN 88-04-40178-8
Satelliti naturali di Marte Il sistema di Marte
Componenti del sistema: FobosDeimos
Voci correlate: MarteEsplorazione di Marte
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