Dawit II

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Lebna-Dengel

Lebna-Dengel (Incenso della Vergine; 15012 settembre 1540) fu re d'Etiopia con i nomi di Wanag Saga, di Dawit II e di Etana Dengel dal 1508 al 1540.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ha otto anni alla morte del padre Naod. La nonna Eleni (morta verso il 1520) esercita la reggenza durante la sua minore età. È consigliata dal portoghese Pedro de Covilham. Figlia di un principe musulmano, mantiene la pace e favorisce il commercio con i paesi islamici attraverso l'intermediazione del sultanato di Adal.

Allo scopo di allentare la stretta dell’Islam che controlla le vie d'uscita del suo regno verso il Mar Rosso e l'Oceano Indiano, la regina Eleni invia in ambasciata a Lisbona il metropolita della Chiesa d'Etiopia, l'armeno Mateus. Nel 1509, riesce a raggiungere Albuquerque in India all'insaputa degli agenti dell'Egitto facendosi passare per un mercante di pelli, infine raggiunge il Portogallo dopo quattro anni di navigazione.

Nel 1515, il giovane David II, che cerca di liberarsi della tutela di Eleni, fonda una nuova capitale a Entotto. L'imperatrice, ancora influente, invia un'ambasciata a Gerusalemme via Il Cairo, ma i rapporti tra cristiani e musulmani peggiorano a causa della presenza portoghese nell'Oceano Indiano.

Mahfouz emiro di Harar, con il rinforzo di truppe e di uno stendardo venuti dall'Arabia, lancia una spedizione contro il Fatajar nel 1516. David II gli tende un'imboscata, lo uccide, e invade l'Adal, ove distrugge il palazzo del Sultano, mentre la flotta portoghese di Lope Soares prende Zeïla e brucia la città (1517). Il successo di David II gli permette di deporre l'imperatrice Eleni e di governare a modo suo.

Il sultano dell'Adal Abu-Bakr ibn-Mohammed, con l'aiuto dell’emiro Aboun-ben-Adash, ristabilisce l'ordine nel regno. I portoghesi, che progettano di impadronirsi della Mecca unendo le sue forze con quelle dell'imperatore d'Etiopia, inviano un'ambasciata dall'India attraverso il Mar Rosso. Il 10 aprile 1520, Don Diego Lopes de Siqueira sbarca, a Massaua, Mateus l'Armeno che guida un piccolo gruppo al comando di Don Rodrigo de Lima, comprendente, oltre al cappellano Alvarez, degli organisti, dei pittori e un tipografo. Mateus muore già nei primi giorni del viaggio, e il gruppo arriva con difficoltà nello Scioà a Debra-Libanos presso l'Imperatore, passando per Yéha, Aksum, Lalibela e il Lago Haïk. David II sembra poco ansioso di ricevere l'ambasciata, mentre la regina Eleni, vecchia, non è più a Corte. Il re finisce per intrattenere i delegati che ottengono dei messaggi incoraggianti, ma senza un vero impegno politico; poi ripartono per Massaua nel 1526.

Nel 1527, il predicatore musulmano Ahmed Gragne, che ha preso il potere a Harar, rifiuta di pagare il tributo a David II. La tregua è rotta. Attaccato dall'esercito etiopico del governatore del Bali, Gragne ha subito il sopravvento, poi riorganizza le sue truppe con la massa dei Somali fanatizzati e comincia la guerra santa (jihad) contro l'Etiopia fino al 1542. A partire dal 1531, le truppe di Gragne mettono a sacco l'Etiopia. Nel 1535, David II, braccato senza tregua, si appella ai Portoghesi ai quali invia João Bermudes, membro dell'ambasciata portoghese dal 1520. Questi interverranno solo sei anni più tardi, nel 1541. Ahmed Gragne termina la conquista dell'Abissinia nel 1536, con l'eccezione di qualche regione montagnosa, ove si sono rifugiati David II e i suoi armati. Il paese è devastato a tal punto che gli stessi invasori sono vittime della carestia.

David II, inseguito da Ahmed Grange, muore nel 1540 nel monastero di Debra-Damo. Claudius gli succede.

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