Da qui all'eternità
| Da qui all'eternità | |
|---|---|
Burt Lancaster e Deborah Kerr |
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| Titolo originale | From Here to Eternity |
| Paese di produzione | Stati Uniti d'America |
| Anno | 1953 |
| Durata | 118 min |
| Colore | B/N |
| Audio | sonoro |
| Rapporto | 1.85:1 |
| Genere | drammatico, guerra |
| Regia | Fred Zinnemann |
| Soggetto | James Jones |
| Sceneggiatura | Daniel Taradash |
| Produttore | Buddy Adler |
| Fotografia | Burnett Guffey |
| Montaggio | William Lyon |
| Musiche | George Duning |
| Scenografia | Cary Odell, Frank Tuttle |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Da qui all'eternità (From Here to Eternity) è un film del 1953 diretto da Fred Zinnemann, tratto dall'omonimo romanzo di James Jones del 1951, vincitore di 8 Premi Oscar.
Indice |
Trama [modifica]
Oahu, 1941. Il soldato semplice Robert E. Lee Prewitt (Montgomery Clift), un trombettiere, viene trasferito dal Bugle Corps a Fort Shafter. Il capitano Dana Holmes (Philip Ober), sapendo della sua ex-carriera di pugile, cerca di convincerlo a partecipare al torneo di boxe del reggimento, promettendogli una promozione in caso di vittoria, ma Prewett rifiuta per ragione che preferisce tacere. Sperando che in questo modo Prewitt ceda, Holmes e il Sergente Milton Warden (Burt Lancaster), fanno il possibile per rendere difficile la vita di Prewett, che è sostenuto soltanto dal suo unico amico, Angelo Maggio (Frank Sinatra). Warden inizia una relazione con Karen (Deborah Kerr), la trascurata moglie di Holmes. Il matrimonio è felice e spesso entrambi intraprendono relazioni adultere, e Karen rivela a Warden di non poter avere più bambini dopo che il suo primo bambino era nato morto perché Holmes, ubriaco fradicio, non l'aveva portata in ospedale. Karen e Warden riaffermano il loro amore. Nel frattempo Maggio e Prewitt vanno in un club privato dove Prewett incontra la prostituta Lorene (Donna Reed) di cui si innamora, venendo contraccambiato. A lei Prewitt rivela il perché si rifiuta di partecipare al torneo di boxe: una volta, durante un match, aveva reso cieco un suo amico, giurando di non tornare più sul ring. Maggio, intanto, comincia a litigare con l'arrogante Segrente Judson (Ernest Borgnine, e i due arrivano quasi alle mani. La loro rivalità si inasprisce quando Judson fa un commento maleducato sulla sorella di Maggio, e i due rischiano di uccidersi a ficenda finché non interviene Warden. Intanto Karen chiede a Warden di diventare ufficiale, in modo che i due possano spostarsi e sposarsi. Warden accetta nonostante non gli piacciano gli ufficiali. Warden intanto comincia a simpatizzare un po' con Prewitt e gli concede una serata libera per poter uscire. Prewitt ne approfitta per incontrare Lorene, che gli rivela di chiamarsi Alma Burke e che il nome Lorene è stato deciso dalla proprietaria del locale. Maggio irrompe nel locale nonostante gli fosse stato assegnato il turno di guardia e mentre Prewitt cerca di rimportarlo alla base, Maggio viene arrestato e condannato a sei mesi nella prigione militare, il cui sergente è proprio Judson che ne approfitta per vendicarsi trattandolo male. Prewitt intanto viene provocato da Galovitch (John Dennis), un sergente, che comincia a picchiarlo, ma alla fine Prewitt reagisce e lo stende. Holmes inizialmente accusa Prewett e sta per punirlo, ma gli altri soldati difendono Prewett accusando Galovitch, che però non viene punito da Holmes, che è costretto a dimettersi per non aver fermato prima la lotta ma essere rimasto a guardare. Holmes deve quindi ritornare negli Stati Uniti, costringendo Karen a partire con lui. Warden non ha voluto chiedere di diventare ufficiale, quindi lui e Karen sono costretti a dirsi addio, a malincuore. Maggio riesce a fuggire dalla prigione ma è in pessime condizioni per i maltrattamenti subiti da Judson e muore tra le braccia di Prewitt. Furioso, Prewitt uccide Judson ma durante la colluttazione viene ferito. Va a casa di Alma, che cura le sue ferite, e nonostante Prewitt sia assente ingiusitificato per tre giorni, Warden decide di segnarlo "presente" tutti e tre i giorni. Il giorno dopo avviene l'attacco di Pearl Harbor da parte dei giapponesi e Prewitt, nonostante le disperate suppliche di Alma, sceglie di ritornare al campo per combattere ma viene visto da una sentinella e ucciso. Warden riconosce il corpo e, mentre lamenta la sua testardaggine e commenta ironicamente che il torneo di boxe è stato annullato, loda Prewitt dicendo che era un buon soldato molto affezionato all'esercito. Alla fine del film, Karen e Alma, senza conoscersi, sono sulla nave che le riporterà negli Stati Uniti. Karen lancia in acqua due ghirlande dicendo che se si avvicinano alla riva vuol dire che torneranno indietro, altrimenti non ritorneranno mai. Alma replica che non ritornerà mai perché lì ha perso il suo fidanzato. Sentendo nominare il nome di Prewitt, Karen ricorda le conversazioni con Warden e capisce chi è Alma. Silenziosa e con lo sguardo perso verso l'orizzonte, Alma avvicina alle labbra un pezzo della tromba di Prewitt.
Riconoscimenti [modifica]
- 1954 - Premio Oscar
- Miglior film a Buddy Adler
- Migliore regia a Fred Zinnemann
- Miglior attore non protagonista a Frank Sinatra
- Miglior attrice non protagonista a Donna Reed
- Migliore sceneggiatura non originale a Daniel Taradash
- Miglior fotografia a Burnett Guffey
- Miglior montaggio a William A. Lyon
- Miglior sonoro a John P. Livadary
- Nomination Miglior attore protagonista a Burt Lancaster
- Nomination Miglior attore protagonista a Montgomery Clift
- Nomination Miglior attrice protagonista a Deborah Kerr
- Nomination Migliori costumi a Jean Louis
- Nomination Miglior colonna sonora a Morris Stoloff e George Duning
- 1954 - Golden Globe
- 1954 - Premio BAFTA
- Nomination Miglior film
- 1954 - Festival di Cannes
- Premio Speciale a Fred Zinnemann
- Nomination Palma d'Oro a Fred Zinnemann
- 1953 - New York Film Critics Circle Award
- Miglior film
- Migliore regia a Fred Zinnemann
- Miglior attore protagonista a Burt Lancaster
- 1953 - Photoplay Award
- Medaglia d'Oro
- 1954 - Directors Guild of America
- Migliore regia a Fred Zinnemann e Earl Bellamy (Assistente Regista)
- 1954 - Writers Guild of America
- Migliore sceneggiatura a Daniel Taradash
Nel 1953 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.
Nel 1998 è stato inserito al 52esimo posto tra i cento film americani più belli di tutti i tempi stilata da AFI, per poi non tornare in quella del 2007. Nel 2002 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]
Curiosità [modifica]
- Impegnato in un importante spettacolo teatrale, Eli Wallach si trovò costretto a rifiutare il ruolo del personaggio poi interpretato da Sinatra, ruolo che poi gli valse il premio Oscar come miglior attore non protagonista.
- Tratto dall'omonimo romanzo di James Jones che appare in un cameo non accreditato e co-autore di Re-Enlistement Blues, una delle canzoni della colonna sonora.
Note [modifica]
- ^ (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry. Library of Congress, 17 dicembre 2002. URL consultato in data 6 gennaio 2012.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Da qui all'eternità
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su Da qui all'eternità dell'Internet Movie Database
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