Dario Puccini

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Dario Puccini (Roma, 1921Roma, 5 marzo 1997) è stato un critico letterario e docente italiano, fu uno dei massimi studiosi italiani di letteratura spagnola e ispano-americana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dello scrittore Mario Puccini [1]. Aderì alla Resistenza romana e fu arrestato nel 1942 dai tedeschi.

Ispanista, fu docente universitario a Cagliari e alla Sapienza - Università di Roma. Nel 1956 firmò il Manifesto dei 101 contro l'invasione sovietica in Ungheria. Tradusse in italiano e curò le opere di poeti e scrittori spagnoli e latinoamericani; da Pablo Neruda a Octavio Paz, da Nicolás Guillén a Jorge Amado, da Manuel Scorza a Gabriel García Márquez, da Jorge Luis Borges a Rafael Alberti, di cui fu molto amico [2]. Fondò nel 1980 e diresse la rivista Letterature d'America.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Miguel Hernández. Vita e poesie, Mursia 1966
  • Sor Juana Ines de la Cruz, Edizioni dell'ateneo, 1967
  • La parola poetica di Vicente Aleixandre, Bulzoni,1971
  • Romancero de la Resistenza Spagnola (1936-1965), Laterza, 1974
  • Il segno del presente, studi di letteratura spagnola, edizioni dell'Orso, 1992
  • Una donna in solitudine, Cosmopoli, 1996
  • Epistolario R. Alberti-D. Puccini. Corrispondenza inedita (1951-1969), I parabordi, 2009

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E' morto l' ispanista Puccini
  2. ^ la Repubblica.it