De Amore

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Il De Amore o De Arte Honeste Amandi è un trattato in tre libri di Andrea Cappellano della seconda metà del XII secolo in cui si fissano norme e canoni dell'amor cortese.

Nei primi due libri Cappellano fa espliciti riferimenti all'amore extraconiugale, poi, per evitare di essere censurato, nel terzo libro quasi nega le teorie espresse nei primi due. In questo modo il trattato risultò maggiormente accettabile per la morale corrente e ciò gli permise di acquisire un grande successo.

Protagonista dell'opera è un maestro d'amore, Gualtiero (in cui l'autore rappresenta se stesso) che intrattiene quattro nobildonne: Maria di Champagne, Eleonora d'Aquitania, Ermenegarda di Narbona e Isabella di Fiandra.

Il trattato si propone due obiettivi:

  • Offrire le regole fondamentali del comportamento amoroso;
  • Definire in che cosa consiste il Fin'Amor («amore perfetto»).

A tali questioni sono dedicati i primi due libri. Nel terzo libro, intitolato De reprobatione amoris («la condanna dell'amore»), si assiste invece a un'imprevista ritrattazione. L'autore prende le distanze da quanto aveva affermato nei primi due libri e soprattutto dalla teorizzazione dell'amore libero che là era esaltato nei suoi aspetti virtuosi e morali in contrapposizione all'amore matrimoniale. Il terzo libro si conclude infatti con la rivalutazione del matrimonio e della semplice amicizia fra i sessi.

Nonostante fosse stata condannata dalla Chiesa (ricevette nel 1277 un attacco da parte del vescovo di Parigi) l'opera ottenne uno straordinario successo fra la classe aristocratica e fra l'alta borghesia nascente (soprattutto fiorentina). Fu tradotto nelle principali lingue europee ed ebbe grande influenza sul modo di concepire l'amore in letteratura fino al Rinascimento.


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