Custer eroe del West

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Custer eroe del West
Titolo originale Custer of the West
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1968
Durata 140'
Colore colore
Audio sonoro
Genere avventura, drammatico
Regia Robert Siodmak
Sceneggiatura Bernard Gordon
Julian Zimet
Fotografia Cecilio Paniagua
Montaggio Peter Parasheles
Maurice Rootes
Effetti speciali Léon Ortega
Musiche Bernardo Segall
Scenografia Jean d'Eaubonne
Eugène Lourié
Julio Molina
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Custer eroe del West (Custer of the West) è un film statunitense del 1968, diretto da Robert Siodmak.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della guerra di secessione americana a George Armstrong Custer non va giù di rimanere ufficiale in servizio sedentario e chiede al suo superiore, generale Sheridan, di tornare a combattere nell'unica guerra in corso: quella contro gl'indiani. Accontentato, passa di vittoria in vittoria divenendo l'idolo bellico della stampa americana. Gli viene poi affidato un reggimento di cavalleria, il , composto in gran parte da sfaticati, a cominciare dal vicecomandante, maggiore Marcus Reno, che a cavalli e fucili preferisce le bottiglie di whiskey, passando dal capitano Benteen, simpatizzante del nemico, per finire alla truppa, gran parte della quale, alla notizia della prima spedizione contro gl'indiani, pensa bene di marcare visita. Ma Custer non si scoraggia e coniugando esercitazioni pesanti e frenetica attività militare ad una disciplina ferrea, fa del 7º il fiore all'occhiello della cavalleria statunitense. Intanto però l'agitazione degl'indiani cresce: accettato il confino nelle riserve con l'intesa che nessun bianco vi avrebbe messo piede, sono continuamente alle prese con violazioni di quest'ultima regola e reagiscono come sono abituati a fare, cioè non certo scrivendo lettere indignate ai giornali, ma semplicemente ammazzando i bianchi che violano il trattato.

Custer si barcamena come può ma sorgono all'improvviso due problemi. Sulle montagne di una grande riserva è stato scoperto l'oro e torme di cercatori improvvisati vi si precipitano, a stento fermati e trattenuti dalle truppe di Custer. Il quale, ricevuta una pilatesca lettera da Washington, ove si dice che il Presidente degli Stati Uniti vede con favore questa scoperta che arricchirà il paese, ma al contempo si lascia alla valutazione personale di Custer il da farsi, si stufa e dà via libera ai cercatori, tra i quali finiscono anche alcuni dei suoi soldati che disertano. L'altro problema è la scoperta, da parte delle società ferroviarie, che per unire Atlantico e Pacifico con una ferrovia, le relative rotaie devono attraversare le riserve indiane, cosa che non le turba affatto e quindi procedono. Gli indiani perdono del tutto la pazienza, assaltano un treno e fanno crollare il vagone passeggeri, pieno di viaggiatori benestanti, giù da un ponte alla cui struttura lignea hanno dato fuoco. La grave mattanza ha una eco enorme sui quotidiani dell'Est e Custer, accusato di non aver fatto abbastanza per controllare gl'indiani, viene sollevato dal suo incarico (che viene temporaneamente affidato al maggiore amante del whiskey) e invitato a presentarsi a Washington per giustificarsi di fronte ad una commissione militare d'inchiesta. Custer obbedisce e si difende bene, accusando della situazione speculatori e corrotti, dei quali fa nomi e cognomi, incluso quello del fratello del presidente Grant. Viene prosciolto dalla commissione d'inchiesta, ma Grant non ha gradito e, nonostante gli sforzi del suo mentore, il generale Sheridan, Custer viene messo da parte ed ignorato.

Appreso che l'esercito intraprenderà un'offensiva in grande stile contro gl'indiani, della quale il 7º cavalleria sarà la punta di lancia, Custer scrive a Grant supplicandolo «…da soldato a soldato…» di riaffidargli per l'occasione il comando del "suo" reggimento. Grant acconsente e Custer parte per il forte ove risiede il 7º cavalleria. Troverà così la sua Nemesi a Little Bighorn.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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