Dark cabaret

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Dark cabaret
Origini stilistiche Punk rock
Folk rock
Post-punk
Glam rock
Death rock
Darkwave
Gothic rock
Vaudeville
Burlesque
Origini culturali anni settanta, principalmente in Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti
Strumenti tipici Voce
Chitarra elettrica
Chitarra acustica
Basso
batteria
Tastiera
Pianoforte
Violino
Violoncello
Fisarmonica
Tromba
Popolarità È stato un genere principalmente underground, ma è diventato più popolare a livello mediatico a metà degli anni 2000.
Generi correlati
Death rock
Gothic rock
Darkwave
Categorie correlate

Gruppi musicali dark cabaret · Musicisti dark cabaret · Album dark cabaret · EP dark cabaret · Singoli dark cabaret · Album video dark cabaret

Amanda Palmer dei The Dresden Dolls.

Il dark cabaret è un genere musicale nato negli anni settanta, caratterizzato da influenze musicali derivate dal folk, punk rock e post-punk, death rock, gothic rock e darkwave, unite ad una trasposizione musicale ed estetica di generi teatrali come il cabaret tedesco, il vaudeville, il burlesque[1]. Sono inoltre presenti forti riferimenti al genere cinematografico noir.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Gli elementi distintivi del dark cabaret sono il pianoforte utilizzato in un modo trainante ed incisivo e voci maschili o femminili estremamente basse, influenzate da artisti come PJ Harvey[1]. In alternativa, la musica può essere incentrata su strumenti come il violoncello, il violino, la fisarmonica o la tromba.

Il termine deriva dalla recensione in un catalogo dell'etichetta discografica Projekt Records dell'album Dream Home Heartache di Rozz Williams, descritto come cabaret noir[2] o glam cabaret[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Uno dei primissimi gruppi a suonare in questo stile furono i Tiger Lillies, formatisi nel 1989, che fondevano vaudeville, opera e musica gitana[4]. Negli anni ottanta c'era stato un revival del cabaret satirico grazie a gruppi come Fascinating Aida e Kit and the Widow, e la band univa questo stile a testi che parlavano di blasfemia, prostituzione e zoofilia cantati in falsetto[5]. Nel 1999 la pianista e voce statunitense Jill Tracy pubblicò il suo secondo album Diabolical Streak, nel quale erano utilizzati strumenti come violino e violoncello[6]. Il periodico Shift lo inserì nella lista Top 10 Neo-Cabaret albums of all time[6].

Un esempio di “pre-dark cabaret” è The End, l'album della cantante tedesca Nico, uscito nel 1974; è considerato tale soprattutto per canzoni come You Forgot To Answer e Secret Side. Altri artisti che hanno contribuito alla nascita della scena dark cabaret sono Klaus Nomi, Marc Almond, The Virgin Prunes, lo stile punk opera di Nina Hagen e Lydia Lunch, specialmente per il suo album pubblicato nel 1980, Queen of Siam[7].

Il gruppo gothic rock Siouxsie and the Banshees ha dato invece un contributo all'evoluzione di questo genere verso sonorità post-punk, con la canzone Peek-a-Boo, contenuta nell'album Peepshow, del 1988. Il video della canzone è “vaudevilliano”, una sorta di puzzle schizofrenico dove figurano elementi propri del dark cabaret successivo[7]. Anche canzoni come Christian Circus Joe e la semi-jazz Psychic Sarah dei Sex Gang Children, realizzate più o meno nello stesso periodo, sono esempi di fusione di un suono dark cabaret, post-punk e gothic rock.

Il gruppo di Seattle Salon Betty, nel 1994, apporta al genere un tocco sensuale e sarcastico con il singolo Last Cigarette e l'album The Big Hair Sex Circus. Rozz Williams, ex leader dei Christian Death, al contrario ha portato il dark cabaret verso una direzione ancora più improntata su tematiche ed estetica oscure con Dream Home Heartache, pubblicato nel 1995.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Il termine dark cabaret è spesso associato ad una vasta gamma di gruppi punk opera, neoburlesque, gothic ragtime, apocalyptic folk, neofolk, psych folk nati negli anni novanta; questo perché il genere in sé può potenzialmente assumere, come effettivamente è successo, un'enorme varietà di sfaccettature. Il risultato è l'impossibilità di distinguere gli artisti che hanno fatto parte appieno della scena dark cabaret da quelli che invece ne sono stati soltanto influenzati.

Alcune band death rock ad esempio, abbandonando le radici del genere per sperimentare le sonorità della musica elettronica, si avvicinarono molto allo stile dark cabaret. Tra queste si possono citare ad esempio i Deadfly Ensemble[8] (il progetto solista di Lucas Lanthier dei Cinema Strange). Nel 1999 gli stessi Cinema Strange appaiono al Goth Oddity: A Tribute To David Bowie eseguendo la traccia Time e aggiungendovi tracce di pianoforte come nella classica tradizione cabaret.

Gli Xyra & Verborgen, che nel 1998 hanno creato un nuovo genere classificato come Cabaret Rock Nouveau-Goth Art Rock[9], i Katzenjammer Kabarett, che si sono autodefiniti prima deathrock cabaret e successivamente post-punk cabaret[10], la band deathrock Deadchovsky nell'album Decadence Revolution (2004) e in particolare nel brano Le Sandwichier Glauque De Montmartre, ove hanno fatto uso di elementi cabarettistici[11], e gli Schizowave, band fondata nei primi mesi del 2004 dalla cantante e pianista di origine russa Lena Potapova e che miscelava cabaret e jazz a tinte dark in stile Tom Waits[12], sono altri esempi che mostrano l'ampia varietà di forme che questo genere ha assunto.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Il termine dark cabaret divenne popolare solo a partire dal 2005, quando la Projekt Records, etichetta specializzata in gothic rock, pubblicò la compilation Projekt Presents: A Dark Cabaret. L'album conteneva Flowers da Dream Home Heartache di Rozz Williams insieme ad altre tracce, tra cui Evil Night Together di Jill Tracy e Coin-Operated Boy dei The Dresden Dolls. Questi ultimi, formati nel 2000 da Amanda Palmer e Brian Viglione, descrivono la propria musica come punk cabaret brechtiano, termine coniato dalla Palmer nel 2003, in parte per evitare la classificazione come gruppo gothic rock[13]. Tuttavia, a causa del loro stile musicale e di abbigliamento, i Dresden Dolls sono stati rapidamente inseriti nel movimento dark cabaret[14]. In seguito altri gruppi hanno iniziato a definirsi dark cabaret; tra questi Tragic Tantrum Cabaret e BirdEatsBaby[15][16].

Il panorama italiano[modifica | modifica sorgente]

I Deviate Damaen, baluardi storici, critici ed irrequieti della scena dark italiana, dimostrano - sin dai loro primissimi album - un approccio musicale alla lunga tendente a sonorità dark cabaret (specialmente nel singolo del 2003 "Luciditas semper Luciditas").

Altre suggestioni dark sono legate alla folk band Calle della Morte, negli album Tardo Autunno (2003) (specialmente nei brani Tardo Autunno e Ballerino di tango si uccide) e Gente di malaffare (2005).

Nel 2005 la folk band Ianva realizza un mini cd intitolato La ballata dell'ardito, contenente tracce in stile cabaret e persino una cover del brano di Jacques Brel intitolato Amsterdam. L'anno successivo ripubblicano l'album in versione estesa con il nome Disobbedisco!, aggiungendo altri pezzi del medesimo genere come Tango della Menade.

Nel 2006 la band italiana Ataraxia registra l'album Paris Spleen, che unisce alle loro caratteristiche sonorità dark elementi della tradizione chansonnaise e cabarettistica francese; alla produzione dell'opera ha contribuito addirittura una compagnia teatrale d'oltralpe, Madame Bistouri and CircuZ KumP.

Nello stesso anno, gli Spiritual Front varcano le soglie del loro tradizionale suicidal pop nell'album Armageddon Gigolo per sperimentare una sorta di fusion tra cabaret e dark/apocalyptic folk.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Gruppi musicali dark cabaret e Categoria:Musicisti dark cabaret.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) The Dresden Dolls, Allmusic.com. URL consultato il 04-12-2009.
  2. ^ (EN) Gitane Demone interviewed by Matthew Moyer, Ink19.com. URL consultato il 04-12-2009.
  3. ^ (EN) Rozz Williams interviewed by Johnny Walker, Thebluhour.free.fr. URL consultato il 04-12-2009.
  4. ^ (EN) Tiger Lillies, Allmusic.com. URL consultato il 04-12-2009.
  5. ^ Kenneth Goldsmith Criminal Castrati, New York Press, 13 maggio 1998
  6. ^ a b (EN) Jill Tracy: The Tale, Jilltracy.com. URL consultato il 04-12-2009.
  7. ^ a b Boudoir Noir, da The Art and Popular Culture Encyclopedia
  8. ^ The Deadfly Ensemble: A Seed Catalog for Extinct Annuals, da ReGen Magazine, 23 aprile 2008. URL consultato il 2-2-2010
  9. ^ Pagina ufficiale di Xyra: da un articolo del Washington City Paper, 29 marzo 1999. URL consultato il 2-2-2010
  10. ^ Intervista ai Katzenjammer Kabarett. URL consultato il 2-2-2010
  11. ^ Intervista ai Deadchovsky, da Grave Jibes Fanzine. URL consultato il 2-2-2010
  12. ^ Schizowave. URL consultato il 2-2-2010
  13. ^ Deborah Speer, The Dresden Dolls, Pollstar, 3 aprile 2006
  14. ^ (EN) The Dresden Dolls, Yes, Virginia, Guardian.co.uk. URL consultato il 04-12-2009.
  15. ^ (EN) Tragic Tantrum, Tragictantrum.com. URL consultato il 04-12-2009.
  16. ^ (EN) Birdseatbaby, Birdeatsbaby.com. URL consultato il 04-12-2009.