Cultura di Bükk

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Su sfondo verde - La cultura di Bükk (cultura della ceramica lineare orientale)

La cultura di Bükk (ungherese Bükki kultúra, slovacco Bukovohorská kultúra, ucraino Буковогірська культура) appartenne a un denso gruppo di popolazione di tipo Cro-Magnon, abitante le montagne del Bükk in Ungheria (interno dei Carpazi occidentali) e l'alto corso del fiume Tisza e suoi tributari. L'uomo neolitico circostante faceva parte principalmente di un tipo mediterraneo, più gracile, con una mescolanza di Cro-Magnon come un'altra possibilità, come se i cro-magnon fossero un residuo spremuto in questa zona. Non ci sono segni di conflitti e - si presume - si trovassero piuttosto bene nel commercio dell'ossidiana, e furono, per modo di dire, i ricchi uomini del neolitico europeo.

I Cro-magnon acquisirono il neolitico dalla cultura di Starčevo, situata più a sud. Nella cultura di Szatmár prima del 5500 a.C., modificarono i loro percorsi mesolitici prendendo un tipo di manufatto starcevano e stili di ceramica, e lo stesso può essere detto della successiva cultura di Tiszadob del 5200-5000 a.C. Nel 5000 la cultura della ceramica lineare (orientale) ebbe a rimpiazzare la Starčevo nella regione circostante influenzando i cro-magnon della cultura di Bükk.

La ceramica di Bükk è il vasellame più pregiato della cultura della ceramica lineare, avendo una più ampia varietà di forme: alti piedistalli, giare con piedi, ciotole globulari, e così via. La loro struttura è temprata con sabbia, contrariamente a quella scadente della cultura della ceramica lineare occidentale. Le pareti dei vasi sono sottili e delicate. La decorazione è costituita da modelli della cultura della ceramica lineare, composti di bande che sono sia dipinte che incise con sottili linee. I brillanti colori sono il bianco, rosso e giallo, che rendono accogliente il nucleo familiare benestante. I modelli sono più complessi, più regolari ed evidenziano più cura nella loro esecuzione, alcuni dei quali sono probabilmente simboli. Anche i cro-magnon possedevano statuette umane stilizzate, nelle quali la figura umana viene ad essere rappresentata con forme geometriche, coperte di simboli.

L'origine dell'opulenza della cultura di Bükk è dovuta all'eccellente ossidiana di cui le montagne abbondano. I cro-magnon probabilmente incoraggiarono ogni altra cultura a stabilirsi là e tirare su un commercio etnico. Le officine per la manifattura degli utensili d'ossidiana erano comuni, venendo esse identificate da centinaia di strumenti sparpagliati sulla pavimentazione del sito, il quale si presume dovesse essere stato un capannone. Questi laboratori si trovavano vicino alle case, e probabilmente rappresentavano una famiglia dedita al commercio. In alcuni casi le giare di coltelli, classificati in base alla grandezza, erano già pronte per essere esportate. Un'abbondanza di conchiglie di spondylus nelle tombe suggerisce che queste fossero usate come moneta, la cui ultima loro fonte di approvvigionamento era rappresentata dal Mediterraneo. Questi cro-magnon, in opposizione ai mesolitici della costa atlantica, erano probabilmente considerati i migliori uomini del mondo che, dai loro eremi montani, dominavano il mercato degli utensili in pietra.

Il popolo del Bükk visse una vita molto diversa dai residenti delle case lunghe. Le case del Bükk sono singole e rettangolari, di pochi metri larghe e circa il doppio in lunghezza. Molte sono scavate nella terra tanto da essere interamente o parzialmente sotterranee. Altre invece sono interamente impiantate sopra la terra, con graticcio e intonaco. Le genti del Bükk situavano le loro case su colline, pendii, o burroni, e usavano le caverne per i riti sacri, anche se non è escluso che possano avervi abitato.

Quando non si impegnavano nella manifattura e nel commercio, le genti del Bükk condividevano la stessa economia regionale della variante occidentale. Al gioco di luce nelle foreste aperte, essi aggiunsero il feroce bisonte europeo (aurochs). Quando qualcuno moriva essi lo seppellivano nel villaggio, talvolta sotto la casa. Un tale costume implica la credenza di una continuità spirituale e conferisce alla famiglia una dimensione sia nel tempo che nello spazio. Nel villaggio dimoravano simultaneamente sia la famiglia vivente che gli spririti dei loro defunti.

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