Danza del sole
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La Danza del Sole (il cui nome orginale è Wiwanyag Wachipi, cioè Danza guardando il Sole) rappresenta l'apice del calendario spirituale e rituale di tutte le nazioni tribali del Nord America.
È un rituale di purificazione collettiva della durata di quattro giorni che prevedeva il digiuno, l'autosacrificio e la donazione di sé. Mediante questo atto sacro si rende grazie dell'anno trascorso e si invocano le forze divine chiedendo protezione e prosperità per tutti gli esseri viventi.
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[modifica] Esecuzione del rito
Alla base di questo rituale vi è il concetto di autosacrificio, della donazione che ogni danzatore fa del proprio corpo e del proprio sangue attraverso un digiuno di quattro giorni e, soprattutto, per mezzo della trafittura rituale: il danzatore si infila dei pezzetti di legno acuminati (un tempo artigli di aquila) sotto la pelle del petto, i quali erano legati a delle funi annodate all'albero sacro (di solito un pioppo di tipo cottonwood) posto al centro dello spazio consacrato in cui si svolgeva il rito. Colui che balla si deve liberare tirando le funi e strappando le proprie carni; il dolore prodotto era molto forte e spesso i danzatori riuscivano a sopportarlo solo cadendo in una sorta di trance in cui potevano ricevere delle visioni. L'autosacrificio è uno splendido simbolo del loro concetto di amore, che altro non è se non donazione di sé agli altri.
[modifica] Simbolismo
Per coloro che la eseguono essa significa esteriormente almeno, un'unione virtuale con lo Spirito solare, dunque con il Grande Spirito.
Questa danza simboleggia il ricollegarsi dell' anima alla Divinità: come il danzatore è attaccato all'albero centrale, per mezzo di striscie di cuoio che simboleggiano i raggi del sole, così l'uomo si ricollega al Cielo per mezzo di un legame misterioso che l'Indiano suggellava un tempo con il suo sangue, mentre si accontenta ai nostri giorni di un digiuno ininterrotto di tre o quattro giorni. Il danzatore, in questo rito, è come un'aquila che vola verso il sole: con il fischietto fatto d'osso d'aquila, produce un suono stridente e lamentoso imitando in un certo modo il volo dell'aquila, con le piume che porta nella mani. Questo nesso in qualche modo sacramentale con il sole lascia nell'anima una traccia indelebile.
[modifica] Cenni storici
Questo rituale fece inorridire i missionari cristiani che per primi ebbero occasione di assistere alla danza: gli indiani furono costretti a praticarla in segreto dal 1890 al 1928 a causa della feroce repressione della spiritualità nativa da parte del governo americano. I nativi di oggi ne hanno fatto invece un formidabile mezzo di riappropriazione della propria cultura e della propria identità.

