Cultura dell'Australia

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Bandiera dell'Australia

La cultura dell'Australia è essenzialmente una cultura occidentale influenzata dalla geografia unica del continente australiano, dai diversi influssi delle popolazioni aborigene e delle popolazioni delle Torres Strait Islands, dalla colonizzazione inglese cominciata nel 1788 e le varie ondate di migrazioni multietniche che seguirono[1]. La prevalenza della lingua inglese, l’esistenza di un sistema governativo democratico disegnato su quello inglese, le tradizioni del costituzionalismo e del federalismo americano, il cristianesimo come religione dominante e la popolarità di sport come il cricket e il rugby sono tutte prove di una significativa eredità Anglo-Celtica. La cultura australiana si è diversificata in maniera significativa dall’arrivo degli Inglesi nel 1788.

Le popolazioni aborigene sono arrivate non prima di 60000 anni fa e le prime tracce di arte aborigena in Australia sono datate ad almeno 30000 anni fa. Molti stati e territori nacquero come colonie penali con i primi detenuti britannici che arrivarono nella baia di Sydney nel 1788. Storie di fuorilegge come il bushranger  Ned Kelly sono tramandate nella musica, nel cinema e nella televisione australiana. La corsa all’oro cominciata in Australia metà dell’ottocento portò ricchezza ma anche nuove tensioni sociali come la rivolta dei minatori di Eureka. Le colonie elessero un parlamento e stabilirono dei diritti per i lavoratori e per le donne molto prima delle altre nazioni occidentali[2]. Il processo di federalizzazione dell’Australia nel 1901 ha evidenziato un crescente senso di identità nazionale che si era sviluppato nella seconda metà dell’ottocento, come si vede nei dipinti dei pittori della Heidelberg School e nelle opere di scrittori come Banjo Paterson, Henry Lawson, Dorothea Mackellar. Le guerre mondiali hanno profondamente alterato il senso di identità nazionale, con la Prima Guerra Mondiale che ha introdotto la leggenda dell’ANZAC e la Seconda Guerra Mondiale che ha visto il passaggio dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti come il principale e più grande alleato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, 6,5 milioni di persone immigrate da 200 diverse nazioni portarono un’ampia nuova diversità e gli australiani crebbero sempre più consapevoli della vicinanza con l’Asia. Nel corso del tempo le diverse tradizioni culinarie e culturali, e i diversi stili di vita portati dagli immigrati sono stati assorbiti nella cultura australiana[3][4].

Teatro dell'opera di Sydney

L’egualitarismo, l’informalità ed un accentuato senso dell’umorismo sono stati temi comuni di opere di autori come C.J.Dennis, Berry Humphries e Paul Hogan. Il fascino dell’Outback è stato sempre presente nelle arti australiane.

Le città più importanti ospitano centri culturali rinomati a livello internazionale come la Sidney Opera House e la National Gallery of Australia. L’Australia ha contribuito con numerosi artisti alla musica e al cinema internazionali, dall’ hard rock con gli AC/DC all’opera con Nellie Melba e Joan Sutherland così come gli attori holliwoodiani Geoffrey Rush e Nicole Kidman e la designer Catherine Martin. Gli australiani inoltre praticano una grande varietà di sport tra i quali il football australiano e il surf intorno al quale si è sviluppata una vera e propria cultura.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene l'Australia non abbia una lingua ufficiale, de facto lo è l'inglese, in particolare nel paese si parla una variante specifica della lingua inglese: l'inglese australiano (noto in patria come strine). Secondo il censimento della popolazione del 2001 l'80% della popolazione parla a casa esclusivamente l'inglese; le altre lingue parlate principalmente sono il cinese (2,1%), l'italiano (1,9%) e il greco (1,4%). Un numero considerevole di immigrati della prima o seconda generazione è bilingue. L'Australia ha un proprio linguaggio dei segni, l'Auslan, usato da circa 6.500 sordi.

Si ritiene che fossero parlate circa duecento o trecento lingue australiane aborigene all'epoca dell'arrivo dei primi coloni. Attualmente sono sopravvissute solo settanta di queste lingue e venti di esse rischiano di estinguersi. Circa 50.000 persone fanno usa di una delle lingue degli aborigeni (lo 0,25% della popolazione).[5]

Italo-australiani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Italo-australiani.

Gli italo-australiani sono quegli australiani d'origine italiana; secondo il censimento del 2006 essi sono il quarto gruppo etnico australiano (con 850.000 persone, dei quali 199.124 sono emigrati della prima generazione) dopo inglesi, scozzesi e irlandesi[6]. L'italiano è parlato in casa da 316.900 persone[7].

Gli italo-australiani sono presenti in molte città, ma soprattutto nello stato di Victoria, con 82.851 unità, e nello stato del Nuovo Galles del Sud, con 55.172 unità[8].

Ormai gli italiani residenti in Australia sono per il 63% ultrasessantenni, dei quali 176.536 arrivati prima del 1980. Infatti, se l'afflusso degli italiani aumentò esponenzialmente nel secondo dopoguerra, dagli anni settanta in poi il numero di nostri connazionali emigrati in Australia calò drasticamente[8].

Dal punto di vista religioso il 79% degli Italo-australiani è cattolico, il 3,2% si dichiara anglicano, il restante o è ateo oppure è fedele ad altre confessioni cristiane[8].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Shearing the Rams, Tom Roberts, 1890

L'arte in Australia (film, musica, pittura, teatro, la danza e l'artigianato) ha ottenuto il riconoscimento internazionale. Tuttavia, de facto, è stato spesso difficile per gli osservatori scorgere qualcosa che abbia caratteristiche tipicamente australiane nelle opere prodotte in questo paese nel campo della musica, del cinema, della letteratura e nella danza.

Arti figurative e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Come in tutte le civiltà la prima forma di pittura fu quella rupestre, che possiamo trovare in svariate località dell'Australia settentrionale consiste in una sequenza di diversi stili legati ai diversi periodi storici. I materiali tradizionali impiegati nella pittura aborigena erano acqua o saliva mescolate con ocra e altri coloranti minerali, sangue di canguro e resine. Come strumenti si usavano semplici pennelli, bastoncini, o le dita. Piuttosto diffusa era anche una tecnica che consisteva nel riempirsi la bocca di pittura e spruzzarla sulla superficie da dipingere, con un effetto simile a quello della moderna pittura a spruzzo. Oltre a dipingersi il corpo, gli aborigeni dipingevano le pareti rocciose e la corteccia degli alberi (soprattutto dell'eucalipto melaleuca, nella zona di Arnhem). In alcune zone, e in particolare nella zona di Papunya, disegnavano direttamente sulla sabbia del deserto australiano.

Nella pittura su corteccia si utilizzano parti lisce e prive di nodi, preferibilmente ricavate dall'albero durante la stagione umida. La corteccia veniva poi pulita della scorza esterna più dura con uno strumento appuntito, riscaldata al fuoco, e appiattita calpestandola o schiacciandola con grossi sassi. Una volta dipinta, veniva applicato un fissante, tipicamente succo di orchidea.

Nella pittura rupestre aborigena tradizionale venivano utilizzato pareti rocciose spesso situate all'interno di caverne o in luoghi difficilmente accessibili. I luoghi scelti per la pittura avevano spesso un importante significato spirituale o religioso nella cultura locale, e non raramente i nuovi dipinti venivano realizzati sulla stessa parete usata per dipinti più antichi, che ne risultavano coperti. Alcuni dipinti rupestri in luoghi come Kakadu o Uluru risultano dalla sovrapposizione di decine o centinaia di strati.
  • Scultura aborigena:
Le sculture lignee aborigene rappresentano spesso i Mimi, creature mitologiche simili a piccoli uomini. Altri oggetti realizzati in legno la cui realizzazione ha talvolta valenza artistica sono i boomerang, i coolamons, i bullroarer, i didjeridoo e perfino i "bastoncini per scavare" (digging sticks). Le decorazioni di questi oggetti, soprattutto con tecniche in stile dot art, sono però più tipiche dell'arte moderna (e alla vendita di souvenir turistici) che propri della tradizione aborigena.

La cosiddetta "cultura alta", o d'élite, tradizionale attrae una scarsa attenzione da parte della popolazione, cosa che non si può dire per la cosiddetta "cultura di massa". La cultura alta australiana si è sviluppata in un numero limitato di gallerie d'arte, all'interno di una ricca tradizione coreutica, ravvivata dall'eredità lasciata da Edouard Borovansky e Sir Robert Helpmann, proseguita con la compagnia di ballo nazionale (The Australian Ballet) e da ballerini-coreografi come Graeme Murphy e Meryl Tankard.
A Sydney ha sede l'Opera Australia, la compagnia teatrale della famosa Opera House. Inoltre, ogni capitale di stato vanta una sua orchestra sinfonica, particolarmente famose quelle di Sydney e Melbourne. Tuttavia, al di fuori dei maggiori centri gli artisti faticano a farsi conoscere e si può dire, addirittura, che la cultura alta è virtualmente inesistente.

Una forma di cosiddetta "cultura indipendente" è presente nelle capitali statali e nei maggiori centri regionali. Di questo tipo d'arte molto diffuse sono le etichette discografiche indipendenti, così come le loro corrispondenti nel campo del cinema, delle arti visive e della street art.
A Melbourne il panorama musicale legato alle etichette indipendenti è uno dei più grandi al mondo, mentre altro può essere trovato nella moltitudine degli artisti di strada stranieri che lavorano per un certo periodo in città e, in misura minore, nelle altre maggiori città australiane.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Joan Sutherland protagonista di Norma

Per quanto riguarda la musica indigena, sembra certa l'influenza della cultura musicale dei Maori, basata su strumenti percussivi e ritmici, aventi il compito di accompagnare canti e danze, talvolta inseriti all'interno di riti propiziatori e di iniziazione. Negli ultimi secoli, sotto l'ìnfluenza della musica colta europea sono stati fondati a Sydney la Philharmonic Society (1820), un buon numero di teatri lirici e istituti musicali. Nel Novecento si è intensificata l'attività di studiosi musicali, di compositori e di musicisti, tra i quali si annovera il direttore d'orchestra Denis Vaughan.[9]

Gli AC/DC sono australiani, grande band Hard Rock famosa in tutto il mondo. Grande artista di fama mondiale è la cantautrice Kylie Minogue, nonché attrice della serie tv Neighbours, originaria di Melbourne, rappresentata anche in una statua di bronzo nel centro della città natale. Altri artisti famosi sono Holly Valance la star australiana di Kiss Kiss Down Boy, Natalie Imbruglia e Delta Goodrem. Sono australiani anche i Karnivool, uno dei gruppi Progressive rock più famosi.

Uno dei protagonisti della scena musicale australiana è Nick Cave, fondatore della storica rock-band the Birthday Party ed attuale leader dei Nick cave and the Bad Seeds, noti e apprezzati in tutto il globo. Nell'ultimo decennio sono nate diverse band di genere metal/hardcore che hanno raggiunto un notevole successo in tutto il mondo, tra cui Parkway Drive, I Killed the Prom Queen (scioltisi nel 2008) e i 50 Lions.

Alcuni dei musicanos di maggior successo comprendono Nellie Melba, Slim Dusty, Joan Sutherland, The Easybeats, Bee Gees, Olivia Newton-John, Paul Kelly, INXS, Kylie Minogue, Powderfinger, The John Butler Trio, Xavier Rudd.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Australia Day, 26 January 1988
Data Festività
1º gennaio Capodanno
26 gennaio Australia Day (festa nazionale)
Pasqua Venerdì santo
Pasqua Sabato santo (eccetto Victoria e Australia Occidentale)
Pasqua Lunedì di Pasqua
25 aprile Anzac Day
primo lunedì dopo o il 9 giugno Compleanno della Regina (eccetto Australia Occidentale)
25 dicembre Natale
26 dicembre Santo Stefano

L'Australia ha inoltre una festa chiamata festa del Mondo dove ogni anno viene festeggiato un diverso stato del mondo.

Istituzioni culturali, organizzazioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni e organizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il 18,7% degli Australiani pratica l'anglicanesimo, mentre il 25,8%, dato più alto fra i Paesi anglosassoni, si dichiara cattolico.

Australia * (2006) %Australia * (2006) Australia **(2001) %Australia **(2001)
Cattolici 5.126.882 25,8% 5.001.624 26,6%
Anglicani 3.718.248 18,7% 3.881.162 20,7%
Atei 3.706.557 18,7% 2.905.993 15,5%
Chiesa Uniate 1.135.422 5,7% 1.248.674 6,7%
Presbiteriani e Riformati 596.668 3,0% 637.530 3,4%

*Dati basati sul Censimento 2006

**Dati basati sul Censimento 2001

Nel 2008, la città di Sydney ha ospitato la Giornata Mondiale della Gioventù, evento che ha richiamato in Australia migliaia di giovani cattolici di tutto il mondo. Per l'occasione, Papa Benedetto XVI ha visitato ufficialmente il Paese: il primo pontefice a raggiungere la nazione era stato Paolo VI nel 1970; Giovanni Paolo II è venuto nel 1986 e nel 1995. Mary MacKillop, fondatrice della congregazione Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore di Gesù, stata beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 1995.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Fra le serie televisive australiane vi sono le celebri: H2O, Blue Water High e Neighbours.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei film australiani di maggior successo comprendono Picnic ad Hanging Rock (1975) di Peter Weir; Interceptor (Mad Max), del 1979, diretto da George Miller (nella parte del protagonista Max un giovanissimo Mel Gibson, attore che fu lanciato grazie a questo film); Gli anni spezzati (Gallipoli) (1981) di Peter Weir; L'uomo del fiume nevoso (1982); Mr. Crocodile Dundee (1986); Babe - Maialino coraggioso(1995) di Chris Noonan; 10 canoe, un film del 2006 diretto da Rolf de Heer e Peter Djigirr ed è il primo lungometraggio realizzato interamente in lingua australiana aborigena; Australia (2008), un kolossal epico diretto da Baz Luhrmann, con protagonisti Nicole Kidman e Hugh Jackman.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Partita della nazionale di rugby a 15 (wallabe) contro l'Italia al Flaminio di Roma nel 2006.
Un ruck durante una partita di football australiano.

Lo sport è molto sentito nella cultura australiana. L'Australia eccelle negli sport di origini britanniche: il rugby, il cricket, il polo, il lacrosse, l'hockey su prato. Ma è anche ai vertici mondiali per il tennis e per il softball. Molto seguito è il football australiano, che si gioca da oltre 150 anni ma che ha regole completamente diverse dalla controparte americana (si gioca senza protezioni, la palla e il campo sono molto differenti da quelli usati nel football americano).

Gli sport più popolari in Australia sono:

  • il cricket, il principale campionato professionistico è quello ACL (Australian Cricket League). Ma principalmente la maggior parte degli spettatori vanno a seguire partite internazionali;
  • il football australiano (in Australia, Footy), il principale campionato professionistico è quello AFL (Australian Football League);
  • il rugby: ci sono due tipi di rugby praticati in Australia. Uno è il 'Rugby League' che rappresenta lo sport più seguito negli stati del Nuovo Galles del Sud e del Queensland. Il principale campionato professionistico è il National Rugby League (NRL). L'altro è il 'Rugby Union' che è uno sport internazionale. Il principale campionato professionistico internazionale è il Super 14 (torneo misto formato da squadre di club australiane, neozelandesi e sudafricane);
  • il calcio è uno sport che negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare. Con oltre 1.200.000 giocatori registrati è lo sport con il livello di partecipazione più alto in Australia. Un campionato professionistico per club (l'A-League) sta avendo molto successo.

Altri sport sono seguiti passionalmente anche se con meno spettatori, come la pallacanestro, la pallanuoto, il baseball, l'hockey su prato (dove le nazionali australiane sono sempre tra le prime del mondo) e il lacrosse.

Due edizioni delle Olimpiadi si sono svolte in Australia: Melbourne 1956 e Sydney 2000, che hanno permesso alla squadra olimpica australiana di occupare eccellenti posizioni nel medagliere finale. Comunque la rappresentativa olimpica australiana si è sempre fatta onore anche nei Giochi organizzati fuori dal suolo nazionale.

A Pechino 2008 l'Australia si è posizionata sesta nel medagliere con 14 ori.

Tra gli sport individuali, l'Australia è considerata una delle grandi potenze nel nuoto, nel quale ormai da molti anni è ai vertici mondiali. Alle Olimpiadi di Atene del 2004 il nuoto australiano ha conquistato 15 medaglie (secondo solo a quello USA), di cui 7 d'oro, 5 d'argento e 3 di bronzo.

Anche il ciclismo dice la sua in Australia, molti australiani praticano ciclismo sulle loro strade, soprattutto nei velodromi dove sono davvero forti e riconosciuti a livello mondiale. Un noto ciclista conosciuto in Italia è Robbie Mcewen, vincitore di diverse tappe al giro d'Italia.

Inoltre il campione del mondo della MotoGP 2007 Casey Stoner è australiano, considerato da alcuni l'erede del suo connazionale pluricampione del motociclismo Mick Doohan. Anche i campioni di SBK Troy Bayliss e Troy Corser sono australiani, come anche il campione del mondo Supersport Andrew Pitt. Infine il campione mondiale di downhill 2008 Samuel Hill.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Department of Foreign Affairs and Trade, "About Australia: indigenous people, an overview".
  2. ^ Geoffrey Blainey, A very short history of the world, Penguin Books, 2004, ISBN 978-0-14-300559-9.
  3. ^ About Australia: Our Country.
  4. ^ About Australia:People, culture and lifestyle.
  5. ^ Dalby, Andrew. Dictionary of Languages. Bloomsbury Publishing plc. pp. 43. ISBN 0-7475-3117-X.
  6. ^ www.abs.gov.au
  7. ^ 2914.0.55.002 - 2006 Census of Population and Housing: Media Releases and Fact Sheets, 2006
  8. ^ a b c 2914.0.55.002 2006 Census Ethnic Media Package (Excel download) su Census Dictionary, 2006 (cat.no 2901.0), Australian Bureau of Statistics, 27 giugno 2007. URL consultato il 14 luglio 2008.
  9. ^ Universo, De Agostini, Novara, Vol.I, pag.44-45

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