Datto di Bari

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Datto di Bari (Bari, 980 circa – Bari, 15 giugno 1021) è un personaggio della storia di Bari, che, assieme al cognato Melo, si rese protagonista dell'insurrezione anti-bizantina avvenuta a Bari nel 1009.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sconfitti gli insorti nella riconquista di Bari da parte di Basilio Argiro il Mesardonite (1011), Melo trovò scampo presso i principi longobardi, mentre Datto si rifugiò nell'Abbazia di Montecassino. Quando però il catapano bizantino impose all'abate Atenolfo il rispetto dei patti con Bisanzio, Datto dovette lasciare l'abbazia benedettina e trovare accoglienza nelle terre del Papa che gli affidò il controllo della torre sulla foce del Garigliano, posta proprio sul confine.

Dopo la battaglia di Canne (1018), però, Basilio Boioannes riportò i principi longobardi sotto l'obbedienza bizantina e snidò Datto nella sua roccaforte di confine. Datto, catturato, fu condotto a Bari dove fu costretto alla infamante cavalcata su un'asina per le vie cittadine e infine alla condanna a morte per mazzeratura: legato vivo dentro un sacco, in compagnia di una scimmia, un gallo, e una serpe, fu gettato e annegato in mare il 15 giugno 1021.

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. De Blasiis, L'insurrezione pugliese e la conquista normanna nel secolo XI, 3 voll., Napoli 1869-73
  • Jules Gay, L'Italia meridionale e l'Impero Bizantino dall'avvento di Basilio 1. alla resa di Bari ai Normanni (867-1071). Firenze 1917 (ed. orig. francese 1904)
  • John Julius Norwich, I Normanni nel Sud 1016-1130. Mursia: Milano 1971 (ed. orig.: The Normans in the South 1016-1130. Longmans: London, 1967).