DC Comics

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DC Comics
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Nazione bandiera Stati Uniti d'America
Tipologia Consociata
Fondazione 1934
Sede principale 1700 Broadway New York, NY
Gruppo Warner Bros.
(Time Warner)
Persone chiave

Settore

Editoriale

Prodotti

Fumetti

Sito web www.dccomics.com/

DC Comics è una delle più importanti e attive case editrici di fumetti negli Stati Uniti d'America. Tra i suoi simboli ci sono personaggi che hanno fatto la storia del genere supereroistico e avventuroso, come Superman, Batman e Wonder Woman. È presente sul mercato con vari prodotti, anche non supereroici.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

Nel 1934 nasceva la National Allied Publications, casa editrice di fumetti, fondata dal maggiore della cavalleria statunitense Malcom Wheeler Nicholson[1]. Nel febbraio dell'anno successivo esce la sua prima pubblicazione, New Fun. La sua prima grande innovazione risiede nel realizzare una pubblicazione a fumetti contenente del materiale inedito. Fino a quel periodo le riviste a fumetti contenevano in gran parte ristampe delle strisce pubblicate sui quotidiani (newspaper comic strips). Le dimensioni di questa prima pubblicazione sono quelle di un quotidiano e le pagine interne sono in biamco e nero[1]. Questo rende la rivista costosa per via della carta utilizzata per il formato e poco attraente per l'assenza del colore. La seconda serie pubblicata cambia formato e viene intitolata inizialmente New Comics per poi divenire More Fun Comics[2] e di fatto impone sul mercato le dimensioni (circa 17 centimetri di larghezza per 26 di altezza) oggi da tutti utilizzate nel mercato fumettistico internazionale, almeno per quel che riguarda i supereroi[3]. Il nuovo formato viene scelto principalmente per ridurre il quantitativo di carta per la stampa ma anche per renderlo più visibile e gestibile sugli espositori delle edicole. Dal novembre 1938 prende il nome Adventure Comics, con il quale viene distribuita e pubblicata (anche se non continuatamente) fino al 2011[4].

Tecnicamente le due serie New Fun e New Comics non erano ancora pubblicazioni DC in quanto questa sigla non era stata ancora introdotta. La sua origine la si deve all'arrivo di nuovi soci in aiuto del fondatore-editore Nicholson, il quale alla fine del 1936 si trova in difficoltà economiche e non riesce a garantire i fondi necessari alla distribuzione. A questo punto subentrano Harry Donenfeld e Jack Liebowitz che fondano la Detective Comics Inc. (1937) la quale sovvenziona le due pubblicazioni. Inoltre sono coloro che prendono il ruolo di redattori e decidono di lanciare le serie Detective Comics (marzo 1937) e Action Comics (giugno 1938). Il nome ufficiale dell'editore diviene National Periodical Publications (o anche National Comics) ma a partire dal 1940 sulle serie pubblicate compare il logo DC che da metà degli anni settanta darà alla casa editrice il nome definitivo Dc Comics.

Con gli anni l'editore ingloba anche altri piccoli marchi e case editrici, come la gloriosa Fawcett Comics, casa di origine di Capitan Marvel, o la Quality Comics, casa di origine, tra gli altri, di Blue Beetle.

[modifica] The Golden Age (1938-1951)

Sulle pagine di Action Comics n.1 (giugno 1938) viene creato il primo supereroe della storia del fumetto: Superman. Si tratta di un difensore della giustizia che è in possesso di superpoteri grazie alla sua origine aliena. In questa creazione si mescolano elementi della letteratura Pulp e delle storie di fantascienza dell'epoca. Senza neanche prevederlo la National Allied Publications crea un'icona dell'immaginario collettivo del ventesimo secolo e mette le basi per la creazione di un genere che caratterizzerà l'editoria del fumetto fino ai primi anni cinquanta. In questo periodo si raggiungono anche i record assoluti di vendita per i supereroi e i fumetti in generale (è la Golden Age della storia dei fumetti)[5]. Nell'anno successivo si arriva all'ideazione dell'altro personaggio simbolo dell'editore e cioè Batman sul numero 27 di Detective Comics (maggio 1939).

[modifica] All-American Publications

Altre case editrici seguono il successo portato dal genere supereroi e tra queste vi è la All-American Publications di Max Gaines. In poco tempo l'intraprendenza di questo editore porta alla creazione di personaggi storici quali Flash (Jay Garrick) - Atomo (Al Pratt) - Lanterna Verde (Alan Scott) - Wonder Woman. Le serie su cui vengono pubblicate le loro storie sono però distribuite dalla Detective Comics Inc. che nei primi anni quaranta è ancora principalmente un distributore. Avendo Max Gaines bisogno di fondi si rivolge al proprietario della Detective Comics: Harry Donenfeld. Questi accetta di aiutarlo alla condizione che Jack Liebowitz (suo socio e redattore alla National Comics) diventi patner della All-American Comics. Gaines accetta e le conseguenze sono una progressiva integrazione tra le due compagnie: la National Allied Publications e la All-American Publications. Di fatto entro il 1944 la fusione distributiva e direzionale è totale e tutte le serie prodotte dai due editori portano in copertina il logo di distribuzione DC. Le conseguenze sono un ampliamento del parco personaggi gestito dalla Detective Comics che ora può contare anche su altri supereroi quali Wonder Woman e Flash. Una delle scelte editoriali più vincenti di Max Gaines fu il lancio della serie All-Star Comics nel 1940. Sul numero 3 di tale serie debutta la Justice Society of America, il primo supergruppo della storia e di fatto il primo albo che vede l'incontro di personaggi di diverse case editrici. Nel gruppo troviamo supereoi quali Hourman I (Rex Tyler) - Sandman I (Wesley Dodds) della National Comics e Flash - Atomo - Lanterna Verde della All-American Publications. Questi supereroi e le storie narrate sulla serie costituiscono le fondamenta dell'Universo fumettistico della futura DC Comics.

[modifica] I Fumetti entrano in guerra (1941-1945)

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale trascina gli USA nel conflitto dopo il raid aereo giapponese su Pearl Harbour il 7 dicembre 1941. L'impatto sull'industria del fumetto è incredibilmente positivo e le vendite dei comic books triplicano nell'arco dei quattro anni di impegno nel conflitto[6]. Questo nonostante il razionamento della carta e i molti autori e disegnatori arruolati e mandati al fronte. Tra questi è degno di nota Bert Christman, noto per il suo lavoro su Sandman (Wesley Dodds)[7] e morto in azione con il reparto denominato Flying Tigers[6]. Tra i più celebri a dover lasciare i fumetti per i campi di battaglia vi sono stati Joe Simon e Jack Kirby che poco prima di partire crearono Boy Commandos, tipico esempio di fumetto ambientato in zone di guerra e incentrato sull'eroismo dei soldati delle truppe alleate. La serie ebbe un successo enorme vendendo un milione di copie per numero[6]. Anche Jerrie Siegel diede il suo contributo creando The Star Spangled Kid, una sorta di combattente mascherato con i simboli della bandiera americana. Debutta sulla storica serie Star Spangled Comics che darà anche i natali nel 1944 ad altre due celebri creazioni di Jack Kirby: Guardiano e Newsboy Legion. Come si può notare in questi fumetti ambientati in zone di guerra sono assenti eroi con superpoteri quali Superman, Wonder Woman o altri membri della Justice Society of America. Questo è reso necessario dal fatto che un supereroe come Superman porebbe porre fine alla Guerra in un attimo e i fumetti si troverebbero immediatamente in un mondo pacifico e al di fuori del contesto storico. Per questo la DC opta per la creazione di un manufatto magico cioè La lancia del Destino in possesso di Adolf Hitler e che gli permette di neutralizzare i poteri dei supereroi nei territori occupati dalle Forze dell'Asse. Su tutti i fumetti della DC Comics si cerca allo stesso tempo di aiutare lo sforzo del Governo promuovendo l'acquisto di war bonds ed enfatizzando l'eroismo e il sacrificio dei soldati al fronte. Il fumetto diventa un potente veicolo propagandistico che viene abilmente usato per alimentare il sogno di vittoria delle democrazie occidentali e screditare-diffamare il nemico nazifascista o nipponico.

[modifica] Il declino dei supereroi (1946-1951)

Dopo la fine della Guerra le vendite di fumetti dei supereroi scesero drasticamente, insieme con le vendite globali dell'editoria a fumetti. Nella storia dei comics americani tale periodo viene indicato come la fine dell'epoca d'oro del fumetto, un evento che costringe la stessa DC a cambiare radicalmente la propria linea editoriale. Segno emblematico del tempo è la trasformazione della storica serie All-Star Comics (che vedeva protagonisti i membri della Justice Society of America) in All-Star Western con il n.58 (datato maggio-giugno 1951). Difatto si passa da una serie di supereroi ad un serie di genere western. Non si tratta di un caso isolato ma la crisi del genere colpisce tutte le serie dell'editore e anche dei suoi competitors. Basti pensare che la Timley Comics sospende le storie di Capitan America e ogni altra serie supereroistisca. Da questa prima implosione del mercato dei supereroi (quello trainante sin dal 1938) si salvano tre personaggi destinati a diventare icone: Superman le cui storie continuano sulla serie omonima, su Action Comics e su Adventure Comics (come Superboy), Batman sulla serie omonima e Detective Comics, e Wonder Woman. La DC riesce quindi a mantenere vivo un genere che sembra aver speso tutto a livello di mercato e interesse. Questa posizione gli permetterà di ricreare interesse intorno agli eroi mascherati e rilanciare l'intero settore alla fine degli anni cinquanta ponendo le basi della Silver Age.

Ma per sopravvivere al turbolento periodo che si snoda tra il 1945 e i primi anni sessanta non si può solo fare affidamento alle tre icone sopra citate, l'editore deve cercare di trovare nuovi lettori e nuovi spunti narrativi volgendo l'attenzione a diversi generi che spaziano dalla fantascienza al western, dall'horror alle storie romantiche.

[modifica] Nuovi generi (1948-1956)

Il lento ma inesorabile declino di vendite porta la DC a puntare in maniera decisa su altri generi e alla guida di questa nuova impostazione editoriale troviamo Irwin Donenfield come Editor-in-chief e le cui scelte portano la casa editrice ad attraversare positivamente questo difficile momento del mercato fumettistico[8]. L'anno in cui si comincia ad intravedere il mutamento nel parco testate è il 1948 quando la serie supereroistica All-American Comics diviene All-Star Western e anticipa la trasformazione di All-Star Comics in All-Star Western nel 1951. In entrambi i casi, al posto dei supereroi trovano spazio personaggi western quali Johnny Thunder, e i Trigger Twins. Ma sorprendentemente il personaggio di maggior successo risulta essere Tomahawk, ambientato circa cento anni prima del periodo del classico genere western[8]. Infatti le sue avventure si inseriscono durante l'epoca coloniale e della Guerra d'Indipendenza americana. Il successo è tale che gli viene dedeicata una serie a partire dal 1950 e che dura per 22 anni.

Il 1948 segna anche il lancio di nuove serie del genere crime story, storie a fumetti che prendono spunto dall'attualità e raccontano lo scontro tra le forze dell'ordine e la malavita. Il più celebre titolo di questa nuova generazione è Gang Busters che debutta a dicembre. Lo stesso anno ha debuttato Mr.District Attorney e due anni dopo Big Town (1950)[9]. La caratteristica di queste pubblicazioni è che si basano su dei serial radiofonici dell'epoca. Il passo successivo è l'approccio al genere horror con la nascita di House of Mistery nel 1951 (anch'essa vagamente ispiratasi ad un radio show trasmesso tra il 1945 e il 1949) e The Phantom Stranger (1952) tra i titoli più celebri[10].

Verso la fine degli anni cinquanta si guarda anche alla fantascienza per cercare nuovi spunti per i fumetti anche se difatto le tematiche tipiche del genere sono già presenti nelle avventure di supereroi come Superman che ha nelle sue stesse origini al tematica per eccellenza della science fiction cioè l'arrivo di alieni (o un alieno) sulla Terra. Non è un caso quindi che Tommy Tomorrow (capostipite dei nuovi eroi futuristici) venga pubblicato su Action Comics (serie natale di Superman). Il successo è tale che il suo corso di pubblicazione copre 11 anni (1948-1959). Julius Schwartz propone ed ottiene la pubblicazione della serie antologica Starnge Sdvantures, serie cult dell'epoca che permette a Schwartz di ottenere consensi come redattore-scrittore. Su questa serie debutta Capitan Comet nel giugno 1951 ma il più celebre spaceman della DC diviene Adam Strange che debutta sulla serie Mistery in Space. Viene creato da Otto Binder e Gil Kane e racchiude molte delle caratteristiche e ingenuità delle storie di questo periodo, Adam è un uomo ordinario che viene trasportato da un raggio cosmico su un altro pianeta di nome Rann dove trova amore e avventura.

[modifica] DC Entertainment (2009-2012)

Nel corso del 2008 la DC ha subito una profonda ristrutturazione per meglio sfruttare le sinergie delle sue proprietà-personaggi a livello mediatico e cercare quindi di contrastare efficacemente il nuovo colosso multimediale di cui fa ora parte la rivale Marvel. Nel settembre 2009 la Warner Bros. (proprietaria della DC Comics) ha deciso di riorganizzare i vertici esecutivi della casa editrice. Dopo le dimissioni di Paul Levitz da presidente (lo è stato per 7 anni dal 2002 al 2009[11]), Diane Nelson è stata nominata a capo della nuova struttura editoriale denominata DC Entertainment[12]. Paul Levitz rimane come consulente e sceneggiatore mentre la Nelson lavorerà in collaborazione con Jeff Robinov, presidente della Warner Bros Pictures Group (la divisione che cura la produzione cinematografica della Warner). L'obbiettivo è velocizzare la trasposizione di un fumetto in altri prodotti mediatici quali film, serie televisive o cartoni animati ed integrarli con operazioni di merchandising a livello globale. Non per caso Diane Nelson è stata Vicepresidente esecutivo e responsabile del Global brand management della Warner Bros. Entertainment per poi passare ad essere presidente della Warner Premier[13]. In queste funzione ha avuto lo scopo di ottimizzare a livello globale i marchi e le proprietà del gruppo Time Warner distingundosi particolarmente per la gestione del brand di Harry Potter[13]. Con la trasformazione da DC Comics a DC Entertainment si vuole quindi una compagnia che sfrutti i personaggi e le storie a fumetti per creare prodotti mediatici facilmente riconoscibili e quindi vendibili al grande pubblico. Rispetto a Levitz (che nasce come autore di fumetti), la Nelson ha costruito la sua carriera nel Corporate worldwide marketing and planning della Warner Bros. e quindi sembra più idonea allo sviluppo delle nuove sinergie e trasposizioni dei fumetti in altri media[13]. Finora la gestione di questo passaggio è stato l'anello debole rispetto alla Marvel Comics che tramite i Marvel Studios cura direttamente la fase produttiva dei progetti legati ai suoi fumetti. Negli ultimi anni la DC (a parte Superman e Batman) non ha preso decisioni definitive su produzioni quali Wonder Woman e Flash, cambiando spesso sceneggiatori, registi e produttori.

La DC ha presentato storie, non solo di supereroi, sia nella continuity ufficiale, sia in episodi particolari, fuori continuity, spesso con il sottomarchio Elseworlds, ma anche storie indirizzate per un pubblico adulto (cioè senza l'approvazione del Comics Code Authority) o supereroi di altri universi narrativi. I vari sottomarchi sono:

  • Vertigo: dove confluiscono autori e personaggi estremi, che generalmente restano di proprietà degli autori; l'etichetta è stata in pratica fondata dall'editor Karen Berger per Alan Moore e conta, tra le sue più lunghe collaborazioni, anche l'apporto di Neil Gaiman.
  • Wildstorm Productions: l'etichetta editoriale fondata agli inizi degli anni novanta da Jim Lee, passata, per evitare possibili problemi economici, dall'ombrello dell'Image Comics a quello della casa di New York.
  • Paradox Press: etichetta editoriale ormai defunta dedicata alle opere più sperimentali.
  • Beyond Comics: sotto questo marchio la DC pubblica tutto quello che non rientra nelle altre categorie (come le riedizioni di tutte le opere di Will Eisner), gli adattamenti a fumetti dei cartoni animati della Warner Bros. e alcuni manga.
  • CMX: sottoetichetta creata per la pubblicazione di manga.
  • Minx: sottoetichetta che pubblicha graphic novel e fumetti sentimentali e intimisti, affidati ad autori di successo come Mike Carey e Andi Watson.

A maggio 2011, la DC ha annunciato la fine di tutte le serie storiche di supereroi per agosto 2011 [14] facendo “ripartire”, con il nome di Nuovi 52, tutto il suo universo narrativo attraverso il lancio di cinquantadue nuove serie in sostituzione delle precedenti.

In Italia è prevista la pubblicazione di buona parte dei Nuovi 52 a partire dalla primavera-estate 2012 [15] .

[modifica] Crisi e grandi crossover

Come tutti i grandi editori di fumetti si cerca di sfruttare la popolarità di alcuni personaggi per rilanciarne altri. Anche la DC decide periodicamente di realizzare dei crossover, che coinvolgono alcuni, se non tutti, i personaggi pubblicati ogni mese.

Durante la Golden Age la DC non adotta lo sviluppo classico dei crossover, che prevede una storia in più parti che inizia su un albo a fumetti per poi proseguire su quello di un altro personaggio. Questo espediente narrativo viene adottato soprattutto nella Silver Age (introdotto frequentemente sulle serie della rivale Marvel). Per fare incontrare i vari personaggi si utilizza invece una serie apposita intitolata All-Star Comics. Nei primi due numeri sono presenti storie di personaggi differenti ma a partire dal n.3 si fonda il primo supergruppo della storia del fumetto: la Justice Society of America. Si ha così modo di creare vicende a cui partecipano molti personaggi che appaiono su serie differenti o anche che non hanno una testata a loro dedicata.

A partire dalla Silver Age si diffonde un particolare tipo di espediente narrativo simile ad un crossover ma che non vede l'incontro di supereroi di diverse serie ma di Terre Parallele (o Multiple). Una minaccia che coinvolge più universi differenti ma coesistenti prende il nome di "Crisis" (crisi in lingua inglese)[16].

Elenco delle principali Crisi e crossover realizzati da questa casa editrice:

A questi si possono aggiungere gli incontri/scontri con altre grandi case editrici, come quello con i personaggi della concorrente Marvel Comics (JLA/Vendicatori).

  • Da ricordare l'avventura editoriale congiunta tra DC e Marvel che diede vita all'effimero marchio Amalgam, dove i personaggi delle due case editrici erano fusi gli uni con gli altri dando vita a supereroi che miscelavano poteri e carattere dei personaggi uniti.

[modifica] La DC in italiano

Da dicembre 2011 i diritti per la traduzione e pubblicazione in Italia di DC Comics e Vertigo sono detenuti da RW [17]. Il primo numero distribuito dal nuovo editore italiano è JLA Zero, distribuito come copia omaggio nel gennaio 2012. Nell'editoriale dell'albo viene enunciato il programma di distribuzione delle testate le cui serie principali partiranno dalla pubblicazione di parte delle 52 nuove serie DC Comics (o The New 52 in originale) nate dal reboot avvenuto dopo la miniserie-evento Flashpoint[18].

Dal 2006 gli editori che hanno tradotto in italiano gli albi della DC Comics sono stati quattro: la Planeta DeAgostini (che ha rilevato i diritti precedentemente detenuti dalla Play Press) per gli "eroi classici" e le serie Vertigo, la Magic Press per la divisione Wildstorm e la Kappa Edizioni per le storie di Spirit e i graphic novel di Will Eisner, Panini Comics che propone la nuova serie di Spirit di Darwyn Cooke.

Precedentemente le case editrici che hanno pubblicato materiale Dc sono state la Mondadori, la Williams, la Cenisio, l'Editoriale Corno, la Comic Art,la Planeta de Agostini Comics(ora fallita),la Lion(la casa editrice che ha rimpiazzato la Planeta) e, soprattutto, la Play Press che nel 1990 reintroduce il cosmo DC e ne detiene tutti i diritti per i quindici anni successivi.

[modifica] Note

  1. ^ a b Alan Cowsill, Alex Irvine & AA.VV. (testi), DC Comics anno per anno, una storia per immagini, Panini S.p.A., Modena, 2011, p.12
  2. ^ More Fun Comics n.9, marzo-aprile 1936
  3. ^ Alan Coswill, Alex Irvine & AA.VV.,op.cit., p.13
  4. ^ AA.VV. (testi-disegni), Adventure Comics nn.32-529, DC Comics, New York, 1938-2011
  5. ^ I dati di vendita del pariodo Golden Age e la durata temporale dello stesso sono confermati da Overstreet Comic Book price guide, la rivista periodica più diffusa tra i collezionisti di fumetti americani.
  6. ^ a b c Les Daniels, DC Comics: A Celebretionof the World's Favorite Comic Book Heroes, Watson-Gutpill Publications, New York, 2003, p.64
  7. ^ Bert Christman ha realizzato i disegni per le storie del primo Sandman su Adventure Comics nn.40-48, DC Comics, New York, luglio 1939 - marzo 1940. Si tratta delle prime storie di Sandman nella sua versione Golden Age.
  8. ^ a b Les Daniels, op.cit., p.98
  9. ^ Les Daniels, op.cit., pp.100-101
  10. ^ Ibidem
  11. ^ http://www.bleedingcool.com/2009/09/09/paul-levitz-to-step-down-from-dc-comics/
  12. ^ http://pwbeat.publishersweekly.com/blog/2009/09/09/dc-makes-changes-official-levitz-gone-nelson-in-dc-now-dc-entertainment/
  13. ^ a b c «Diane Nelson». URL consultato in data 05-03-2012.
  14. ^ http://www.usatoday.com/life/comics/2011-05-31-dc-comics-reinvents_n.htm?csp=obinsite
  15. ^ http://www.rwedizioni.it/cmscontent/faq/
  16. ^ JLA in Crisis Secret Files n.1, DC Comics, novembre 1998.
  17. ^ Gennaro Costanzo. Ufficiale: La DC in Italia con la RW. ComicUS, 12 agosto 2011. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  18. ^ JLA zero, Fantasmi di pietra da Secret Origins n.46, RW Edizioni-Lion Comics, v. Benvenuti nell'Universo DC di Gianni Tabaldi, gennaio 2012, pp. 17-19

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