Decima (metrica)

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La decima è una forma poetica consistente in una strofa composta da dieci versi, di differente struttura nelle letterature in lingua spagnola, italiana e tedesca.

Letteratura spagnola[modifica | modifica sorgente]

Nella letteratura in lingua spagnola la decima (in spagnolo: décima) è una strofa di dieci ottonari in cui, di regola, il primo verso rima con il quarto e il quinto, il secondo verso con il terzo, il sesto verso con il settimo e con l'ultimo, e l'ottavo verso rima col nono (schema: ABBAACCDDC); può avere un punto fermo o i due punti dopo il quarto verso, ma non oltre il quinto[1]. Può essere intesa come una strofa formata da due redondillas (ABBA e CDDC) unite da un distico centrale cerniera (AC)[2].

In onore di Vicente Espinel, nella letteratura in lingua spagnola tale metro è denominato anche «espinella».

Questo metro è ancora molto diffuso in America Latina; è stato utilizzato fra gli altri dai poeti della Generazione del '27, quali Jorge Guillén e Gerardo Diego, e dai payadores, poeti popolari sudamericani che improvvisano accompagnando i propri versi con la chitarra[3].

Letteratura italiana[modifica | modifica sorgente]

Nella metrica italiana, la Decima rima è una strofa di dieci endecasillabi in cui ai primi sei versi a rima alternata segue un tetrastico finale di cui tre versi baciati su altra rima, e l'ultimo verso che rima con il verso pari della sestina alternata, secondo lo schema ABABABCCCB[4].

La decima è stata utilizzata raramente nella metrica italiana, essendo stata impiegata come stanza delle laudi[5][6], con alcune varianti:

  • con X finale in luogo della B finale, ossia con una rima che viene ripresa in tutte le strofe
  • nella forma detta «cobla capfinida», nel primo verso della strofa si riprendevano parole contenute nell'ultima strofa precedente
  • nella Canzone di Auliver, una composizione del XIV secolo, al termine di cinque strofe con schema ABABABCCDD è presente un distico baciato (versi 51-52) che riprende la rima dei versi finali (DD) dell'ultima strofa[7]

Letteratura tedesca[modifica | modifica sorgente]

In età romantica la decima (in lingua tedesca: Dezime) è stata utilizzata anche da poetidi lingua tedesca, quali Ludwig Tieck e Joseph von Eichendorff, soprattutto in ballate di tipo popolare[8].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Diccionario de la lengua española de la Real Academia Española, «décima», 2.
  2. ^ Dorothy C. Clark: Redondilla and copla de arte menor. In: Hispanic Review Volume 9, Numero 4 (1941), pp. 489–493
  3. ^ Raúl Dorra, «El arte del payador». Revista de Literaturas Populares, Volume VII (gennaio-giugno), Numero 1, 2007, pp. 110-132, ISSN 1665-6431 (pdf)
  4. ^ Roberta Manetti, «La decima rima». Anticomoderno, II, 1996, pp. 145-56
  5. ^ Gianfranco Contini (a cura di), Poeti del Duecento, Vol. II, Milano-Napoli : Ricciardi, 1960
  6. ^ Guido Mazzoni, «Un Pianto della Vergine in decima rima». Atti del Reale Istituto Veneto, Serie VII, Tomo II (1890-1891), pp. 403-424 (Google books)
  7. ^ Wikisource, Canzone di Auliver
  8. ^ Wolfgang Kayser: Kleine deutsche Versschule, Francke Verlag, 1982, p. 59 e segg.