Curtis LeMay

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Curtis Emerson LeMay

Curtis Emerson LeMay (Columbus, 15 novembre 1906March Air Reserve Base, 1º ottobre 1990) è stato un generale statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Generale di aviazione, era famoso per la sua durezza: gli uomini dell'USAF facevano di tutto pur di non dover lavorare per "The Old Iron Bottom" (il Vecchio Culo di Ferro); per quasi 40 anni ha visto il mondo come un obiettivo nemico da centrare dall'alto di una fortezza volante. Quando fu capo dello Strategic Air Command (da cui dipendono i bombardieri ed i missili atomici) sostenne, e fortunatamente perse (perseguendo la politica della deterrenza, alla base dei rapporti di forza delle due superpotenze), l'aspra disputa che mirava a trasformare la guerra fredda in guerra atomica, per alcuni, posto che un bombardamento avrebbe causato un ecatombe nucleare, mise comunque in condizione gli Stati Uniti di opporsi all Unione Sovietica, che altrimenti non sarebbe stata convinta da alcun deterrente strategico a tornare sui suoi passi (vedi crisi di Cuba).

Entrato in aviazione nel 1928 come meccanico, si fece strada con forza di volontà e duro lavoro, e divenne presto uno dei piloti più esperti e spericolati dei primi superbombardieri. Per i suoi record di volo sugli oceani, fu scelto nel 1941 a guidare i convogli attraverso l'Oceano Atlantico. L'anno seguente addestrava i piloti del B-17 di stanza in Gran Bretagna. Di qui lui stesso partì per famosi raid sulle basi tedesche di Saint-Nazaire e di Ratisbona; riuscì sempre a cavarsela sotto il fuoco furioso della contraerea, ed ebbe il titolo di eroe ed il soprannome di "Iron ass" (lett.: "Culo di ferro").

Nel 1944 fu trasferito nell'Oceano Pacifico e guidò i B-29 in un volo notturno durante il quale furono sganciate 2.500 tonnellate di bombe incendiarie sul centro di Tokio. La tattica non nuova da lui praticata consisteva nello sfuggire al radar volando a bassa quota e nell'ottenere la massima potenza di fuoco con una formazione di 18 aerei. Nel 1945 fu tra i responsabili del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki.

Concluse le sue operazioni all'estero con l'exploit di un volo senza scalo dal Giappone a Chicago. Dopo la guerra, per avere diretto il ponte aereo di Berlino, spesso pilotando personalmente gli aerei, ricevette la medaglia for Humane Action. Dal 1948 al 1957, gli anni più tesi della guerra fredda, fu posto a capo dello Strategic Air Command dell'aviazione americana e, perfezionando la tecnica dei rifornimenti in volo, fece in modo che per anni, senza interruzione, il mondo fosse sorvolato da bombardieri strategici dotati di armi atomiche, pronti a dirigersi sull'URSS.

Capo di Stato Maggiore dell'aviazione, dopo il 1960 trovò un ostacolo insormontabile nella politica del segretario della Difesa, McNamara, che alla strategia dei grandi bombardieri preferì quella dei missili intercontinentali. Il rapporto McNamara-LeMay viene a più riprese descritto nel documentario The Fog of War: La guerra secondo Robert McNamara. Per il suo esasperato bellicismo è servito da modello per uno dei personaggi del film Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba. Nelle elezioni del 1968 George Wallace, che raccoglieva i voti della destra più reazionaria, lo aveva indicato come candidato alla vice-presidenza.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • (con MacKinlay Kantor) Mission with LeMay: My Story (Doubleday, 1965) ISBN B00005WGR2
  • (con Dale O. Smith) America is in Danger (Funk & Wagnalls, 1968) ISBN B00005VCVX
  • (con Bill Yenne) Superfortress: The Story of the B-29 and American Air Power (McGraw-Hill, 1988) ISBN 0-07-037160-1

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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