Daniele Gasparini
Daniele Gasparini (Senigallia, 6 dicembre 1975) è un compositore italiano.
[modifica] La vita
Compie precocemente gli studi di composizione principalmente sotto la guida di Aurelio Samorì al conservatorio G. Rossini di Pesaro ed Azio Corghi presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, intraprendendo una carriera che, dopo il terzo premio al Masterprize di Londra (1997/98), lo porta ad ottenere prestigiosi riconoscimenti tra cui il Premio Valentino Bucchi (2000), il Premio 2 Agosto (2002), Premio Reina Sofia (2004), il Premio Guido d’Arezzo (2006), il Groot Omroepkoor Prijs della Radio Nazionale Olandese (2007), il Premio Pablo Casals (2009) e a ricevere commissioni da istituzioni quali la Fondazione Arena di Verona e la Münchner Gesellschaft für Neue Musik. Eseguito da interpreti e formazioni di primo livello, quali la London Symphony Orchestra diretta da Daniel Harding, la BBC Symphony Orchestra, la Pittsburgh Symphony Orchestra, l’Orchestra della Radio-Televisione Spagnola (RTVE) diretta da Adrian Leaper, Salvatore Accardo, il Trio di Parma e così via, le sue opere sono state radiotrasmesse in molti paesi del mondo. Attualmente insegna presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali G.B. Pergolesi di Ancona.
Caratterizzata da uno stile fortemente personale la musica di Gasparini è una musica «che qualcuno potrebbe considerare neostrutturalista per il rigore quasi matematico con cui è costruita: tutti i procedimenti tipici della “musica contemporanea” vi sono utilizzati, ivi compresi i rapporti proporzionali della “sezione aurea” e le permutazioni serialeggianti. Anche l’acribia notazionale procede nella stessa direzione (una direzione il cui tecnicismo qualcuno giudicherebbe fin troppo “accademico”). In realtà il risultato sonoro di questa costruzione, così iperstrutturata, è sorprendentemente espressivo, anzi psicagogico e a tratti perfino allucinogeno: la musica ti risucchia in un teatro mentale affascinante ed inquietante, stracolmo di eventi, anche traumatici, suggestioni e paesaggi interiori. La componente onirica e visionaria, così evidente, non ha però nulla di espressionistico. Le ombre e i fantasmi che abitano la musica di Gasparini sono il prodotto di un processo compositivo ordinato e cristallino, di un modus operandi (forse un po’ ossessivo) la cui meta è la costruzione di un mondo ″où l’Indécis au Précis se joint″. Un mondo in cui, come in un quadro di Chagall, anche le allucinazioni sono leggere come bolle di sapone. In cui tutto è controllato e regolato iuxta propria principia. Un mondo musicale perfetto, insomma, che proprio per questo non esiste» (Emilio Sala, Teatro per quintetto, Il giornale della musica, 11/2009, p. 30).
[modifica] Opere principali
- Through the Looking Glass (1997) per orchestra sinfonica
- Le mummie di Federico Ruysch, operetta morale in musica (1999) per soli, coro ed ensemble su testo di Giacomo Leopardi
- Pensieri di cristallo (2000) per pianoforte
- La morte rose (2000) per violino e pianoforte
- La lente d’Oiram (2002) per quartetto di flauti
- Il violino invisibile (2002) per violino e orchestra
- È l’ora delle fate (2003) per ottetto di fiati e voce recitante su testi di William Shakespeare
- Myselves Passacaglia (2003) per orchestra sinfonica
- Dove la rosa scorda i suoi fantasmi (2004) per trio (violino, violoncello, pianoforte) e orchestra
- Why east wind chills (2004) per coro
- Quando il vento sognava (2008) per quintetto (flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte)
[modifica] Collegamenti esterni
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