Danae (Rembrandt)

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Danae
Danae
Autore Rembrandt Harmenszoon Van Rijn
Data 1636
Tecnica olio su tela
Dimensioni 185 cm × 203 cm 
Ubicazione Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo

Danae è un dipinto a olio su tela (185x203 cm) realizzato nel 1636, ma rimaneggiato successivamente, dal pittore Rembrandt Harmenszoon Van Rijn.

È conservato nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.

L'opera è firmata e datata "REMB(…) F 1(…)6".

Danae era stata rinchiusa dal padre Acrisio in seguito alla profezia che lo vedeva morto per mano del nipote. Zeus, però, trasformatosi in pioggia d'oro - secondo altre versioni, in monete d'oro - riuscì a raggiungere la fanciulla: dalla loro unione nacque Perseo, che uccise il nonno in un torneo.

Rembrandt rappresenta la giovane sul suo letto, illuminata da una luce dorata, che potrebbe alludere alla purezza dell'amore divino, concetto rafforzato dalla presenza dell'amorino alla testa del letto, simbolo di castità. Nel 1985 il quadro fu deturpato con dell'acido.

Tra le possibili fonti di ispirazione seguite da Rembrandt si annovera un’incisione di Annibale Carracci raffigurante Giove e Antiope o secondo altra interpretazione Venere spiata da un satiro (1592)[1]. Vari elementi sembrano, infatti, coincidere tra la tela di Rembrandt e l’incisione del Carracci, come la posizione delle gambe e del bacino della donna nuda, la prominenza del suo ventre, il ricamo dei cuscini[2].

Non è escluso inoltre che Rembrandt possa aver avuto in mente anche un’altra opera di Annibale, dedicata allo stesso soggetto del suo dipinto (Danae), andata distrutta nel corso della seconda guerra mondiale[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Un’immagine dell’incisione di Annibale Carracci
  2. ^ Lorenzo Pericolo, Nude in motion: Rembrandt's Danae and the indeterminacy of the subject, in Alexander Nagel e Lorenzo Pericolo, Subject as aporia in early modern art, Burlington (Vermont), Ashgate Publishing, 2010 pp. 209-213.
  3. ^ Eric Jan Sluijter, Rembrandt and the Female Nude (Amsterdam Studies in the Dutch Golden Age), Amsterdam University Press, 2006, pp. 229-230.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberta D'Adda, Rembrandt, Milano, Skira, 2006.