De gustibus non est disputandum
De gustibus non est disputandum[1][2] - talvolta reso anche con De gustibus non disputandum est oppure De gustibus et coloribus non est disputandum, o anche nella forma abbreviata De gustibus non disputandum - è una locuzione latina molto diffusa di origine non classica. Intende sottolineare come non sia altro che tempo perso discutere sui gusti delle persone o comunque degli animali essendo assolutamente tensioni individuali riferibili perciò alla sensibilità propria di ciascun essere. Letteralmente si traduce con "Non si può discutere sui gusti".
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il detto non proviene dai classici latini (in passato era stato attribuito a Cicerone) i quali non avrebbero usato il pleonastico est, ma si sarebbero verosimilmente limitati a un più semplice de gustibus non disputandum. In ragione di ciò, si considera che la frase possa trarre la sua origine dalla parlata aulica e ridondante, appunto, in voga presso i dotti medievali.
La locuzione è rimasta nel repertorio del cosiddetto latino maccheronico, fino a consolidarsi nell'uso moderno, a tal punto da essere persino richiamata a volte pronunciando un semplice de gustibus... sottintendendo il resto dell'adagio e il suo significato.
Dal punto di vista grammaticale, la frase presenta un complemento di argomento, introdotto da De + Ablativo, seguito da una perifrastica passiva col gerundivo.
De gustibus non est disputandum è anche il titolo di un dramma giocoso per musica composto da Carlo Goldoni nel 1754.[3]
Note [modifica]
- ^ Vedi De Gustibus Non Est Disputandum su Treccani.it.
- ^ Cfr. anche de gus·ti·bus non est dis·pu·tan·dum su merriam-webster.com/dictionary.
- ^ Vedi De Gustibus Non Est Disputandum su carlogoldoni.it.
Voci correlate [modifica]
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