Dédalo (portaidrovolanti)

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Dedalo
Dedalo.jpg
Descrizione generale
Flag of Spain.svg
Tipo Portaerei
Proprietà Flag of Spain (1785-1873 and 1875-1931).svg Armada Española
Costruttori Swan Hunter
Cantiere Swan Hunter - Newcastle
Entrata in servizio 1922
Radiata 1934
Destino finale Demolita nel 1940
Caratteristiche generali
Stazza lorda 9900 t tsl
Lunghezza 127,4 m
Larghezza 16,76 m
Pescaggio 7,4 m
Propulsione Un'elica
3.000 Shp
Velocità 10 nodi  (19 km/h)
Equipaggio 398
Armamento
Artiglieria
  • 4 Cannoni da 105 mm
  • 2 Cannoni da 57 mm antiaerei
Mezzi aerei da 20 a 25 idrovolanti secondo il tipo
2 dirigibili
2 palloni frenati

fonte La Armada Española [1]

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La Dedalo fu la prima nave classificata come portaerei dell'Armada Española (Marina da guerra spagnola).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa nave nacque come il mercantile Neuenfelds costruito nei cantieri Swan Hunter di Newcastle[1] e venne ceduta dalla Germania alla Spagna come riparazione per tre mercantili affondati da parte di sottomarini tedeschi nel corso della prima guerra mondiale. Ridesignata dapprima España nº6, la Dedalo venne riconvertita nei Talleres Nuevo Vulcano a Barcellona e prestò servizio a partire dal 1922 dopo la sua trasformazione; il suo nome ufficiale era Estación Transportable de Aeronáutica Naval[1] (tradotto dallo spagnolo "Stazione mobile dell'aeronautica navale"[2]).

Era in grado di trasportare palloni frenati, dirigibili e da dodici a venti idrovolanti. La sua classificazione ufficiale era "Base Mobile dell'Aeronautica Navale". In pratica la nave non possedeva un "ponte di volo" e gli idrovolanti di tipo Felixtowe F.3A, SIAI S.16 e S.16 bis, Macchi M.18 e Supermarine Scarab, venivano calati in mare e poi recuperati tramite gru, era quindi una nave appoggio idrovolanti[1]. Sulla nave vennero anche effettuate delle prove di appontaggio dell'autogiro di Juan de la Cierva nel 1934[1] (come si vede in una foto dedicata dallo stesso de la Cierva all'equipaggio della nave), costituendo il primo appontaggio di un mezzo aereo ad ala rotante su una nave[1].

L'unico combattimento di rilievo al quale prese parte durante la sua vita operativa fu lo sbarco della baia di Alhucemas, effettuato nel settembre 1925 una forza navale combinata franco-spagnola; nel corso dell'operazione gli aerei della Dédalo lanciarono, il solo 21 settembre, 175 bombe.[1]

Unità successive con lo stesso nome[modifica | modifica wikitesto]

Anni dopo, quando ormai la prima Dedalo era stata dismessa dal servizi attivo, altre unità navali dell'Armada hanno ricevuto lo stesso nome. Tra queste la Dedalo (R-01), nata come portaerei leggera USS Cabot (Classe Indipendence) e che partecipò partecipò alla seconda guerra mondiale nel teatro di guerra del Pacifico; nel 1967 gli Stati Uniti d'America la prestarono per un periodo di cinque anni alla Spagna per poi venderla alla stessa nel 1973. Su di essa nel 1972 effettuò con successo prove di decollo un aeromobile a decollo verticale Harrier. Nel dicembre 1973 viene formato con otto Harrier comprati dall'UE il nucleo di combattimento aereo della Armada Española con base sulla Dedalo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Casinos, Dédalo Portahidroaviones in La Armada Española.
  2. ^ Galuppini, La portaerei: storia tecnica e immagini dalle origini alla portaerei atomica, pag. 44.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gino Galuppini. La portaerei: storia tecnica e immagini dalle origini alla portaerei atomica. Arnoldo Mondadori Editore (1979).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]