Cyan Three

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Cyan Three
Paese d'origine Italia Italia
Genere Beat
Pop
Periodo di attività 1966-1984
Etichetta RCA Italiana, RCA Victor, EMI Italiana
Album pubblicati 2
Studio 2

I Cyan Three (o Cyan 3) sono un gruppo musicale beat inizialmente costituito da musicisti inglesi e poi anche da italiani attivi tra la seconda metà degli anni sessanta e gli anni ottanta; nel 1970, aumentando la formazione del gruppo, abbreviano il nome in Cyan; infine nel 1984 pubblicano un album con la denominazione Blizzard.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Formatisi nella loro città d'origine, Brighton, alla fine del 1965 firmano un contratto per un 45 giri, pubblicato dalla Decca all'inizio dell'anno seguente, che passa però inosservato sul mercato britannico. Giunti in Italia nel giugno 1966 su invito di Alberigo Crocetta, che li chiama per una serie di esibizioni al Piper Club, diventano alla fine dello stesso anno la band di supporto di Patty Pravo (che hanno conosciuto nel locale), suonando nelle sue incisioni sia a 45 giri che a 33, oltre che nei concerti. Così ricorda il gruppo la cantante veneziana: «Mi accompagnavano i Cyan Three, tre ragazzi inglesi della mia stessa età che mi avrebbero seguito per alcuni anni. Gordon Fagetter (che poco dopo sarebbe diventato mio fidanzato) suonava la batteria, George Sims le chitarre e Roger Smith il basso (il più piccolo di tutti, aveva un anno meno di noi)».[1]

Alla fine del 1967 entra nel gruppo il tastierista Alberto Visentin, proveniente dal gruppo beat I Volti (che aveva poi preso il nome di The Pipers), e noto alle cronache rosa per essere il marito dell'attrice Cristina Gaioni, ed aumentando il numero dei componenti del gruppo il nome viene cambiato in The Cyan. Così racconta Patty Pravo: «Avevo iniziato la mia carriera in trio, con i Cyan Three, basso, chitarra e batteria. Molto bello, ma dopo poco mi ero resa conto che, con un repertorio come il mio, servivano anche altri strumenti, come archi e tastiere, per esempio. Chiamai Alberto che era il più avanti in assoluto, lui e la sua meravigliosa Farfisa. Così lo strappai al suo gruppo di allora, I Volti, che erano già abbastanza popolari ma ai quali, togliendo Visentin, stroncai la carriera».[2]

Nel 1971 incidono un singolo, intitolato Misaluba, che riscuote un discreto successo; sempre nello stesso anno, per un breve periodo cambiano nome in La Macchina, ed è con questa denominazione che partecipano all'incisione del disco Oltre la collina di Mia Martini. Partecipano a molti festival pop in giro per la penisola, e riscuotono molto successo nel 1972 con la canzone Mama, papa, cover di una canzone del gruppo olandese Cardinal Point, che nella loro versione entra anche in classifica in Sudafrica; nello stesso anno effettuano una serie di concerti negli Stati Uniti, come gruppo di accompagnamento di Mal.

Alla fine del 1972 effettuano un tour promozionale per promuovere il loro album, insieme ad altri due artisti della stessa casa discografica, Claudio Baglioni e Fiorella Mannoia. Nel 1973 il batterista Fagetter abbandona il gruppo per dedicarsi alla pittura (un suo quadro diventerà nel 1974 la copertina dell'album omonimo di Francesco De Gregori), ed è sostituito da Franco Di Stefano, proveniente dagli Atomi di Mike Liddell. Negli anni diventano anche uno dei più validi gruppi di session man all'interno della RCA Italiana, suonando in moltissimi dischi incisi da vari artisti per questa casa discografica.

Collaborano anche a molte colonne sonore: tra queste ricordiamo Blue Jeans, film del 1975 di Mario Imperoli, con la colonna sonora scritta da Nico Fidenco, e Roma drogata la polizia non può intervenire (film di genere poliziesco di Lucio Marcaccini), scritta da Albert Verrecchia, in cui lavorano con Tony Esposito alle percussioni, le Baba Yaga ai cori, Sammy Barbot e Edda Dell'Orso alla voce solista. Cambiano poi casa discografica, passando alla EMI Italiana, ed incidendo la sigla della trasmissione televisiva La vela, il brano Sono un tipo démodé. Alla fine del decennio partecipano come musicisti di De Gregori al tour Banana republic, da cui viene tratto l'omonimo disco dal vivo.

Negli anni Ottanta continuano l'attività di session man, e partecipano anche all'incisione di alcune sigle di cartoni animati giapponesi. Con l'ingresso di Mike Fraser ed il ritorno di Dave Sumner cambiano nuovamente il nome in Blizzard, incidendo nel 1984 l'album Stone by stone (arrangiato da Tony Mimms e Fabio Frizzi): una delle canzoni dell'album, With a shake of her head viene ascoltata da Vasco Rossi, che decide di riprenderla scrivendo un testo in italiano, con il titolo Una nuova canzone per lei, nel suo album Cosa succede in città.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni ad album di altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Dizionario della canzone italiana", di Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), ed. Curcio, 1990; alla voce Cyan Three, di Roberto Ruggeri, pag. 461
  • Patty Pravo - Bla, bla, bla... - Edizioni Mondadori, Milano, 2007

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Patty Pravo - Bla, bla, bla... - Edizioni Mondadori, Milano, 2007, p. 49.
  2. ^ Patty Pravo - Bla, bla, bla... - Edizioni Mondadori, Milano, 2007, p. 59
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