Dama bianca (spirito)

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La Dama bianca alla sommità della torre. Illustrazione di Leon Bernett dall'edizione del romanzo Il castello dei Carpazi (1892) di Jules Verne.

La dama bianca è un tipo di spirito presente in diverse culture.

Appartiene prevalentemente al folclore germanico ed è caratterizzata da sembianze femminili e da abiti di colore bianco[1]; è stata descritta anche come senza occhibocca, con braccia e piedi nascosti e avvolta da una pallida luminosità che lascia tracce scure al passaggio[1]. La prima testimonianza dell'uso del termine "dama bianca", per spiriti di questo tipo, risale al XV secolo[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Apparizione della Dama bianca, opera di Labeauce e Minne.

È lo spirito di una donna morta per eventi tragici o dolorosi e la sua apparizione sarebbe tradizionalmente presagio di eventi nefasti[1], tipicamente la morte di un nobile, in maniera analoga alla banshee. Secondo alcuni racconti, le dame bianche si aggirerebbero portando candele accese da cui lascerebbero cadere gocce di cera sulla criniera dei cavalli, per poi intrecciarla e pettinarla. Secondo altri, laverebbero la propria biancheria in luoghi appartati, chiedendo ai passanti di aiutarle e rompendo loro le braccia se non soddisfatte. Avrebbero per altri un portamento estremamente dignitoso e verecondo, non parlando se non in rare occasioni.

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

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A sinistra, la dama bianca di Levoča, Juliana Korponaiová-Géciová, nel municipio cittadino, a destra Perchta von Rosenberg

Numerose famiglie nobili europee sono legate a questa leggenda. La manifestazione di dame bianche sarebbe documentata negli annali della casata degli Hohenzollern, visioni confermate anche dal principe Giorgio d'Assia-Darmstadt[1]. In quell'occasione, la dama bianca venne identificata con la contessa Agnese di Orlamünde[1], vedova di Ottone III di Orlamunde che aveva ucciso i propri figli per poter seguire Alberto di Norimberga, di cui era innamorata (salvo poi pentirsene e fondare il monastero cistercense di Himmelkron, di cui divenne badessa)[2]. La sua prima apparizione documentata è nel 1486 nel castello di Bayreuth, continuando poi negli anni in altre dimore degli Hohenzollern, in occasione ad esempio delle morti del principe Giovanni Giorgio di Brandeburgo (Berlino, 1598) e di Federico Guglielmo IV di Prussia (1861)[3].

Un'altra dama bianca, identificata con Perchta von Rosenberg, appariva al castello di Český Krumlov per cullare i bambini quando le balie si addormentavano[4]; sempre Perchta von Rosenberg (o con una contessa di nome Johanka[5]), era solita apparire anche al castello di Červená Lhota presso Jindřichův Hradec, in Boemia[6]. Tale dama bianca è citata nel Prodigi di Erasmo Francesco, col nome di "femmina bianca" o "donna bianca", che richiama anche alla sua caratteristica di apparire prima della morte di qualche nobile[6]. Guglielmo Slavata avrebbe dichiarato che la dama bianca è costretta a rimanere in Purgatorio finché il castello rimarrà in piedi[6]. Apparirebbe, secondo questa versione, non solo per eventi tragici, ma anche per eventi lieti come matrimoni e nascite, vestita rispettivamente di nero o di bianco[6]. Avrebbe anche l'abitudine di passare attraverso le camere con un mazzo di chiavi appeso alla cintura, aprendo e chiudendo le porte a qualsiasi ora della giornata. Finché lasciata libera di agire si sarebbe comportata con gentilezza e pudore, rispondendo ai saluti con un inchino, mentre prenderebbe a sassate chi sente parlare in modo non rispettoso di Dio[6]. Durante l'occupazione del castello da parte degli svedesi, si manifestò molto rumorosamente per far riprendere la tradizione dimenticata di dare un piatto di minestra ai poveri[3], da lei stessa voluta[6].

Numerosi avvistamenti sono stati riportati anche dai membri della famiglia reale Asburgo d'Austria al castello di Schönbrunn, come nel 1867 per la fucilazione di Massimiliano d'Asburgo in Messico[3], o per il suicidio del principe Rodolfo e della baronessa Maria Vetsera a Mayerling[3].

Un'altra dama bianca risiederebbe nel castello di Levoča, in Slovacchia: in tal caso si tratterebbe dello spettro della nobildonna Juliana Korponaiová-Géciová, condannata a morte per aver indicato ai ribelli guidati da Francesco II Rákóczi una via d'accesso segreta al castello[7][8].

Anche Biancamaria Martinengo (1466-1480), che morì precipitando nel fossato del castello di Padernello, diede vita alla leggenda della Dama Bianca che, ogni dieci anni il 20 di luglio[9], la stessa notte della sua morte, il suo fantasma ricompare nel castello vestito di bianco, con in mano un libro aperto dorato contenente il suo segreto[10].

Autostoppista fantasma[modifica | modifica wikitesto]

Più di recente, la dama bianca è associata alla figura dell'autostoppista fantasma[3], presente in molte leggende metropolitane. Nella versione più comune, un'autostoppista di sesso femminile, spesso in atteggiamenti angosciati, verrebbe fatta salire sulla vettura di un automobilista, per poi svanire nel nulla.

La dama bianca nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La figura della dama bianca è stata occasionalmente ripresa in romanzi e serie televisive. Una dama bianca compare ad esempio anche nel primo episodio della serie televisiva Supernatural, e in un episodio della quarta stagione di Ghost Whisperer - Presenze.

La figura è ripresa anche in rievocazioni storiche ed eventi folcloristici, che si svolgono in diverse città che hanno leggende simili, come ad esempio Gorizia - appartenuta agli Asburgo fino al 1918 - dove, il martedì grasso, una figurante interpreta la Dama Bianca dagli spalti del castello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Di Leo, p. 115.
  2. ^ Agnèse di Orlamünde, Treccani.it. URL consultato il 30 gennaio 2012.
  3. ^ a b c d e Di Leo, p. 116.
  4. ^ (EN) Tales of the White Lady, State Castle and Chateau Český Krumlov. URL consultato il 15 maggio 2013.
  5. ^ (EN) Haunted Castles (sezione Unfortunate countess at Cervena Lhota), McGee's Ghost Tour of Prague. URL consultato il 25 novembre 2010.
  6. ^ a b c d e f Enciclopedia Italiana, p. 1506.
  7. ^ PUNTATA DEL 29 MARZO, EstOvest. URL consultato il 21 marzo 2011.
  8. ^ (EN) Levoča’s ghosts, Travel.SpektatoR.sk. URL consultato il 21 marzo 2011.
  9. ^ Gian Mario Andrico, La Dama Bianca torna dopo 10 anni, Castello di Pardenello, 20 luglio 2010. URL consultato il 25 aprile 2014.
  10. ^ Gian Mario Andrico, Padernello - L'attimo fuggente della Dama Bianca, Castello di Pardenello, 24 luglio 2010. URL consultato il 25 aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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