Cucina svedese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il tradizionale prosciutto natalizio svedese

La Cucina svedese (Svenska köket) è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Svezia.

Primi piatti[modifica | modifica sorgente]

Tra i primi piatti, la cucina svedese annovera le zuppe, come la arter med flask a base di carne di maiale e piselli e la zuppa a base di orzo (Tisdagssoppe).[1]

Il pesce[modifica | modifica sorgente]

Protagonista della cucina svedese è il pesce, in particolar modo l'aringa che viene preparata nei più diversi modi: affumicata, fritta, marinata, in umido o servita con panna acida.[2]

La carne[modifica | modifica sorgente]

La carne viene utilizzata molto meno rispetto al pesce e utilizza carne di alce, vitello, renna e maiale.[1]

Durante il periodo natalizio è abitudine consumare il prosciutto natalizio: secondo la tradizione è un piatto di origine germanica, nato come tributo alla divinità pagana Freyr, come auspicio di fecondità.[3]

I dolci[modifica | modifica sorgente]

Base di molti dolci della tradizione dolciaria svedese è lo zenzero, con cui si preparano dei biscotti natalizi.

Vi sono, inoltre, i lussekatter che sono dei dolci a base di uva passa e zafferano[1] e i Kanelbulle, tipici rotolini alla cannella divenuti oggi simbolo della cucina svedese anche all'estero. Un dolce tradizionale del periodo quaresimale è la Semla, un panino rotondo riempito di pasta di mandorle e panna montata.

Bevande[modifica | modifica sorgente]

Tra i liquori degni di nota, vi è il punch, nato nella metà del XVIII secolo, epoca in cui il paese aveva un importante ruolo nel commercio mondiale e, attraverso la compagnia svedese delle Indie orientali, riuscire ad avere le spezie necessarie per produrlo. Al momento della nascita, era utilizzato come medicamento e consumato caldo. Solo verso la fine del XIX secolo si iniziò a consumarlo come bevanda a temperatura ambiente o anche freddo.[4]

Tra le bevande analcoliche tipiche vi è lo Blåbärssoppa, a base di mirtillo nero.

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c www.informagiovani-italia.com
  2. ^ www.cibo360.it
  3. ^ (EN) H. R. Ellis Davidson, Gods And Myths Of Northern Europe, 1965. ISBN 0-14-013627-4.
  4. ^ www.saperebere.com

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]