De Stefano

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Famiglia De Stefano
Area di origine Reggio di Calabria quartiere Archi
Aree di influenza Reggio di Calabria, Nord Italia, Estero
Periodo anni '60 - in attività
Boss Giorgio De Stefano(morto nel 1977), Paolo De Stefano (morto nel 1985), Orazio De Stefano, Giuseppe De Stefano
Alleati Tegano Reggio di Calabria
Libri
Latella
Valle
Attività traffico di droga
riciclaggio di denaro
estorsione
usura
appalto pubblico
infiltrazioni nella Pubblica Amministrazione
Traffico di armi

I De Stefano sono una tra le più potenti 'ndrine calabresi e operano sul territorio di Reggio Calabria. Vengono definiti il clan degli "Arcoti" perché hanno la loro base nel quartiere di Archi, periferia nord di Reggio[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

I De Stefano in origine appartenevano alla 'ndrina dei Tripodo di Reggio. Si fanno strada attraverso il traffico di sigarette, dall'inizio degli anni settanta infatti ha inizio la loro ascesa criminale si ribellano ai vecchi padroni criminali della città (i Tripodo) conquistando sempre più potere.

Dagli anni settanta incrementano la loro presenza al nord e specialmente nel capoluogo lombardo[2][3].

Prima guerra di 'Ndrangheta[modifica | modifica sorgente]

Sono fra le cosche che partecipano alla prima guerra di 'Ndrangheta negli anni Settanta, causata dalla nuova generazione che si vuole immettere nei nuovi mercati illegali, come quello della droga. A Reggio Calabria i De Stefano si scontrano con i Tripodo, allora cosca egemone nel reggino. Per la guerra viene ucciso nel 1974 Giovanni De Stefano. I De Stefano vincono comunque la guerra, e tramite un accordo con la Nuova Camorra Organizzata, viene ucciso nel carcere di Napoli il capobastone della cosca rivale, Don Mico Tripodo (arrestato il 21 febbraio del 1975).[4] Da quel momento in poi i De Stefano diventano una delle cosche più importanti e influenti in tutta l'organizzazione calabrese.

L'omicidio di Giorgio De Stefano[modifica | modifica sorgente]

Nel novembre del 1977 viene ucciso un altro boss della cosca De Stefano Giorgio De Stefano all'apice della sua carriera criminale, attirato in una trappola ad un summit di ndrangheta in aspromonte; la sua eliminazione è stata decisa dalla 'ndrine di Gioia Tauro e San Luca che volevano evitare che giorgio dopo la vittoria nella prima guerra di ndrangheta diventasse troppo potente[1]

De Stefano e destra eversiva[modifica | modifica sorgente]

Il pentito Giacomo Ubaldo Lauro parla anche di un incontro nell'estate del 1970 tra i capibastone dei De Stefano Paolo e Giorgio e Junio Valerio Borghese. Secondo Vincenzo Vinciguerra la 'Ndrangheta per il golpe avrebbe messo in azione 1500 uomini.

Seconda guerra di 'Ndrangheta[modifica | modifica sorgente]

Il 13 ottobre 1985 con l'omicidio del boss Paolo De Stefano da parte degli Imerti che prima del fatto sancirono un'alleanza tramite il matrimonio del capobastone Antonio Imerti e Giuseppina Condello appartenente all'omonima 'ndrina scoppia la seconda guerra di mafia calabrese. Dopo la morte di Paolo De Stefano assumono le redini del comando il figlio sedicenne Giuseppe De Stefano e suo zio Orazio De Stefano, durante la guerra contro i Condello. Il nuovo capobastone il 2 dicembre 1985 si sposa con Antonietta Benestare, nipote del vecchio capobastone Giovanni Tegano. La guerra Condello-Imerti e De Stefano-Tegano porta nel giro di 6 anni a 685 morti. Orazio De Stefano riesce a ristabilire la pax mafiosa grazie all'intervento della cosca "amica" dei Nirta (La Maggiore) di San Luca.

Secondo il sociologo Pino Arlacchi lo sfondo della guerra fu il tentativo dei fratelli De Stefano di investire le loro ricchezze e potere di impadronirsi del Porto di Gioia Tauro. Lo scontro con la famiglia Piromalli, che di fatto monopolizzava il porto, ha causato l'omicidio perpetrato dagli Imerti nei confronti di Paolo De Stefano.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Dal 22 febbraio 2004 con l'arresto di Orazio De Stefano il capo cosca è stato Giuseppe fino all'arresto nel dicembre 2008. Carmine De Stefano fratello di Giuseppe fu già arrestato nel dicembre 2001. Paolo Rosario De Stefano figlio di Giorgio infine viene arrestato il 18 agosto 2009.

Da una indagine della DIA del 2013 emergerebbe un coinvolgimento di esponenti dei De Stefano con uomini e faccendieri legati all'ex tesoriere del partito della Lega Nord Belsito.

Esponenti di spicco[modifica | modifica sorgente]

Fatti recenti[modifica | modifica sorgente]

  • Il 18 agosto 2009 viene arrestato a Taormina Paolo Rosario De Stefano cugino di Giuseppe De Stefano, in vacanza insieme alla famiglia, tra i 30 latitanti più ricercati in Italia[5][7].
  • Il primo luglio 2010 la polizia arresta a Milano 15 presunti esponenti dei De Stefano, accusati di usura, associazione di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni[2][3].
  • Il 14 marzo 2011 si conclude l'operazione Redux-Caposaldo che porta all'arresto di 35 persone in Lombardia ritenute affiliate ai Barbaro, ai De Stefano, ai Pesce e alle cosche di Africo. Sono accusati di estorsione agli esercizi pubblici delle stazione della metropolitana, ai chioschi di panineria, alla gestione illecita del personale della sicurezza dei locali notturni, associazione mafiosa e spaccio di droga[9][10].
  • Il 18 novembre 2011 si conclude l'operazione della guardia di finanza Astrea contro 11 persone vicine alle cosche Tegano-De Stefano, tra cui appartenenti ai servizi segreti, massoneria, avvocati, commercialisti e imprenditori[11].
  • Il 3 aprile 2012 si viene a conoscenza che la DDA di Reggio di Calabria sta indagando su Romolo Girardelli presunto faccendiere dei De Stefano che sarebbe legato in affari con l'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, il primo col bisogno di riciclare denaro sporco, l'altro nascondere parte dei soldi ricevuti dai rimborsi elettorali[12]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Stop'ndrangheta.it - Archivio Web Multimediale
  2. ^ a b 'ndrangheta, maxioperazione a Milano. Maroni: in blitz a difesa dell'Expo 2015 in Repubblica.it.
  3. ^ a b Maxi operazione di polizia in tutta Italia contro il clan De Stefano, 15 arresti in Nuova Cosenza.
  4. ^ Il patto d'acciaio con i fratelli americani, fionline.it. URL consultato il 27 marzo 2009.
  5. ^ a b Arrestato il boss De Stefano era in vacanza a Taormina. Grasso: "Plauso a polizia che non va mai in vacanza" in Nuova Cosenza.
  6. ^ Arrestato Giuseppe De Stefano, capocosca della 'ndrangheta in Repubblica.it.
  7. ^ Arrestato un boss della 'ndrangheta. Era in vacanza con la famiglia a Taormina in Repubblica.it.
  8. ^ Maxi operazione dei CC a Reggio, 42 arresti, sequestrati 100 mln di beni in Nuova Cosenza.
  9. ^ Colpo alla 'ndragheta in Lombardia. 35 arresti, nel mirino droga e rifiuti in Repubblica.it.
  10. ^ Ndrangheta: 35 arresti in Lombardia in Corriere.it.
  11. ^ La Reggio-bene in manette: facevano da prestanome negli affari delle cosche in Corriere.it.
  12. ^ I duri e puri con le cosche ecco l'asse Reggio-Milano in Repubblica.it. URL consultato l'08-04-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]