Debito. I primi 5000 anni

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Debito. I primi 5000 anni
Titolo originale Debt: The First 5000 Years
Autore David Graeber
1ª ed. originale 2011
1ª ed. italiana 2012
Genere saggio
Sottogenere antropologia, economia
Lingua originale inglese

Debito. I primi 5000 anni (titolo originale: Debt: The First 5000 Years) è un saggio di antropologia economica e sociale pubblicato da David Graeber nel 2011 per Melville House. Il saggio è uscito in traduzione italiana nel 2012, per i tipi della casa editrice Il Saggiatore.

Il libro percorre la storia del debito in cinque millenni di storia umana, dalle antiche civiltà mesopotamiche fino alle vicende della storia contemporanea e alle crisi economiche e finanziarie del XX e XXI secolo, argomentando sul ruolo avuto dal debito nel mettere in moto rivoluzioni e mutamenti politici. In un'ampia monografia (544 pagine nell'edizione originale), Graeber offre una trattazione della storia del debito considerata da un punto di vista antropologico e non economico, dal momento che il concetto di debito, secondo l'autore, ha una rilevanza antropologica molto anteriore alla nascita di un'economia monetaria, precedendo, addirittura, la stessa invenzione della moneta.

Il libro è stato messo in relazione a movimenti d'opinione come Occupy Wall Street.[1][2][3]

Il saggio di Graeber ha vinto, nel 2012, la prima edizione del Bread and Roses Award (Premio "il pane e le rose") per la letteratura radicale[4] e l'edizione 2012 del Bateson Award della American Society for Cultural Anthropology.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gillian Tett, Debt: it’s back to the future in FT Magazine, 9 settembre 2011. URL consultato il 13 febbraio 2012.
  2. ^ Maryam Monalisa Gharavi, A History of Debt in Social Text, 31 ottobre 2011. URL consultato il 13 febbraio 2012.
  3. ^ Drake Bennett, David Graeber, the Anti-Leader of Occupy Wall Street in Bloomberg Businessweek, 26 ottobre 2011. URL consultato il 13 febbraio 2012.
  4. ^ New prize for radical writing announces shortlist, 6 marzo 2012. URL consultato il 2.5.2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]