De Beers

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De Beers
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Stato Sudafrica Sudafrica
Tipo azienda privata
Fondazione 1888
Fondata da Cecil Rhodes
Sede principale Sudafrica Sudafrica, Johannesburg
Persone chiave
Settore Mineraria
Prodotti
Fatturato 6,5 miliardi $ (2005)
Utile netto 554 milioni $ (2005)
Dipendenti 22.936
Slogan A Diamond Is Forever
Sito web www.debeersgroup.com

De Beers è un gruppo di imprese che si occupa del rinvenimento di diamanti, lavorandoli e commercializzandoli. Il gruppo trae origine dalla De Beers Consolidated Mines un'impresa fondata in Sudafrica nel 1888 e oggi ridotta a sussidiaria della capogruppo De Beers S.A.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cecil Rhodes, il fondatore della De Beers, iniziò vendendo pompe d'acqua ai minatori durante la grande corsa ai diamanti che nacque nel 1871, in seguito al ritrovamento di un diamante da 83,5 carati nella grande miniera a pozzo di Kimberley in Sudafrica. Investì i profitti derivanti da questo commercio nell'acquisto delle rivendicazioni territoriali dei piccoli minatori creando in sostanza una nuova impresa mineraria. L'azienda prese il nome di De Beers Consolidated Mines nel 1888 in seguito ad una fusione tra le compagnie di Barney Barnato e quella di Cecil Rhodes, all'epoca questa azienda era la sola impresa diamantifera in tutto il paese.[1][2] "De Beers" era il cognome dei fratelli che possedevano il territorio ove furono trovate diverse miniere sfruttate dall'omonima azienda[3]. Nel 1889 Rhodes raggiunse un accordo con un potente consorzio diamantifero di Londra per l'acquisto periodico di una quantità fissa di diamanti ad un prezzo precedentemente pattuito; con questo sistema si raggiunse la sicurezza di mantenere regolare la produzione e controllarne il prezzo.[4][5] L'accordo si dimostrò essere un ottimo affare perché consentì di mantenere alti i prezzi e quindi i profitti anche in momenti di crisi, infatti nel 1891-1892 la produzione in eccesso veniva ridotta e semplicemente accantonata in attesa di tempi migliori.[6] L'unica preoccupazione della compagnia era la possibile scoperta di nuove miniere, cosa che avrebbe infranto il monopolio consolidato della De Beers.[5]

La Seconda Guerra Boera fu una grande minaccia per la De Beers, infatti la città di Kimberley fu presa d'assedio e lo stesso Rhodes dovette adoperarsi tramite pressioni sul governo britannico per uscire da una situazione che minacciava pericolosamente i maggiori interessi dell'azienda.[7]

Rhodes stesso mise a disposizione dei difensori delle città tutti gli armamenti e le munizioni di cui disponeva e le materie prime per costruire nuove armi nei cantieri della miniera.[8]

Alla morte di Rhodes, nel 1902, la De Beers aveva in mano il 100% della produzione sudafricana e il 90% della produzione mondiale di diamanti.

Nel 1902 per la De Beers si verificò un brutto colpo, fu infatti scoperta una nuova miniera: la Premier Mine e il suo proprietario rifiutò di unirsi al cartello della De Beers.[9] La nuova miniera iniziò a vendere diamanti ai commercianti indipendenti Bernard e Ernest Oppenheimer, indebolendo i traffici della De Beers.[10] La produzione della Premier Mine eguagliò in breve quella di tutte le miniere De Beers ed Ernest Oppenheimer venne nominato agente locale del potente consorzio londinese (in affari da anni con la De Beers) raggiungendo anche la carica di sindaco di Kimberley in meno di 10 anni. Con queste cariche Oppenheimer iniziò a collaborare con la De Beers e durante la Prima guerra mondiale la Premier Mine fu definitivamente assorbita e Oppenheimer divenne dirigente della De Beers.

Ernest Oppenheimer investì nella compagnia diventandone azionista di maggioranza ottenendo di conseguenza un posto nel consiglio di amministrazione nel 1926 e diventandone presidente appena l'anno successivo.[10] Tuttora l'azienda è amministrata dai suoi eredi.

Durante il periodo di decolonizzazione successivo alla seconda guerra mondiale la De Beers ha dovuto accordarsi con i governi delle nuove entità nazionali venutesi a creare, perdendo quindi parte dei guadagni sull'intera produzione diamantifera nella parte meridionale del continente africano ma mantenendone di fatto il controllo.

Durante la seconda metà del XX secolo l'azienda è stata societarizzata diventando un gruppo industriale.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Un diamante grezzo estratto nella miniera De Beers a Kimberley (Sudafrica).

La De Beers è presente in 25 paesi. L'estrazione mineraria è avviata in Botswana, Namibia, Sudafrica e Tanzania. Nel Botswana l'estrazione avviene con Debswana, una Joint Venture col governo. In Namibia invece con l'impresa Namdeb, anch'essa joint venture ma con il governo della Namibia. In Tanzania in associazione con il governo, dove il 75% è di proprietà della De Beers. In Sud Africa infine con la De Beers Consolidated Mines. Nel 2007, De Beers si appresta ad aprire la prima miniera in Canada (Chiamata Snap Lake) sito nei Territori del Nord-Ovest.

Assetto[modifica | modifica sorgente]

De Beers Societe Anonyme (DBSA) è la società che gestisce tutto il Gruppo De Beers.[11]

De Beers Investments è la società privata che possiede la De Beers Societe Anonyme (DBSA), registrata in Lussemburgo. La proprietà è suddivisa tra 3 azionisti:

Oltre al 40% direttamente controllato tramite la Central Holdings, la famiglia Oppenheimer possiede anche una grossa quota della Anglo American plc. Tramite le due partecipazioni incrociate gli Oppenheimer (nella persona dell'attuale capofamiglia Nicholas "Nicky" Oppenheimer) controllano di fatto quasi la totalità della De Beers Investments.

Società del gruppo[modifica | modifica sorgente]

La De Beers Investments detiene il 100% del capitale della De Beers Societe Anonyme, la quale a sua volta controlla o partecipa nelle seguenti aziende:

Politiche aziendali[modifica | modifica sorgente]

Le varie compagnie all'interno della De Beers sono responsabili per circa il 40% della produzione mondiale di diamanti e hanno quindi il controllo mondiale del prezzo di questo bene di lusso e, per la loro rarità, d'investimento, agendo in modo da compensare all'occorrenza un afflusso eccessivo del bene sul mercato che ne farebbe inevitabilmente calare la quotazione.

La De Beers è attiva in ogni categoria dell'estrazione diamantifera: da sottoterra, alluvionale a larga scala, a livello costiero e a livello del mare. La De Beers non è coinvolta nell'estrazione di diamanti dalle miniere su piccola scala, che è poco produttiva per una grande compagnia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Martin Meredith, Diamonds Gold and War, New York, Simon & Schuster, Limited, 2007, ISBN 0743286146.
  2. ^ John Hays Hammond, The Autobiography of John Hays Hammond, Ayer Publishing, 1974, p. 205, ISBN 0405059132.
  3. ^ Storia della De Beers in The Daily Telegraph, 10 febbraio 2011. URL consultato il 4-1-2012.
  4. ^ Edward Jay Epstein, The Rise and Fall of Diamonds, Simon and Schuster, 1982, ISBN 0671412892. URL consultato il 27 novembre 2008.
  5. ^ a b Lilian Charlotte Anne Knowles, The Economic Development of the British Overseas Empire, Taylor & Francis, 2005, ISBN 0415350484.
  6. ^ Colin Walter Newbury, The Diamond Ring, Oxford University Press, 1989, ISBN 0198217757. URL consultato il 27 novembre 2008.
  7. ^ A HANDBOOK OF THE BOER WAR With General Map of South Africa and 18 Sketch Maps and Plans, London and Aldershot, GALE AND POLDEN LIMITED, 1910. URL consultato il 2 ottobre 2008.
  8. ^ Ashe, E. Oliver, Besieged by the Boers; a diary of life and events in Kimberley during the siege (1900), New York, Doubleday, Page & Co., 1900.
  9. ^ Tom Zoellner, The Heartless Stone: A Journey Through the World of Diamonds, Deceit, and Desire, McMillan, 2007, ISBN 0312339704. URL consultato il 27 novembre 2008.
  10. ^ a b De Beers S.A., Encyclopedia Britannica.
  11. ^ The Family of Companies - The De Beers Group

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