Legge 137/2008

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Il Decreto Legge 137/2008 (comunemente detto Decreto Gelmini) Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università è un atto normativo dello Stato Italiano adottato il 1 settembre 2008 sotto il Governo Berlusconi IV. Prende il nome dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini che lo promosse. Il 30 ottobre fu convertito in Legge 169/2008.

Indice

[modifica] Contenuti

Il decreto contiene una serie di modifiche inerenti al sistema della Pubblica Istruzione italiano.

  • Maestro Unico: reintrodusse la figura del maestro unico, che a partire dall'anno scolastico 2009/2010 sostituì nelle prime classi della primaria di primo grado i tre docenti per due classi precedentemente previsti per il modulo.
  • Voti Numerici: reintrodusse la valutazione attraverso numero sia nella scuola primaria di secondo grado (ex scuola elementare) sia in quella secondaria di primo grado (ex scuola media inferiore). L'uso dei voti numerici espressi in decimi (x/10) venne in uso dall'anno scolastico 2008/2009, e venne accompagnato da un giudizio sul livello di maturazione raggiunto (per la sola scuola primaria).
  • Voto in Condotta: il voto in condotta, mai abolito in precedenza, tornò a fare media per concorrere a definire il giudizio finale dell'alunno in sede di promozione. Si predisse un successivo decreto per specificare i criteri per tale valutazione e le conseguenti modalità applicative.
  • Educazione Civica: reintrodusse lo studio dell'educazione civica, tramite la materia Cittadinanza e Costituzione.
  • "Tagli": sancì la "razionalizzazione" della spesa (Art.4, comma 1): i "tagli" furono già definiti nella Finanziaria triennale approvata a fine giugno (vedi Legge 133/2008).
  • Blocco del Turn-Over: nessun riferimento esplicito. Anch'esso fu già definito nella Legge 133/2008, articolo 66.
  • Università: per quanto riguarda l'università, il Decreto Gelmini introdusse nuovi criteri di accesso alle scuole di specializzazione di medicina. Il Decreto Gelmini tuttavia, riguardò essenzialmente le scuole primarie e secondarie: le principali novità in materia di istruzione universitaria erano contenute nella finanziaria triennale (Legge 133/2008) e nel successivo decreto sulle Università.
  • Tempo Pieno: Solo per la scuola primaria si stabilì che "le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi [...] funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si garantisce comunque ai vari istituti la possibilità di finanziare autonomamente eventuali aumenti del tempo scuola".
  • Libri di Testo: divennero adottabili solo quelli per cui l'editore si impegnava a non pubblicare nuove edizioni prima di 5 anni per la scuola primaria e secondaria di primo grado, e 6 anni per la scuola secondaria di secondo grado, salvo dispense integrative che si rendessero necessarie per l'ampliamento della materia oggetto di studio.
  • Edilizia Scolastica: per essa si sancì come destinazione minima il 5% sugli stanziamenti per il programma delle infrastrutture strategiche. Si prevedeva inoltre la nomina di "un soggetto attuatore che definisce gli interventi da effettuare per assicurare l'immediata messa in sicurezza di almeno 100 edifici scolastici in situazione critica sul fronte della sicurezza sismica".
  • Riduzione indirizzi: gli indirizzi delle scuole superiori, quindi istituti tecnici, professionali e Licei, da 714 divennero 20.

La conversione in legge del DL, con modifiche ed integrazioni, è avvenuta con voto di fiducia in data 29 ottobre 2008, ossia due giorni prima della sua naturale scadenza.

[modifica] Reazioni

Questo decreto, con le disposizioni inerenti alla scuola presenti in finanziaria, provocò un'ondata di manifestazioni di protesta sia da parte degli insegnanti, per quanto riguarda l'introduzione del maestro prevalente, sia da parte di molti studenti, che si oppongono al contenimento della spesa pubblica in materia di istruzione. Il Decreto Legge 137/2008 non dispose tagli alla spesa (che sono contenuti nella finanziaria), ma ridisegnò il sistema scolastico in base alle sopravvenute diminuzioni delle risorse. Alle manifestazioni seguirono in alcuni casi occupazioni degli atenei e degli istituti scolastici. Il 30 ottobre 2008 venne indetto uno sciopero generale del comparto scuola. Le contestazioni della cosiddetta Onda anomala studentesca furono sintetizzate dai partiti politici della maggioranza, che accusarono gli studenti di essere disinformati e gli insegnanti di voler instaurare una semplice difesa corporativista.

L'Italia dei Valori ed il capo del Partito Democratico Walter Veltroni annunciarono la propria intenzione di indire un referendum per l'abrogazione della legge.[1].

[modifica] Note

  1. ^ http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_29/gelmini_voto_6a4c9a68-a599-11dd-8fd0-00144f02aabc.shtml

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