David Vitter

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
David Vitter
DVitterOfficial.jpg

Senatore, Louisiana
Durata mandato 3 gennaio 2005 - In carica
Predecessore John Breaux

Membro della Camera dei Rappresentanti - Louisiana, distretto n.1
Durata mandato 29 maggio 1999 – 3 gennaio 2005
Predecessore Bob Livingston
Successore Bobby Jindal

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica conservatore
Firma Firma di David Vitter

David Bruce Vitter (New Orleans, 3 maggio 1961) è un politico statunitense, senatore per lo stato della Louisiana e in precedenza membro della Camera dei Rappresentanti per lo stesso stato dal 1999 al 2005.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver ricevuto dei bachelor dall'Università di Harvard e dall'Università di Oxford, Vitter si laureò in legge nel 1988. Prima di entrare in politica esercitò la professione di avvocato e insegnò alla Loyola University New Orleans.

Dal 1992 al 1999 fu membro della Camera dei Rappresentanti della Louisiana, finché non fu eletto alla Camera dei Rappresentanti nazionale, in un'elezione speciale per decretare il successore del dimissionario Bob Livingston.

Nel 2002 Vitter pianificò la campagna elettorale per governatore, ma fu costretto a ritirarsi in seguito a uno scandalo di natura sessuale.

Due anni dopo si candidò per il Senato e vinse le elezioni. Nel 2010 fu poi rieletto per un secondo mandato.

Di ideologia fortemente conservatrice, Vitter ha spesso esposto le proprie opinioni contrarie ai matrimoni gay, all'aborto, al controllo delle armi, al gioco d'azzardo e al sesso prematrimoniale.

La carriera politica di Vitter è stata spesso ostacolata dalle accuse secondo cui avrebbe avuto svariati rapporti con delle prostitute. Egli ha sempre cercato di mantenere privata la questione, ma ha ammesso la sua implicazione nei fatti di cui era stato accusato[1] e si è scusato con sua moglie per gli sbagli commessi[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nuovo sexy-scandalo per il senatore Vitter, lo accusa un'ex prostituta, La Stampa. URL consultato il 17 gennaio 2015.
  2. ^ (EN) GOP senator admits link to escort service, Politico. URL consultato il 17 gennaio 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]