Dama italiana

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La dama italiana è un gioco da tavolo e da competizione.

La dama cominciò ad assumere una forma moderna verso la metà del XVI secolo e il primo libro sul gioco fu edito nel 1547 dallo spagnolo Antonio de Torquemada, mentre il primo trattato sulla dama italiana è opera di Cesare Mancini nel 1830.

Il primo Campionato Italiano di Dama fu disputato nel 1925 e nel 2006 è stato disputato il Settantesimo Campionato Italiano Assoluto.

Damiera e pedine[modifica | modifica sorgente]

Posizione di partenza della dama italiana

Il gioco, al quale prendono parte due giocatori, si svolge su una damiera formata da 64 caselle: 32 bianche e 32 scure.

Le pedine sono 24: 12 bianche e 12 nere e si dispongono sulle caselle scure, mentre la damiera va disposta in modo che ogni giocatore abbia alla propria destra la casella scura (detta «cantone»).

Le caselle sono convenzionalmente numerate dalla n.1 (il "cantone" dello schieramento con le pedine nere) alla n. 32 (il "cantone" dello schieramento con le pedine bianche).

Il movimento dei pezzi[modifica | modifica sorgente]

  • Il gioco è sempre iniziato dal giocatore che conduce la partita con le pedine bianche.
  • I giocatori effettuano, alternativamente, una mossa per volta: bianco, nero, bianco ecc.
  • Le pedine muovono sempre in avanti di una casella sulle caselle scure e quando raggiungono la base avversaria diventano dame.
  • La dama si contrassegna sovrapponendo un altro pezzo dello stesso colore.
  • La dama può muovere in avanti o indietro di una casella sempre sulle caselle scure.

Le regole di presa[modifica | modifica sorgente]

  • La presa è obbligatoria: infatti, quando una pedina incontra una pedina di colore diverso, con una casella libera dietro, sulla stessa diagonale, è obbligata a prenderla (si dice anche catturarla o mangiarla). La pedina, dopo la prima presa, qualora si trovi nelle condizioni di poter nuovamente prendere, deve continuare a catturare pezzi (fino a un massimo di tre), potendo anche prendere la dama.
  • Il soffio è la facoltà di eliminare una pedina che avrebbe dovuto eseguire una presa, ma che invece effettuava una mossa diversa, intenzionalmente o per distrazione. Il nome «soffio» deriva dal gesto che veniva effettuato dal giocatore che prendeva la pedina causa della presa mancata e vi soffiava sopra. In alternativa, per fini tattici, anziché «soffiare» si poteva obbligare l'avversario al rispetto della regola di presa. Esso resiste nella dama familiare, ma non è più applicato sin dal 1936 nelle partite ufficiali.
  • La pedina può prendere solo in avanti, lungo le due diagonali.
  • La dama può prendere (catturare, mangiare) su tutte e quattro le diagonali.
  • La dama, dopo la prima presa, qualora si trovi nelle condizioni di poter nuovamente prendere, deve continuare a catturare pezzi.
  • Sia per la dama sia per la pedina è obbligatorio prendere dalla parte ove c'è il maggior numero di pezzi in presa.
  • Se una dama e una pedina possono prendere un egual numero di pezzi, o una dama può scegliere tra la presa di una dama e di una pedina, è obbligatorio prendere con il pezzo di maggior qualità, cioè la dama. Se una dama ha la possibilità di scegliere tra prese di un egual numero di pezzi di qualità diversa, deve prendere dalla parte ove c'è una maggior qualità complessiva. Se una dama può scegliere tra prese di eguale qualità complessiva, deve prendere dalla parte ove incontra per primo un pezzo di maggior qualità. Nel caso le possibilità siano "pari", anche dopo l'applicazione dei criteri di cui sopra, il giocatore sceglierà secondo le proprie esigenze tattiche.

Esito della partita[modifica | modifica sorgente]

I risultati possibili al termine di una partita sono due:

  • Vittoria di uno dei due contendenti sull'altro;
  • Partita patta.

Un giocatore ottiene la vittoria quando:

  • L'avversario non ha più pezzi da muovere, e quindi, non ha possibilità di effettuare alcuna mossa avendo tutti i pezzi bloccati.;
  • L'avversario abbandona per resa;

Una partita, invece, viene dichiarata patta quando:

  • I due contendenti, notando che la partita è in fase di stallo, tramite comune accordo dichiarano la partita patta;
  • Le posizioni dei pezzi sulla damiera si ripetono per 3 volte durante il match, anche se non consecutivamente (in alcuni regolamenti 4 volte).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Lanci Trattato Teorico Pratico del giuoco Di dama 1-2-3- tomo 1837
  • A. Colomba - Guida teorico Pratica al gioco della Dama scuola tipografica salesiana - Palermo
  • L. Avigliano - La dama nel gioco moderno Ulrico Hoepli Milano 1927
  • G. Bassani - La tecnica della dama - casa editrice la dama -1933
  • G. Bassani - La dama scientifica - casa editrice la dama -1949
  • L. Franzioni - La dama - Ugo Mursia & c. prima ediz. 1942 - quarta 1957
  • F. Lavizzari - Il libro completo della Dama - Edizioni Mursia
  • S. Maccagni - La Dama spiegata ai ragazzi dagli 8 agli 80 anni - Edizioni Mursia
  • S. Maccagni - Giocare a Dama non è difficile - Edizioni Mursia
  • S. Maccagni - I finali nelle partite a Dama - Edizioni Mursia
  • S. Maccagni - Partite finali e studi di Dama - Edizioni Guaraldi
  • D. Bertè - Corso Completo di Dama - Edizioni Mursia
  • R. Camalò - Finali e studi di Dama - Edizioni Priuli - Palermo
  • N. Gaglio - Chi ben comincia - Edizioni Damasport
  • E. Tajè - Giocare a Dama - Editori Riuniti
  • G. Ghelardini - Tra Dame e pedine (Storia della Dama I e II vol.) - Tip. Latina-Roma
  • E. Molesini - Un gioco che si può leggere - Edizioni FID
  • P. Faleo - La Mia Dama - Manuale del Giovane Damista -
  • FID - Regolamento Tecnico - Edizioni FID.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]