Dead End Street

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Dead End Street
Artista The Kinks
Tipo album Singolo
Pubblicazione 18 novembre 1966
Genere Pop rock
Baroque pop
Music hall
Etichetta Pye Records
Reprise Records
Produttore Shel Talmy
Registrazione 1966; Pye Studios (No.2), Londra
Note n. 73 Stati Uniti
n. 5 Gran Bretagna
The Kinks - cronologia
Singolo precedente
(1966)
Singolo successivo
(1967)
(EN)
« What are we living for?

Two-roomed apartment on the second floor.
No money coming in,
The rent collectors knocking,
trying to get in »

(IT)
« Per che cosa stiamo al mondo?

Un bilocale al secondo piano,
Niente soldi in arrivo,
Il padrone di casa bussa alla porta,
cercando di entrare »

(Dead End Street, The Kinks)

Dead End Street è un brano musicale del gruppo rock britannico The Kinks del 1966, composto dal leader della band Ray Davies. Come in molti altri brani scritti da Davies, è molto forte l'influenza del music hall tradizionale britannico.

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

La canzone venne originariamente pubblicata come singolo non incluso in nessun LP, ma successivamente è stata inserita come bonus track in numerose ristampe di album dei Kinks come Face to Face. La traccia, come molte altre della band, tratta della povertà e miseria delle classi sociali più basse del sistema classista inglese. Il titolo Dead End Street, che significa "strada senza uscita", è una metafora della difficoltà di molti allo sfuggire alla disperata situazione nella quale si ritrovano invischiati.

Pubblicazione e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo riscosse un grosso successo nel Regno Unito, raggiungendo la quinta posizione in classifica, ma solamente la numero 73 negli Stati Uniti.[1] Nel 1976, Dead End Street è stata inserita al settantaduesimo posto nella lista dei 100 migliori singoli di sempre redatta dalla rivista New Musical Express.[2]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Per la canzone venne prodotto un video promozionale nel 1966, girato in Little Green Street, North London, zona Kentish Town.

Little Green Street, location del video di Dead End Street.

Il video venne girato in bianco e nero, e mostra i membri della band vestiti come dei becchini, e mentre interpretano vari altri personaggi. Con una durata di circa 3 minuti e 15 in totale, esso rappresenta uno dei primi veri videoclip musicali in assoluto. Dave Davies raccontò che alla BBC non piaceva il filmato, ritenendolo di "cattivo gusto".[3]

Il brano venne inciso nel periodo in cui Pete Quaife era fuori dal gruppo per riprendersi dai postumi di un incidente automobilistico che lo aveva coinvolto poco tempo prima. Mentre a suonare nella traccia è il bassista John Dalton, nel video compare invece Quaife che, ristabilitosi, era appena tornato nel gruppo.

Tracce singolo[modifica | modifica wikitesto]

Pye 7N 17222
  1. Dead End Street (Ray Davies) - 3:05
  2. Big Black Smoke (Ray Davies) -

Cover e versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone è stata reinterpretata dal gruppo rock The Jam.
  • Una versione alternativa della canzone datata ottobre 1966 è stata pubblicata nel dicembre 2008 all'interno del cofanetto box set Picture Book.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Il musicista che suona il trombone nella traccia è sconosciuto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ U.S. Chart Positions
  2. ^ NME Writers All time best singles
  3. ^ Dave Davies Returns to Little Green Street and talks about Dead End Street.
  4. ^ http://www.allmusic.com/album/r741470/review

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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