Damien Hirst

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Damien Hirst nel 2007.

Damien Steven Hirst (Bristol, 7 giugno 1965) è un artista britannico, capofila del gruppo conosciuto come YBAs (Young British Artists).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Noto soprattutto per una serie di opere in cui corpi di animali, come squali tigre, pecore e mucche, sono imbalsamati e immersi in formaldeide, la morte è il tema centrale delle sue opere. Genio indiscusso dell'arte contemporanea, Hirst domina la scena artistica britannica durante gli anni novanta, portandola alla ribalta internazionale. La sua veloce ascesa (a quarant'anni valeva già una cifra pari a cento milioni di sterline) è strettamente legata alla vicinanza e promozione da parte del collezionista e pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi,[1] anche se le continue frizioni tra i due portarono nel 2003 alla fine della proficua collaborazione.

Manifesto della sua poetica è The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living (ovvero, L'impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo), consistente in uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro una vetrina. Quell'opera divenne il simbolo dell'arte britannica degli anni novanta. La vendita dell'opera nel 2004 ha reso Hirst l'artista vivente più caro dopo Jasper Johns. Intimamente legato non solo all'informale, ma anche all'action painting e alla pop art, è noto pure per le sue tecniche definite spin paintings, realizzate dipingendo su una superficie circolare in rotazione come un vinile sul giradischi, e spot paintings, consistenti in righe di cerchi colorati, spesso imitate dalla grafica pubblicitaria degli ultimi anni.

Nel 1995 Hirst vinse il premio Turner, avendo la meglio su gli altri tre finalisti: Mona Hatoum, Callum Innes e Mark Wallinger, dopo essere già stato candidato nel 1992. A 16 anni Hirst fu portato da un suo amico, che studiava biologia, a visitare l'obitorio di Leeds, e rimase particolarmente affascinato dai corpi che si ritrovò davanti.[1] Altrettanto importante per la sua formazione fu l'aver lavorato, come centralinista, per la M.A.S. Research, una ditta di ricerche di mercato. Li imparò che con una telefonata si può comprare qualsiasi cosa, anche uno squalo in Australia. Nell'occasione di dover comprare lo squalo, contattò il pescatore di pescecani Vic Hislop, che per seimila dollari, quattromila per la cattura e duemila per il viaggio sino a Londra, lo accontentò. Poliedrico e imprenditore nel 1997 diresse un video per i Blur. Insieme a Matthew Freud ed altri, all'inizio del 1998 aprì Pharmacy, un bar-ristorante. Una volta chiuso Pharmacy gli arredi, progettati da Hirst furono tutti battuti all'asta. A tal proposito vale la pena ricordare come le case d’asta maggiori, Christie's e Sotheby's in particolare, si siano prestate al gioco di alzare le quotazioni in modo anche artificiale, con il risultato di soffiare sul fuoco della spettacolarità.

La concezione artistica di Hirst ha una forte attinenza con la moda contemporanea; le sue opere di maggiore impatto, quali lo squalo o il toro sotto formaldeide, sono paragonabili allo spettacolo di una sfilata di prima linea, indispensabile per far sognare le donne di tutto il mondo, delle quali però molti dei pezzi probabilmente non saranno mai messi in produzione. I piccoli spot, gli spin painting e i lavori con le farfalle di più modeste dimensioni permettono a molti galleristi, ma soprattutto a privati, di possedere un pezzo “prêt-à-porter” di Hirst Hirst, con l'illusione che sia una piccola parte dello squalo tigre di cinque metri. È evidente anche che l'arte e la moda abbiano sempre maggiori connessioni, e i temi spesso si sovrappongono.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le opere di Hirst più note consistono in uno squalo in formaldeide, pezzi di mucca anch'essi conservati in enormi teche, bacheche in cui vengono raccolti con attenzione tassonomica mozziconi di sigaretta, grandi scaffalature che contengono i farmaci da cui tendiamo a essere dipendenti. Anche Hirst cerca di creare immagini il più possibile visibili, memorabili, capaci di scavare buchi nella coscienza. L'idea del farmaco e delle sostanze che immettiamo nel nostro corpo senza sapere se portino danno o salute è costantemente presente, così una concezione di circolarità tra vita e morte che è stata espressa in vetrine dove, grazie ai resti di un animale, prosperava una colonia di mosche.

Ironia e orrore, bellezza e crudeltà, nascita e morte sono i poli tra i quali oscilla il senso teatrale di un'opera che sa presentarsi sempre in modo diretto e inconfutabile. L'ambiguità del messaggio, che contrasta con la cieca violenza della forma, colpisce e fa centro. Sebbene appaia trasgressivo e irritante, poco educato, talvolta irresponsabile nell'elaborazione del suo punto di vista e alquanto sbrigativo nella gestione manageriale e cinica del proprio personaggio, è sorprendente verificare la qualità di sfumature che attraversano il suo lavoro e l'estrema lucidità con cui Hirst riesce a stabilire un livello di comunicazione immediata con lo spettatore.

I titoli delle opere di Hirst hanno una tale poetica che, molte volte, nascono ancor prima dell'opera stessa. Per Hirst non è un problema ammettere l'appropriazione di idee né da artisti famosi quali Koons, Richter, Nauman, Serra, Kounellis, Judd, né tanto meno da amici e compagni al Goldsmiths, come Marcus Harvey, concittadino di Leeds. Molto importanti sono anche le collaborazioni. Durante Some Went Mad, Some Ran Away alla Serpentine nel 1995, Hirst ha invitato Hiroshi Sugimoto, Andres Slominski, Michael Joo e Kiki Smith.

Il primo obiettivo di Hirst è di creare un avvenimento, ciò che importa non è l’arte ma lo shock che provoca. Per Hirst gli artisti sono come delle star ed i giornali trattano l’arte contemporanea e i suoi protagonisti con la stessa enfasi e le stesse modalità comunicative delle notizie scandalistiche. Hirst, come d'altronde molti grandi artisti da Warhol in poi, non crede più nella manualità dell’autore, ormai l’intento è comunicare idee, lui vuole essere un marchio. Oggi per Hirst lavorano una quarantina di persone, ma ci sono stati periodi in cui il numero si è addirittura raddoppiato.

Hirst ha assimilato e rimodellato l'idea di “ready made”, prima di Duchamp e poi di Warhol, non su semplici oggetti inanimati, cosa che già al tempo dei due predecessori aveva destato piuttosto scandalo, ma su esseri viventi, che una prima vita l'hanno già avuta, e nel vero senso della parola. Ma la capacità di Hirst non è quindi quella biblica di farli risuscitare, ma la loro nuova esistenza è quella immortale dedicata solo all'arte. Hirst riporta l'arte ad un coinvolgimento fisico, e non più esclusivamente emotivo, com'è diventata dall'Impressionismo in poi. Davanti ad una teca con una pistola ed una sigaretta lo spettatore è quasi obbligato a soffermarsi sui pensieri che invaderebbero il proprio cervello nel tempo che intercorre dall'accensione della sigaretta allo scatto del grilletto. Così come fece ad esempio Masaccio nella sua Trinità, con la frase incisa sotto lo scheletro, che induce il lettore ad una immedesimazione fisica obbligata.

Esponente degli Young British Artists[modifica | modifica wikitesto]

Gli Young British Artists nascono intorno ad una serie di mostre condotte da Damien Hirst, figura fondamentale del movimento, colui che ha contribuito a coadiuvarlo. Ripristinando la tradizione da Rembrandt a Chaim Soutine che dipinsero carcasse di buoi, l'artista mostra la brutalità della vita e la costante presenza della morte anche come occasione di rinascita; nel trapasso lento o repentino dalla vita alla forma è centrale, esplicita e diretta l'influenza di Francis Bacon. Fra gli esponenti della sua generazione di YBAs, Hirst è forse l'unico a non aver ceduto alle lusinghe dell’immaginario massificato o al narcisismo autobiografico. L'ansia quasi romantica di fermare le immagini, di renderle esclusive e grandiose, rende avventuroso il suo processo creativo. Hirst è infatti un fantastico inventore di macchine visive, con le quali sembra voler rimescolare in una sorta di cocktail psichedelico le tematiche più profonde dell'immaginario collettivo.

Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • François Pinault, proprietario della holding francese Kering, gruppo mondiale di marchi del lusso, sport & Lifestyle e retail, e proprietario della casa d'aste Christie's, ha nella sua collezione diversi lavori di Hirst.
  • l'artista inglese nel 2011 partecipa alla produzione della copertina dell'album dei Red Hot Chili Peppers.
  • nel 2013 la sua opera Isonicotinic Acid Ethyl Ester viene usata come copertina dell'album Love, Lust, Faith and Dreams dei Thirty Seconds to Mars.

Aspetti controversi[modifica | modifica wikitesto]

Damien Hirst, ideatore e principale organizzatore di Freeze.

Le sue opere sono contestate dagli animalisti per il fatto che l'oggetto artistico di Hirst è animale: uno o più animali che prima erano vivi. Damien Hirst ha replicato alle accuse degli animalisti, affermando che gli animali vengono acquistati già morti o al macello o morti di malattia, sebbene tra i suoi propositi l'artista abbia espresso il desiderio di avere un macello vicino al suo piano di lavoro. Nel 2009 una delle sue opere consistette nel decorare la bicicletta da corsa di Lance Armstrong per il Tour de France, incollando ali di farfalle che egli stesso ed i suoi collaboratori hanno staccato dai corpi degli insetti.[2]

Ci sono molti altri temi controversi nel lavoro di Hirst, uno di questi è l'atto del fumare e l'opera-simbolo è "Party Time". Egli considera l'azione del fumare come un microcosmo dentro di sé: "Il pacchetto di sigarette è vita possibile, la sigaretta è proprio la vita reale, l'accendino è Dio perché dà carburante per il tutto e il posacenere è un cimitero, è come la morte". Damien è anche affascinato dal fatto che il fumo è un suicidio "teorico", nel senso che la morte non è auto-inflitta deliberatamente, ma la gente sa che sarà uccisa e continua a partecipare. Hirst ha affermato che "il concetto di un lento suicidio attraverso il fumo è una idea veramente grande, una cosa potente da fare". Un altro tema costante nei lavori di Damien è la medicina, da cui è stato ossessionato per molti anni. L'ispirazione per i suoi pezzi "farmacia", è stato il desiderio di fare arte per la gente che crede davvero nella medicina.[3].

In occasione dell'apertura di una retrospettiva dedicata all'artista presso la Tate Modern di Londra il critico Julian Spalding ha duramente attaccato l'artista affermando: «Hirst non dovrebbe stare alla Tate. Non è un artista. Ciò che separa Michelangelo da Hirst è che Michelangelo era un artista e Hirst non lo è»[4]. A queste dure critiche Francesco Bonami ha scritto sulle pagine de La Stampa che: «Mettere in dubbio Hirst come artista significa azzerare la storia dell’arte degli ultimi cento anni.»[5] Nel 2012 durante una retrospettiva dell'artista alla Tate Gallery di Londra, le opere in vendita di Hirst rimangono invendute[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La vasca di Damien Hirst alla Fondazione Prada, ilpost.it, 25 maggio 2015. URL consultato il 25 maggio 2015.
  2. ^ (EN) Armstrong’s Damien Hirst bike fetches half million, cyclingweekly.co.uk, 4 novembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2015.
  3. ^ (EN) Fury over Hirst's 'barbaric' butterflies on two wheels, standard.co.uk, 24 luglio 2009. URL consultato il 10 maggio 2015.
  4. ^ Attacco a Hirst sull'Independent, lastampa.it, 28 marzo 2012. URL consultato il 10 maggio 2015.
  5. ^ Discutere Hirst significa azzerare la storia degli ultimi cent'anni, lastampa.it, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 maggio 2015.
  6. ^ I teschi di Hirst (45mila euro) restano invenduti, corriere.it, 28 aprile 2012. URL consultato il 10 maggio 2015.

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