D'You Know What I Mean?

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« D'You Know What I Mean? è l'esempio più grandioso del talento di Noel Gallagher nel manipolare frasi senza senso in una sembianza convincente di significato. »
(Andy Gill[1])
D'You Know What I Mean?
Oasis - D'You Know What I Mean.JPG
Screenshot del videoclip del brano
Artista Oasis
Tipo album Singolo
Pubblicazione 7 luglio 1997
Durata 7: 42
Album di provenienza Be Here Now
Dischi 1
Tracce 4
Genere Britpop
Alternative rock
Etichetta Creation
Produttore Owen Morris e Noel Gallagher
Certificazioni
Dischi di platino 1
Oasis - cronologia
Singolo precedente
(1996)
Singolo successivo
(1997)

D'You Know What I Mean? è una canzone della rock band inglese Oasis, primo singolo estratto dal terzo album del gruppo, Be Here Now, nel 1997.

L'attesa per l'uscita del singolo fu enorme[2]: il brano esordì alla posizione numero 1 nella UK Singles Chart[3] ed è la terza canzone degli Oasis a saltare direttamente alla prima posizione. Conta 162.000 copie vendute nel primo giorno di pubblicazione e 370.000 alla fine della prima settimana, traguardi che ne fanno uno dei singoli venduti più velocemente nella storia della musica; la canzone ha in seguito ottenuto il disco di platino per le vendite nel Regno Unito. Nell'ottobre 2011 è stata collocata al 77º posto in una classifica delle 150 migliori canzoni degli ultimi 15 anni redatta dalla rivista britannica NME[4].

Canzone[modifica | modifica sorgente]

La canzone si apre con una lunga introduzione di effetti sonori, inclusi il rumore del motore di aereo e un messaggio in codice Morse.

La celebre rivista musicale Rolling Stone, nella sua recensione a Be Here Now, sottolineò la genialità del brano in questi termini:

« D'You Know What I Mean?: sette minuti di genialità semplice e mirata. La roba importante è tutta qui: il cigolio del feedback sonoro, la distorsione a motosega e il wah-wah simile a tosse di un'orchestra chitarristica enorme e brutale; un ritmo lento e forte, alimentato in misura eccessiva da un campionamento di batteria di Straight Outta Compton degli N.W.A.; un cantante che esaspera la presuntuosa ostentazione delle parole del testo ("All my people right here, right now/They know what I mean") con un ululato acido e un gusto per l'arroganza; un grande finale in cui ogni cosa è nel mix - le chitarre, le voci raglianti, il potente battito della sezione ritmica - è risucchiato nel rombo del motore del jet del coro dilatato. »
(Rolling Stone[5])

Le critiche rivolte al brano ne hanno sottolineato la presunta mancanza di originalità: gli accordi della chitarra nel verso iniziale e nel ritornello, infatti, sono gli stessi di un altro celebre singolo degli Oasis, Wonderwall (Mim7, Sol, Re sus4, La sus)[6]. Inoltre come base della canzone è stato utilizzato un campionamento di batteria degli N.W.A.. La critica inglese di All Music Guide la etichettò come "Oasis' first boring single", cioè il primo singolo noioso della band.

Lati B[modifica | modifica sorgente]

Stay Young[modifica | modifica sorgente]

Primo lato b del singolo, è diventato subito molto popolare tra i fan, tanto da essere votato per farlo entrare nella raccolta di b-side The Masterplan, pubblicata l'anno successivo. La canzone è una delle sole due b-side appartenenti al periodo dell'album Be Here Now a far parte della selezione (la seconda, Going Nowhere, è il lato b del singolo Stand by Me). Originariamente Stay Young era stata concepita come parte integrante dell'album Be Here Now stesso, ma Noel le preferì Magic Pie e si giustificò dicendo che non era molto affezionato alla canzone; inoltre, come egli stesso ha affermato in un'intervista rilasciata pochi giorni dopo l'uscita di The Masterplan[7], è la b-side che apprezza di meno tra quelle scelte per figurare all'interno della raccolta.

Angel Child (Demo)[modifica | modifica sorgente]

Il secondo lato b, Angel Child (Demo), è un brano acustico cantato da Noel Gallagher. È stato suonato un'unica volta ad una stazione radio spagnola per promuovere il singolo nel luglio 1997 e da quell'occasione non è stato più riproposto nella scaletta di un concerto per oltre 15 anni: solamente il 14 agosto 2012, durante un'esibizione acustica benefica a Londra del suo nuovo gruppo Noel Gallagher's High Flying Birds, l'autore ha eseguito la canzone per la seconda volta dalla sua pubblicazione, dichiarando al pubblico presente:

« La prossima canzone non l'ho mai, mai suonata dal vivo prima d'ora. E non solo: non l'ho nemmeno più sentita da quando l'ho registrata! »

Heroes[modifica | modifica sorgente]

Heroes, terzo e ultimo b-side presente solo nella versione CD del singolo, è una cover della nota canzone di David Bowie.

Commenti di Noel Gallagher[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997, in un'intervista alla rivista Q per la promozione di Be Here Now, Noel Gallagher affermò[8] a proposito del primo singolo:

« Stavo per mettere nel ritornello della canzone un po' di frasi profonde, ma non ne venni a capo con nulla di adatto. Allora pensai a "All my people right here, right now. D'You Know What I Mean? Yeah, Yeah...". Molto vago, molto ambiguo, ma lo inserì nel ritornello. Guardati allo specchio mentre la canti e fai l'occhiolino, suona davvero bene. Mi piace da matti quel verso che fa "Coming in a mess, going out in style". Eravamo un gruppo di straccioni di Manchester e ora viaggiamo in Rolls Royce»

In un'altra intervista alla BBC del 1997 Noel disse:

« Non riesco a credere che l'abbia scritta, sbalordisce le persone. »
« Il codice Morse in sottofondo è stato ispirato da Strawberry Fields. Avevamo un libro sui codici e abbiamo provato a ritmare Bugger All in modo che seguisse il verso della canzone che fa "Don't look back cos you know what you might see". Ma se c'è qualcono che sa dirmi cosa abbiamo detto veramente nel codice, per favore me lo faccia sapere. »

Nell'intervista rilasciata alla BBC per la trasmissione Seven Ages of Rock Noel Gallagher dichiarò:

« Sono otto minuti e mezzo, è il primo singolo, la batteria non entra prima che siano passati due minuti - è tutto feedback audio! »

Disse pure che si sarebbe aspettato che qualcuno gli chiedesse di modificare l'introduzione tagliandone alcune parti, ma nessuno lo fece perché la considerazione che in Gran Bretagna avevano per la band era enorme. Gli Oasis eseguirono la canzone a Top of the Pops, eliminando una parte consistente dell'introduzione di effetti sonori[9].

Copertina[modifica | modifica sorgente]

La fotografia che si trova sulla copertina del singolo, ideata Brian Cannon della Microdot, è di Michael Spencer Jones. Fu scattata di fronte ai Blind Steps, una scalinata di Wigan chiamata così perché situata accanto al Blind Workshop, visibile a sinistra nello scatto. Lo scatto rimase segreto per evitarne la sovraesposizione mediatica, ma il giornale The Wigan Evening Post ottenne il diritto esclusivo di seguire l'evento e alla fine vendette le foto al Daily Mirror. Durante la pausa pranzo Liam Gallagher e il designer Brian Cannon si concedettero una birra al vicino pub Crispin Arms.

Video[modifica | modifica sorgente]

Il videoclip della canzone, ambientato in un mondo post-apocalittico, mostra la band che suona tra edifici in rovina in una zona presidiata da numerosi elicotteri. Molti di essi atterrano, sbarcando un numero crescente di persone che si radunano attorno al gruppo e lanciano dei fumogeni colorati. Il frontman Liam Gallagher indossa un anorak e un paio di occhiali da sole creati appositamente per lui, mentre Noel suona una chitarra Gibson Flying V. Il video fu girato nelle officine del gas abbandonate nel quartiere londinese di Beckton, già teatro delle riprese del film Full Metal Jacket di Stanley Kubrick; per l'occasione furono scritte le frasi Do yo know what I mean? e Be here now in ceco sulle pareti di alcuni edifici. A causa dell'utilizzo di due elicotteri Westland Lynx delle forze armate britanniche per le riprese del video, la band venne successivamente accusata di ipocrisia quando nel 2002, dichiarando fermamente la propria opposizione nei confronti della guerra e della militarizzazione, chiesero la rimozione di un filmato di reclutamento per l'esercito che utilizzava in sottofondo la canzone Morning Glory[10].

Tracce[modifica | modifica sorgente]

CD
  1. D'You Know What I Mean? - 7:22
  2. Stay Young - 5:06
  3. Angel Child (Demo) - 4:28
  4. Heroes (David Bowie/Brian Eno) - 4:09
7" CRE
  1. D'You Know What I Mean? - 7:22
  2. Stay Young - 5:06
12"
  1. D'You Know What I Mean? - 7:22
  2. Stay Young - 5:06
  3. Angel Child (Demo) - 4:28
Cassetta
  1. D'You Know What I Mean? - 7:22
  2. Stay Young - 5:06

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Andy Gill, ON OASIS'S `D'YOU KNOW WHAT I MEAN?'... AND THE PRODIGY: Reviews, The Independent, 27 giugno 1997.
  2. ^ (EN) Agnes Severin, Rush for Oasis: know what I mean?, The Independent, 8 luglio 1997.
  3. ^ (EN) Rick Futon, Has the Oasis bubble burst?, Daily Record, 22 luglio 1997.
  4. ^ (EN) Oasis: 150 Best Tracks Of The Past 15 Years, New Musical Express, 12 ottobre 2011.
  5. ^ (EN) Oasis: Be Here Now : Music Reviews, Rolling Stone, 4 settembre 1997.
  6. ^ (EN) Charles Arthur, Working out the chords is easy, if you know what I mean, The Independent, 17 agosto 1997.
  7. ^ http://www.upinthesite.com/articles.asp?id=459
  8. ^ (EN) Q Magazine - September 1997, geocities.com/sunsetstrip. (archiviato dall'url originale il ).
  9. ^ "Oasis- D'You Know What I Mean- Top of the Pops". youtube.com
  10. ^ "Top soldier blasts 'whingeing' star". Metro.co.uk
Rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Rock