Decorazioni alla Bandiera dell'Esercito Italiano

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La Bandiera di guerra dell'Esercito italiano è stata concessa, con decreto del presidente della Repubblica, il 6 marzo 1996. È custodita nella sede dello Stato Maggiore dell'Esercito.

Decorazioni alla Bandiera[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere BAR.svg 3 Croci di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia

Valor militare gold medal BAR.svg 1 Medaglia d'oro al valor militare

Valor civile gold medal BAR.svg 2 Medaglie d'oro al Valor Civile

Valor civile silver medal BAR.svg 1 Medaglia d'argento al Valor civile

Merito civile silver medal BAR.svg 1 Medaglia d'argento al merito civile

Motivazioni[modifica | modifica sorgente]

Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia[modifica | modifica sorgente]

28 maggio 2003[modifica | modifica sorgente]

«Erede di nobili ed antiche virtù, con spiccato senso del dovere, assoluto spirito di sacrificio ed indiscusso coraggio, ha testimoniato con la propria diuturna opera le migliori qualità della Nazione italiana. Fedele al giuramento prestato, l'Esercito italiano ha dispiegato, con motivato orgoglio, le Bandiere delle proprie unità sui martoriati quartieri di Beirut come sui territori africani della Somalia e del Mozambico, portando stabilità e pace alle genti locali. I suoi uomini, sempre animati da sentimenti di grande solidarietà, hanno contribuito a portare ordine, sicurezza e speranza alle provate popolazioni dell'Iraq settentrionale, della Bosnia, dell'Albania e del Kosovo così come a Timor Est ed in Afghanistan, illustrando sempre il nome della Nazione con l'esemplare comportamento, l'eccezionale perizia e l'indiscussa capacità militare. L'eccezionale professionalità dimostrata nella pianificazione e nella condotta di operazioni complesse, spesso attuate con breve preavviso ed in condizioni ambientali difficili, il successo ottenuto in ogni lido e testimoniato sui libri di scuola, ha suscitato ovunque ammirazione e rispetto universali per l'efficienza, la determinazione e lo spirito di sacrificio dei reparti, chiamati ad onorare, anche con un oneroso tributo di vite umane, gli impegni assunti dalla Repubblica Italiana. Compagine di uomini dalle peculiari virtù militari che ha contribuito, in maniera determinante, ad elevare ancor più il vessillo italiano nel mondo.»

Libano, Somalia, Mozambico, Iraq settentrionale, Balcani, Timor Est, Afghanistan (1982 - 2002).

20 maggio 1997[modifica | modifica sorgente]

«Erede delle tradizioni risorgimentali del popolo italiano, baluardo di antiche tradizioni e nobili virtù, ha consentito, attraverso il compimento di gesta eroiche, la realizzazione degli ideali di libertà e di unità del popolo italiano. In ogni tempo e su ogni fronte ha operato, con dedizione e senso del dovere, là dove la sua presenza era ritenuta necessaria dalle patrie istituzioni, offrendo, con impareggiabile valore, un altissimo tributo di vite umane. Nell'ambito di organismi internazionali ha, in numerose occasioni, partecipato ad operazioni fuori area, ponendo ulteriormente in evidenza altissime capacità operative, profonde doti di coraggiosa abnegazione ed altissimo senso di solidarietà umana.»

Zone varie (1861 - 1996).

3 marzo - 12 agosto 1997[modifica | modifica sorgente]

«L'Esercito italiano con proprie unità dava vita alla componente terrestre delle operazioni in Albania contribuendo in modo determinante alla costituzione della Forza Multinazionale di protezione per la Missione "Alba", la prima affidata dall'ONU al Comando Italiano. Nel delicato periodo che ha preceduto l'Operazione, interveniva con elevata capacità operativa per garantire la sicurezza dell'attività di evacuazione di personale dal territorio albanese ed a premessa dello spiegamento della Forza Multinazionale. Le Unità nazionali esprimevano, in tale circostanza, qualità collettive ed individuali di altissima operatività, incondizionata dedizione, spiccato senso del dovere, fermo coraggio, grande sensibilità umana e permettevano in un contesto di grande insicurezza caratterizzato da forti tensioni socio-politiche, da inadeguata capacità di controllo degli organi governativi albanesi e da forte presenza sul territorio di bande armate irregolari, il raggiungimento degli obiettivi di supporto alle Autorità nazionali, entro i termini temporali prefissati, consentendo inoltre il libero svolgimento di elezioni democratiche. I risultati raggiunti, determinanti per la ripresa sociale, politica ed economica dell'Albania, accrescevano il prestigio e la considerazione dell'Esercito italiano meritando l'incondizionata stima delle massime Organizzazioni Internazionali, dei Paesi partecipanti e della Nazione, nonché la riconoscenza della popolazione albanese.»

Albania, 3 marzo - 12 agosto 1997.

Medaglia d'oro al Valor Militare[modifica | modifica sorgente]

29 ottobre 1996[modifica | modifica sorgente]

«Custode delle glorie risorgimentali del popolo italiano, ha rinnovato in ripetute prove, con saldezza e slancio, antiche tradizioni di nobile eroismo. Sempre, dove più ardua fu l'impresa, ha dato mirabili esempi di valore, pagati con generosi tributi di vite. In ogni tempo e su tutti i fronti, dalle trincee d'Italia ai tormentati Balcani, dalla gelida steppa russa all'arido deserto africano, ha conosciuto immensi sacrifici nel corso di aspre campagne. Anche nell'avversa fortuna, ha saputo trarre dalla propria fede la necessaria virtù per risorgere, inseguendo, sui campi di battaglia ed in quelli di prigionia, l'agognato riscatto con fulgida coscienza del dovere e dell'onore militare, come testimoniato dalle più alte decorazioni concesse alle Bandiere delle Armi, dei Corpi e delle Unità dell'Esercito.»

Italia (1861, 1866, 1870) - Eritrea (1887, 1896) - Territori interessati alla prima guerra mondiale (1915-1918) - Africa orientale (1935-1936) - Territori interessati interessati alla seconda Guerra mondiale (1940-1943) - Italia (1943-1945).

Medaglia d'Oro al Valor Civile[modifica | modifica sorgente]

31 ottobre 1996[modifica | modifica sorgente]

«Nel corso di oltre un secolo, in occasione di gravissime calamità naturali e di ogni situazione critica o di emergenza si prodigava, in modo continuativo ed al limite dell'umana fatica, con tutte le risorse e materiali disponibili, in soccorso delle popolazioni in difficoltà, manifestando alte virtù civiche e militari, coraggioso altruismo, spiccata abnegazione. La complessità delle tecniche utilizzate negli interventi e la prontezza operativa dimostrate anche in circostanze di maggiore rischio, sono ampia testimonianza delle elevate capacità professionali, dello spirito di sacrificio, dell'incondizionato impegno e dell'encomiabile slancio di solidarietà di cui l'Esercito ha intessuto la storia d'Italia, meritando la fiducia e la stima delle altre Istituzioni, delle popolazioni e dei singoli cittadini.»

Territorio nazionale (1861-1996).

1998[modifica | modifica sorgente]

«In occasione di violento e disastroso sisma che provocava numerose vittime e ingentissimi danni al patrimonio civile, sociale ed artistico, l'Esercito Italiano, con consapevole slancio e puntuale prontezza, dispiegava i suoi uomini e le sue strutture operative in encomiabile competizione con gli altri soccorritori e, nonostante non si fosse placata la imprevedibile furia degli elementi, operava con infaticabile tenacia e perseverante fermezza per trarre in salvo vite umane. Per allievare i disagi della popolazione, metteva in campo eccezionale capacità logistica e organizzativa, allestendo tendopoli, centri di accoglienza, posti di pronto soccorso sanitario, riattivando vie di comunicazione, collaborando con gli Organi tecnici civili per l'accertamento dei danni. L'Esercito Italiano ha dimostrato nella circostanza profondo senso del dovere, eccesionale abnegazione, elevatissima professionalità, suscitando, ancora una volta, l'ammirazione e la gratitudine della Nazione tutta.»

Sisma delle Marche e dell'Umbria, settembre 1997 - maggio 1998.

Medaglia d'argento al Valor Civile[modifica | modifica sorgente]

Luglio 1992 - giugno 1998[modifica | modifica sorgente]

«Nel corso dell'azione svolta nei sei anni dell'operazione denominata "Vespri Siciliani", l'Esercito Italiano, con oltre duecentomila uomini provenienti da diverse regioni, ha consentito un più diffuso controllo del territorio, contribuendo, con l'impiego di militari in servizio di vifilanza fissa nei contronti di magistrati ed obiettivi esposti a rischio, all'instaurarsi di condizioni di sicurezza in Sicilia, L'impegno e la profesionalità del personale dimostrati in detta operazione hanno meritato la gratitudine e l'apprezzamento della Nazione e rafforzato la fiducia nelle Istituzioni della Repubblica.»

Sicilia, luglio 1992 - giugno 1998.

Medaglia d'argento al Merito Civile[modifica | modifica sorgente]

5 maggio 1998[modifica | modifica sorgente]

«In occasione di un disastroso movimento franoso, che colpiva i comuni di Sarno, Quindici, Bracigliano e Siano, accorreva con uomini e mezzi in soccorso della popolazione duramente colpita.
Nonostante il protrarsi della calamità si prodigava, con eccezionale spirito di abnegazione e grande professionalità, per salvare vite umane, alleviare disagi e sofferenze, ripristinare condizioni di normalità. Esempio elevatissimo di preclare virtù civiche e militari e di concreta solidarietà umana.»

Avellino - Salerno, 5 maggio 1998

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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