Decimo Laberio

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Decimo Laberio (in Latino: Decimus Laberius; 106 a.C.43 a.C.) è stato uno scrittore e drammaturgo romano forse il più noto autore di mimi della Letteratura latina dopo Publilio Siro, suo contemporaneo. Orazio, vissuto anch'egli nel I secolo a.C., ne parla colmandolo di lodi. Non sappiamo se la considerazione della sua opera ebbe un calo nel corso dei secoli, né quanto effettivamente avesse pesato ai suoi tempi: tuttavia, l'interessamento di Cesare nei suoi confronti lascia supporre che godesse di grande fama. Aulo Gellio, vissuto all'epoca degli Antonini, invece, nelle Noctes Atticae lo accusa di stravaganza per l'uso singolare dei vocaboli latini che faceva, in particolare per i suoi neologismi. Si dice che le donne recitarono per la prima volta a Roma nei suoi mimi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ci sono pervenute poche notizie riguardo alla sua vita: sappiamo le date di nascita e di morte grazie a San Girolamo, il quale però visse a tre secoli di distanza. Le fonti ci dicono, inoltre, che era un eques, cioè che faceva parte della classe dei Cavalieri, all'epoca di particolare peso nella vita politica della Repubblica, dalla quale proveniva Marco Licinio Crasso, uno dei triumviri. Doveva quindi avere alle spalle una buona preparazione culturale e soprattutto economica.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (78 - 31 a.C.).

Delle sue opere si conoscono 43 titoli, dei quali ricordiamo Fullo (Il lavandaio), Salinator (Il commerciante di sale) e Virgo (La vergine). Tuttavia ci sono pervenuti solo circa 150 versi di sua creazione, dai quali traspare uno stile caratterizzato dalla potente espressività scaturita dai neologismi.

Macrobio, autore del V secolo, nei Saturnalia riporta che nel 45 a.C. prese parte alle rappresentazioni in onore della vittoria di Cesare a Tapso contro l'esercito pompeiano guidato da Giuba, ultimo re della Numidia unita, Metello Scipione, Marco Petreio e Catone Uticense. Pare che decise d'iscriversi su esortazione dello stesso Cesare, come anche il suo rivale in questa sfida, il già citato Publilio Siro. Laberio mise in scena un mimo del dictator e forse proprio per questo la palma del migliore andò al suo rivale, Publilio Siro.

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